Utente 296XXX
Gentili Dottori,

Sono in terapia farmacologica per un disturbo della personalità (Borderline) da circa vent'anni, recentemente ho avuto bisogno di cambiare terapia molte volte a causa di un'insonnia persistente, faccio presente che soffro anche di Fibromialgia, e quindi i disturbi del sonno sono dipesi anche dal dolore incessante.

Al servizio di igiene mentale nel quale sono in cura, si stanno verificando dei disagi enormi a causa di mancanza di personale medico, la psichiatra che mi aveva presa in cura resterà assente fino alla fine di Novembre, e io purtroppo, devo fare affidamento solo sui medici reperibili, praticamente mi hanno vista tutti negli ultimi tempi, l'ultima volta mi è stato prescritto un farmaco il Gabapentin 300, vi scrivo la terapia che sto attualmente facendo:

Citalopram 20 mg 1/2 cp al mattino
Olanzapina 5 mg 1 cp alla sera
Depakin 1000 1 bustina alla sera
Gabapentin 300mg 1 cp alla sera
Trittico 50 mg 1 cp alla sera.

Questa mattina, mi sono alzata con delle forti pulsazioni alla testa e i battiti accelerati, ho misurato la pressione ed era 90 la massima 57 la minima.

Vorrei sapere, se l'associazione di Depakin con Gabapentin, può aver causato questi sintomi, ho dei giramenti di testa e sensazione di stordimento.

Il sonno è leggermente migliorato, ma è sempre molto disturbato, nel senso che mi sveglio spesso la notte, e al mattino mi alzo molto presto.

Vi ringrazio anticipatamente della vostra attenzione e vi porgo i miei più cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

E' una terapia complessa, in termini di numero di farmaci. Il depakin 1000 è dosato in maniera che l'acido valproico sia nel range desiderato ? Si sa quanto è l'acido valproico nel sangue ?

Le aggiunte sembrano per ansia e sonno, oltre al citalopram. Sarebbe normale, che in un disturbo borderline ci siano sintomi d'ansia di vario tipo.

Sarebbe anche il caso di capire se il disturbo non sia più semplicemente una sindrome bipolare, poiché alla fine la terapia è quella. La differenza sarebbe che si potrebbe in tal caso ragionare sugli standard terapeutici per quel tipo di diagnosi, anziché arrivarci per sintomi.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 296XXX

Gentile Dr Matteo Pacini,

Intanto la ringrazio per la risposta, in effetti ci crede che non ho mai capito come si sia arrivati ad una diagnosi del genere?

Dunque io vengo da un passato burrascoso, fin dall'infanzia, i sintomi però si sono accentuati nel corso dell'adolescenza, fino ad esplodere poi dopo la gravidanza, facevo abuso di alcol e tranquillanti insieme, avevo un comportamento sia autodistruttivo, che distruttivo per quanto riguarda gli affetti.

Nel 1998 dopo un evento traumatico, causato dal mio essermi avvicinata all'esoterismo e alle tecniche di autoipnosi, aiutata da persone che avevo conosciuto agli alcolisti anonimi, ho avuto una crisi dissociativa molto forte, che è durata un tempo enorme, perché nessuno si rendeva conto di quello che mi stesse succedendo, tanto meno io.

Dopo svariati mesi, durante i quali io parlavo da sola ed ero completamente fuori di me, mio padre mi portò al centro di igiene mentale, dove mi sedarono e mi ricoverarono per quasi un mese.

All'inizio non accettavo le cure per cui il processo di ripresa è stato molto lungo, dopo di che, mi è stata assegnata una psichiatra, la quale ha stabilito, secondo lei, che si trattasse di una sindrome Borderline della personalità.

Adesso sono in balia del vento perché questa Dottoressa si assenta di continuo per lunghi periodi e al Sim, dicono che non ci sono medici, francamente questa associazione di farmaci mi preoccupa molto, sembra quasi che siano sperimentazioni che fanno senza capire bene cosa stiano curando veramente, del resto sono stata vista da ben cinque psichiatri diversi nell'ultimo anno.

L'acido Valproico l'ho fatto circa 5 mesi fa ed era 73, quindi nel range della specifica, ma resta il fatto che non mi sento tranquilla per niente.

Sono anche in terapia da una psichiatra a pagamento, che mi fa terapia cognitivo-comportamentale, infatti stamani ho chiamato lei per chiedere informazioni, mi ha detto di tenere sotto controllo pressione e battiti e che un forte abbassamento pressorio, potrebbe aver scatenato la tachicardia, ma il punto è, perché? Ci sono dei rischi per me? Sarebbe il caso di dimezzare almeno il Depakin visto che il mio peso è solo di 47Kg? Tutte domande che mi assillano la mente, in un momento della mia vita molto delicato, tenga presente che soffro anche di rettocolite ulcerosa (attualmente in remissione) e di ipoparatiroidismo post-operatorio.

Di farmaci ne prendo davvero tanti.

Mi scuso per la mia lunga lettera, ma ho cercato di fare una sintesi quanto più esaustiva possibile.

Di nuovo i miei ringraziamenti

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

io ripartirei dalla diagnosi, anche perché la terapia come le dicevo per tentativi sembra portare a una terapia per un disturbo bipolare. Ora, il problema è che se lo si fa per somma di sintomi, si fa un qualcosa che non ha senso, perché i farmaci sono indicati per le diagnosi, non per i sintomi.
Alcuni medicinali tenuti a dose bassa non possono funzionare bene, e magari invece tenendoli a dose normale si evita di dover rimpolpare la cura con altri medicinali.

Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 296XXX

Dimenticavo, sì, soffro parecchio di ansia.

[#5] dopo  
Utente 296XXX

Beh, in effetti ho chiesto alla mia psichiatra privata, se potesse prendere in mano lei la situazione, ma lei non vuole mettersi in conflitto con gli psichiatri del servizio di igiene mentale, purtroppo la mia storia clinica, la conosce bene solo la psichiatra che mi ha seguita per 19 anni, ora non so che problemi abbia, ma si assenta per dei mesi lasciandomi sempre senza riferimento.

Veramente mi trovo a brancolare nel buio più totale, la mia paura è che farmaci non indicati, oppure associazioni che possano in qualche modo dare origine ad interazioni, mi possano causare problemi seri alla salute.

Secondo lei a chi mi dovrei rivolgere? Non so più cosa fare.

[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non sussiste alcun conflitto. Ovviamente se le due cure indicate sono diverse, il paziente sceglie. Se indicare una cura diversa è conflitto, allora figuriamoci, capita in continuazione.
Il privato non deve prendersi carico di niente, fa il suo lavoro che è visitare e prescrivere cure.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 296XXX

È quello che penso anch'io, credo che al prossimo incontro gliene parlerò apertamente, e le chiederò di aiutarmi in questo senso, non si può lasciare una persona malata in balia dei venti, senza un minimo di criterio professionale.

Purtroppo mi dispiace dover dire che nel servizio pubblico, le cose stanno andando a rotoli e che purtroppo non viene più offerta un'adeguata assistenza come un tempo, io la ringrazio nuovamente e speriamo di trovare una soluzione a questo mio problema, che non fa altro che aumentare la mia ansia e la mia paura.

Cordialità