Utente 388XXX
Salve,

Scrivo in merito a mio padre, 78 anni, cardiopatico, ex malato di epatite C, ex malato di insufficienza renale, vittima nel 2009 di ischemie transitorie e asintomatiche.

Premesso che da quando è morta mia madre, un anno e mezzo fa, è sempre stato triste e stressato. Occasionalmente in questo anno, in coincidenza con momenti di stress acuti (es. imprevisti) lamentava un problema alla vista: fissava un oggetto, e quello era coperto per metà da una nebbiolina. Questo disturbo terminava sempre entro qualche minuto o quando veniva tranquillizzato (non so se è una coincidenza, riporto solo questa correlazione).

Da lunedì 17 dicembre questo disturbo, dopo circa 6 mesi di assenza, si è ripresentato in maniera molto più massiccia: 4 o 5 volte al giorno, un'ora ogni volta. Contemporaneamente, causa una (per lui brutta notizia), ossia che la sua figlia preferita è stata assunta fuori città e continuerà dopo gli studi a vivere lontano da lui (a 1200 km di distanza), il suo umore è peggiorato sensibilmente. Da quel giorno, ha manifestato paura e sconforto anche per problemi infimi (es.è arrivata una bolletta 5 euro più alta del solito).

Vivo da solo con lui. Mi ha tenuto nascosto questo disturbo, il 22 dicembre l'ho scoperto e l'ho portato al pronto soccorso. Qui hanno cercato cause organiche: ha fatto una ECG, una TAC encefalo, analisi del sangue etc. Niente di niente, tutto a posto. Premetto che mio padre ha tenuto sotto controllo per cinque 8 mesi un angioma in zona occipitale destra: 0,5 cm era a febbraio, 0,5 cm è ora (come si evince dalla TAC fatta al pronto soccorso).

Durante queste visite al pronto soccorso, per la prima volta in vita sua, ha vissuto un pesante stato confusionale. Sembrava come affetto da Alzheimer: non si ricordava perché era lì, che giorno era, se era mattina o pomeriggio. L'hanno tenuto in osservazione per 24 ore. Già dopo 1 ora e mezza dal ricovero però era tornato lucido. Umore sempre depresso-ansioso, problema alla vista sempre lì (e sempre a intermittenza).

In assenza di cause organico, deducono che i problemi alla vista derivino dalla depressione. Lo dimettono e gli assegnano la seguente terapia: Zoloft 50 mg una al giorno, Tavor 1mg 1 al giorno.

Primo giorno depresso, secondo giorno depresso nonostante siano scesi gli altri figli per Natale. Terzo giorno l'umore migliora (immagino perché ha i figli con lui) ma ecco che compare un brutto sintomo: allucinazioni. Per esempio: guarda un muro e vede delle crepe, guarda una strada e vede delle pietre sul manto stradale dove non c'è nulla, guarda un viso e vede i tratti deformati.

Ora, mi chiedo:

La depressione può causare disturbi visivi? La depressione può causare allucinazioni? O queste allucinazioni sono derivate dagli psicofarmaci?

[#1] dopo  
Dr. Mario Savino

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Se l'angioma è endocranico i disturbi visivi possono essere correlati all'alterazione presente in zona occipitale e innescati da stress. La depressione può causare allucinazioni ma quelle di suo padre sembrano legate all'assunzione di Zoloft.
Durante il ricovero suo padre è stato visitato da uno psichiatra o dal neurologo?
Mario Savino
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[#2] dopo  
Utente 388XXX

Sì, è stato visitato sia dal neurologo che dallo psichiatra. Hanno escluso cause organiche "quasi al 100%" (dico quasi perché hanno detto che, per scrupolo, deve farsi un EEG).

E' stato dimesso con la diagnosi: disturbi visivi causa reazione depressiva a evento luttuoso.

Cosa dovrei fare ora? Sospendergli la Zoloft? Portarlo al Pronto Soccorso? Non so se regge emotivamente un altra giornata al Pronto Soccorso, si agita moltissimo.

Queste allucinazioni rientrano tra gli effetti collaterali autolimitantesi? Se sì, in quanto tempo?

