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Ansia, dolori e tensione

Buongiorno,

Scrivo per avere un consiglio a proposito di una situazione che si trascina da almeno un mese.

Tutto è iniziato con un'attacco abbastanza forte e improvviso di cervicale, molto probabilmente legato ad un colpo d'aria.

All'iniziale dolore dietro al collo (che una o due volte ha raggiunto anche le braccia) che non accennava a diminuire si è aggiunto dopo circa una settimana anche un fastidio simile ad un bruciore alle gambe.

Non avendo mai sofferto di cervicale e visto che i sintomi continuavano nonostante gli antinfiammatori prescritti dal medico di base, ho iniziato a preoccuparmi.

Quando ai dolori sopra descritti si sono aggiunti anche "cerchi alla testa", ho deciso di fissare un appuntamento da un neurologo.

La visita neurologica e la conseguente risonanza magnetica cervicale non hanno evidenziato nulla se non una leggera rettilineizzazione della colonna vertebrale nella zona del collo e un infiammazione dei muscoli circostanti il rachide.

Sebbene avrei dovuto tranquillizzarmi, la mia tensione e la mia ansia sono continuate a crescere, visto che i vari sintomi persistevano, e non sono diminuite nelle due settimane successive. In particolare è andato peggiorando il mio sonno: se prima non avevo problemi a dormire regolarmente, ora mi sveglio più volte durante la notte, non riuscendo a dormire più di tre ore consecutive.

Permane una stanchezza di fondo, che aumenta la sera, che si aggiunge ai continui cerchi alla testa, alla pesantezza delle spalle, alla tensione ai muscoli del collo e facciali, al dolore cervicale, al bruciore e pesantezza alle gambe.

Mi è stato inoltre diagnosticato un probabile reflusso gastroesofageo, ho iniziato a soffrire di cattiva digestione.
È anche probabile che soffra di bruxismo notturno.

Tutto questo mi tiene in uno stato di perenne ansia, di timore di soffrire di qualche malattia grave e di eccessiva attenzione ai sintomi. A volte sono preso da momenti di completo sconforto.
Riconosco di essere stato preso da una sorta di ipocondria.

Cosa potrei fare per migliorare questa situazione?
È possibile che la stanchezza e il bruciore alle gambe siano di natura psicologica?

Mi scuso per la lunghezza del messaggio.
Grazie per l'attenzione.
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Dr.ssa Franca Scapellato Psichiatra, Psicoterapeuta 3.8k 185 26
Sarebbe opportuna una visita presso uno specialista psichiatra per una valutazione. Più che i sintomi fisici, piuttosto aspecifici, è importante la reazione psicologica e comportamentale agli stessi: ansia, insonnia, malessere, timori di avere gravi malattie. Lo specialista in base alla diagnosi potrà proporre le opportune terapie.

Franca Scapellato

[#2]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la cortese risposta.

Solo due domande:
In due o tre occasioni in queste settimane ho avuto degli "attacchi": il dolore al collo e la tensione nel giro di un minuto diventavano sempre più intensi fino a quando una sensazione raggelante e sgradevole si liberava in tutto il corpo, immobilizzandomi per pochi attimi. Anche questi sono legati all'ansia?
Lo stato di paura potrebbe derivare anche dal fatto che abito in casa da solo durante la settimana poiché studio fuori sede e quindi non ho "aiuti" immediati sotto forma di persone vicine?

Grazie
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Dr.ssa Franca Scapellato Psichiatra, Psicoterapeuta 3.8k 185 26
Sì a tutte e due le domande: il dolore provoca ansia, che a sua volta aumenta la contrattura e il dolore in un circolo che si autoalimenta. Il pensiero di essere solo induce a sua volta una sensazione di insicurezza.
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Utente
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Ringazio ancora per la disponibilità e per la cortese risposta.
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Utente
Utente
Buongiorno,
Mi scuso se disturbo ancora ma temo che la situazione stia peggiorando.

Da tre giorni avverto un leggero bruciore dietro allo sterno (molto probabilmente per il reflusso, mi hanno detto) e periodicamente fastidio alle braccia o alle spalle.
A questo si aggiungono sempre più frequenti attacchi di angoscia e paura di morte, a volte accompagnati dai dolori, a volte come stamattina senza motivo apparente, senza che siano generati da un mio pensiero conscio.

Da tre giorni desidero andare al pronto soccorso per fare un ECG e le analisi del sangue, perché temo che siano segnali di un imminente infarto (compresa l'ansia immotivata), ma tutti quelli che mi stanno vicino mi sconsigliano di farlo. Credo che una rassicurazione mi darebbe sollievo.

Ho fissato un appuntamento da uno specialista per lunedì, ma non so come riuscirò a raggiungere quella data, visto che gli attacchi si fanno sempre più frequenti.

Ho paura di avere un infarto o di stare impazzendo...

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