Utente 204XXX
Buonasera chiedo questo consulto per la risoluzione o indicazione verso la risoluzione id un problema che ormai mi sta sfuggendo di mano..

Da luglio 2016 a causa di un brutto stress emotivo, cioè la scoperta di soffrire di una patologia cardiaca rarissima alla mia età la fibrillazione atriale ho cominciato ad usare sotto consiglio medico alprazolam 075 mg/ml... ne usavo 10gocce prima di dormire giusto per rilassarmi... a seguito poi di questa malattia e della paura avevo improvvisi attacchi di panico e sono stato costretto ad assumere 10gocce al pomeriggio e 15 prima di dormire.. a settembre a seguito di un altro ricovero mi accorgo di avere episodi di congelamento delle estremità (mani e piedi) con rialzi pressori.. perchè non assumevo più lo xanax... essendo ricoverato e non avendolo in terapia non me lo davano.. quando si è capito essere per colpa di quello reiniziano la somministrazione.. e in effetti tutto passa..
a gennaio 2017 l evento più traumatizzante della mia vita, mia madre gravissima in ospedale... e subito dopo un secondo episodio di fibrillazione atriale per me... tutto ciò mi porta a usare sicuramente di più lo xanax... sempre un massimo di 15 gocce ma fino ad un massimo di 3 volte al giorno.. a parte una volta che ne sono state prese 20 prima di una cardioversione (per la fibrillazione)...

Ad oggi purtroppo lo prendo 2 volte 10 al pomeriggio e 10 la sera... ma mi accorgo.. che durante la finestra nella quale non sono coperto dal farmaco data la corta emivita accuso nausea e vertigini con capogiri.. ho fatto vari accessi al PS e non ce nessun motivo organico... appena lo assumo ( 7 gocce al posto delle 10 solite).. i sintomi si attenuano parecchio.. non del tutto ma parecchio.. forse perchè assumo poco meno di ciò che assumo solitamente..

Ora la cosa mi rende la vita invalidante, sono costretto ad assumerlo 10 al pomeriggio e 10 la sera.. e comunque anche cosi nella finestra dove il farmaco non è in corpo accuso nausa e vertigini cercando di costringermi ad assumerlo ad intervalli più corti.. ma fino ad ora resisto bene... il problema è che vorrei uscirne perchè la cosa mi sta portando ad avere paura di andare lontano da casa, perchè ho paura mi prenda la nausea e i capogiri che per me sono pesantissimi... devo sempre portamele in tasca..

Sono sempre stato sportivo e non ho mai avuto problemi del genere prima che i medici mi mettessero sotto questa terapia...

Mi hanno consigliato l assunzione di lexotan e poi scalare gradualmente ma vorrei innanzitutto capire se i sintomi che ho sono riconducibili ad una dipendenza / astinenza

[#1] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Ha un problema di ansia che non è controllata dall'assunzione di xanax. L'obiettivo non è togliere un farmaco che assume a dosi molto basse, ma riuscire a stare bene. Le consiglio di consultare uno psichiatra, che potrà fare una diagnosi più precisa e consigliare un trattamento adeguato.
La fibrillazione atriale non è frequente nei giovani, ma nemmeno rarissima, ed è sottodiagnosticata: in tre casi su quattro chi ne soffre non sa di averla.
Franca Scapellato

[#2] dopo  
Utente 204XXX

Salve, Quindi questa è la mia manifestazione del ansia ? Nausea e vertigini? Non ero al corrente si potesse manifestare cosi.. pensavo fosse la dipendenza e astinenza dello xanax sinceramente.. Quindi teoricamente ce una soluzione a tutto ciò? mi solleva molto saperlo! ormai non ne posso più di svegliarmi ogni giorno con questa nausea e capogiri e mani fredde.. è una situazione concatenante l'una con l altra purtroppo.. appena inizia la nausea mi agito.. a sua volta mi gira la testa e a sua volta mi si gelano le mani.. vado in PS dove già solo stando in sala d attesa un po passa.. poi non fanno nient altro che darmi queste goccine cosi mi passa.. almeno fino ai giorni seguenti dove sono punto e a capo...

Lei è uno psichiatra? ha già visto problemi cosi?

[#3] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Sì, sono un medico specializzato in psichiatra: ha postato la richiesta di consulto in psichiatria, sul sito di Medicitalia, non le risponde una persona a caso...
I sintomi che descrive sono molto frequenti e curabili, ma purtroppo in Pronto Soccorso il paziente viene liquidato con "Non ha niente, è solo ansia" e di rado si chiama lo psichiatra in consulenza, così si crea la sindrome della porta girevole: problema, accesso al PS, rassicurazione (l'ambiente, l'ECG, il farmaco, ecc) e pochi giorni dopo il giro ricomincia.
In conclusione chieda un appuntamento con uno psichiatra privato o dell'Asl, che valuterà se nel suo caso occorre una terapia farmacologica o un supporto psicologico (psicoterapia).
Franca Scapellato