[#3] dopo  
Dr. Mario Savino

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Strano, visto che la zona occipitale riguarda le funzioni visive ma non posso certo contestare il parere di un Neurologo che ha visitato suo padre.
La cosa migliore sarebbe farlo visitare da uno psichiatra esperto, almeno per un secondo parere. Io non conosco suo padre e non posso suggerirle di sospendere o dimezzare lo Zoloft purtroppo, suggerire diagnosi e terapie qui, giustamente, non è consentito, mi comprenda.
Mario Savino
medico
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[#4] dopo  
Utente 388XXX

Gliela pongo così: riguardo le allucinazioni, non fare nulla nell'immediato è pericoloso? Le ripeto, una seconda giornata al Pronto Soccorso lo agiterebbe parecchio.

Un altra info che ho dimenticato: il disturbo visivo si è attenuato parecchio in concomitanza con uno stato d'animo tranquillo. Ossia, in 24 ore gli è preso solo 1 volta e per 2 minuti.

Poi però sono iniziate le allucinazioni.

Le allucinazioni da Zoloft sono autolimitantesi?

Scusi l'insistenza, ma onestamente non so cosa fare.

Ps. Il neurologo che ha scoperto l'angioma ha detto che i disturbi visivi erano legati allo stress, perché l'angioma era troppo piccoli per fare danni (0,5 cm).

[#5] dopo  
Dr. Mario Savino

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Le allucinazioni se provocate dal farmaco persistono con l'assunzione del farmaco, quindi vanno valutate da uno psichiatra che possa stabilire se ridurlo o sospendono.
Cosa fare? Consultare un clinico in gamba per un secondo e più risolutivo parere. Qui non possiamo dirle cosa fare riguardo la terapia in base ad informazioni su un Paziente che non conosciamo, cerchi di capirmi.

L'angioma è piccolo per fortuna ma anche i disturbi visivi sono lievi... non possono negare una correlazione col 100% di sicurezza. E' quello che penserei per mio padre e andrei a fondo.
Mario Savino
medico
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[#6] dopo  
Utente 388XXX

Salve,

La mattina successiva l'inizio delle allucinazioni abbiamo allertato il medico di base, non sapendo come contattare lo psichiatra che ha prescritto gli psicofarmaci. Il medico di base ci ha suggerito di interrompere subito l'assunzione. Per tutto il giorno (quindi il primo senza psicofarmaci) mio padre è versato in uno stato di rimbabimento: lentezza nel rispondere, incapacità di riconoscere alcune persone, incapacità di ricordare alcuni nomi, sguardo tra il confuso e il catatonico. C'è da dire che quella mattina ha subito un forte stress perché siamo stati costretti a nascondere le chiavi della macchina: voleva guidare a ogni costo.

Il giorno dopo (il secondo senza psicofarmaci) ha ripreso gradualmente lucidità. Ora è quasi normale, solo la memoria a breve termine è più zoppicante del normale. L'umore, però, è a terra. E' molto ansioso, ci chiede sempre se abbiamo fame, pensa che non abbiamo mangiato abbastanza, cose così, senza importanza.

Ripensa ad alcuni falsi problemi, che non stanno né in cielo né in terra. O meglio, sono problemi di 6-12 mesi fa (es. mia sorella che non trovava lavoro, ora ce l'ha, ma lui è convinto, contro ogni evidenza reale, che guadagni poco e soffra molto).

Tutti i tentativi di smontargli le preoccupazioni (con le buone, con calma, diplomazia e affetto ovviamente) non sono serviti a niente.

Abbiamo avuto molta paura nel vedere mio padre ridotto come un malato di Alzherimer. Mi chiedo: Tavor e Zolofot, oltre alle allucinazioni, causano questi effetti collaterali (rimbambimento, amnesia)? Se sì, dopo quanto tempo dall'ultima assunzione scompaiano questi disturbi?

Tengo a precisare che, a quanto pare, non ha più le allucinazioni. In caso contrario, l'avremmo intuito dalle reazioni a quel che percepiva. Sui disturbi visivi che ho raccontato all'inizio lui dice di non averne ma non metto la mano sul fuoco, perché non credo che me li riferirebbe anche se ce li avesse, per paura di vedersi vietata la macchina per sempre.

Ps. La visita psichiatrica è fissata per giorno 9 gennaio, troppo tardi?

[#7] dopo  
Dr. Mario Savino

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Negli anziani l'eliminazione dei farmaci assunti è più lenta, possono occorrere alcuni giorni
La visita direi che va bene come data, Suo padre sarà visitato così sicuramente libero dai farmaci assunti
Mario Savino
medico
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