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Incapacità a scegliere

Buonasera, ho 33 anni e da 20 convivo con attacchi di panico e periodi di depressione. Ho avuto certamente in tutti questi anni anche periodi più o meno lunghi in cui stavo meglio ma dopo un po' torno sempre a stare male. Il mio problema più grande è che nonostante anni e anni passati tra psicologi, psicanalisti, psichiatri e chi più ne ha più ne metta, non sono ancora riuscita a capire chi sono e cosa voglio. Davvero non lo so. Ho una laurea presa a pieni voti ma praticamente nel doppio del tempo necessario, vari corsi e master e lavori alle spalle. Dopo il mio primo lavoro iniziato a 21 anni e durato 4 anni ho cambiato così tanti impieghi che ad oggi il mio curriculum è veramente imbarazzante per la sua non logica. Apparte il primo impiego che mi piaceva ma che ho dovuto abbandonare in quanto la ditta è fallita, ho lavorato per anni odiando quello che facevo. Ora sono a casa da più di un anno, faccio la babysitter nonostante non abbia mai avuto simpatia per i bambini e mi sono iscritta ad un nuovo corso di laurea che permette migliori prospettive lavorative. Tuttavia dopo i primi mesi di entusiasmo mi sono resa conto che non riuscirò mai ad arrivare in fondo al percorso di 3 anni. Al di là della prospettiva occupazionale non sono abbastanza motivata, il corso è molto duro e affronta materie per me assolutamente ostiche. Vorrei solo un lavoro "normale" ma so che è praticamente impossibile trovarlo in quanto ho passato i 30 anni e non ho una solida esperienza in un campo particolare. Perché non so scegliere. Perché sono andata avanti per anni con delle non-scelte. Mi sono sempre trovata in posti o situazioni senza bene sapere come e perché. Oppure sull'onda di effimeri entusiasmi. Trovarmi a questa età cosi, senza un obiettivo chiaro su cui concentrarmi mi fa sentire male. Penso a volte di non meritare di vivere perché in 33 anni non ho ancora imparato a stare al mondo. Ho un compagno da quasi nove anni con cui convivo da 3 che odia la mia apatia e che pensa io non abbia nessun problema fisiologico ma sia solo una viziata (e sono ben cosciente che abbia ragione ma non riesco a uscirne fuori). Mi tratta spesso male ma so che lo fa per motivarmi e comunque gli sono strenuamente attaccata perchè non riesco a rinunciare all'unico punto fisso della mia vita. I miei genitori si sono presi e lasciati non so quante volte negli ultimi 15 anni e io non voglio fare la stessa fine.
Fin da bambina sognavo un lavoro che mi facesse sentire bene, utile, realizzata, volevo fare "carriera". Tuttavia se mi guardo indietro mi rendo conto di non aver mai fatto veramente nulla per riuscirci anzi ho rinunciato a un mucchio di possibilità interessanti in parte per paura di perdere il fidanzato e in parte perché non mi sentivo all'altezza. Vorrei un aiuto ma non so nemmeno più a chi chiederlo e fondamentalmente non so nemmeno di che aiuto avrei bisogno.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 36,5k 868 56
Nel corso di questi 20 anni è stata mai curata per ciò che definisce attacchi di panico e periodi di depressione?


https://wa.me/3908251881139
https://swite.com/psychiatrist72

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Utente
Utente
Buongiorno Dottore,
Sì ho iniziato ad assumere psicofarmaci all'età di 15 anni e tutt 'ora ne assumo. Le terapie sono cambiate nel corso degli anni e francamente non ricordo nemmeno più tutti i nomi e dosaggi. Al momento prendo daparox lamictal e mutabon mite. Grazie per la risposta.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 36,5k 868 56
Ha ottenuto dei risultati con questi trattamenti?

Qual è la diagnosi di trattamento?
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dopo
Utente
Utente
Con questi farmaci all'inizio si poi sempre meno. Vero è che nel frattempo (inizio 2015) ho perso il lavoro e quando mi trovo senza lavoro io sprofondo sempre in depressione. La diagnosi sono state diverse. Da piccola (13-15 anni)dicevano disturbo ossessivo compulsivo: non mangiavo per paure varie che mi erano venute e pesavo circa 40 kg x 1.65. Poi qualcuno ha detto personalità borderline. Al momento da qualche anno ciclotimia. Oltre all'antidepressivo e agli ansiolitici ho preso a lungo stabilizzatori dell'umore. Per un periodo non lunghissimo circa un anno anche un antipsicotico. Ora da circa 3 anni prendo lamictal e daparox. Prendevo anche il rivotril ma sono riuscita a sospenderlo. A gennaio abbiamo aggiunto il mutabon per mitigare gli effetti indesiderati del daparox (gastrite) e devo dire che ha funzionato.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 36,5k 868 56
Quindi comunque ha un certo miglioramento clinico.
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dopo
Utente
Utente
Prima si da quando sono rimasta senza lavoro no. L'unica cosa che è ancora sotto controllo è la questione attacchi di panico. La parte che riguarda la depressione invece no. Comunque il problema è che non riesco a prendere decisioni nette e a seguirle e ad avere un'idea chiara di cosa fare della mia vita nonostante sia ampiamente nell'età adulta. Secondo lei avrei bisogno di un percorso psicoterapico? Perché gli psicofarmaci possono stabilizzarmi l'umore(cosa che al momento non avviene) ma non è che mi dicono cosa fare di me stessa.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 36,5k 868 56
Se permane una certa indecsione una valutazione per un percorso terapeutico può essere possibile.

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