Utente 476XXX
Salve, sono un ragazzo di 24 anni.
Racconto in breve la mia storia. 5 anni fa, nonostante fossi contrario a fumare cannabis (facevo al massimo 2/3 tiri molto raramente), provai a mangiare un biscotto offertomi, contenente cannabis (pensavo che, attraverso lo stomaco, gran parte del principio attivo si sarebbe deteriorato, in seguito capii che pensavo decisamente male). Ebbi un violento attacco di panico che sfociò in una depressione con sintomi ansiosi che curai con l'uso di Paroxetina.
Per 4 anni sono stato relativamente bene, a parte qualche deficit cognitivo (mi sentivo più sbadato) e maggiore fotosensibilità.
Inutile dire che l'uso di cannabis è stato abolito per sempre.
Quando ho iniziato a star meglio, le uniche "trasgressioni" erano una, massimo due birre con gli amici nel fine settimana.
Nel corso del tempo, ho avuto una relazione con una ragazza alla quale mi sono molto affezionato e che, a causa degli studi universitari, ha cambiato città e dunque ha preferito non vedermi più. Ho preso questa cosa molto male e, per un periodo di circa tre settimane, uscivo spesso in compagnia di amici e bevevo anche 3-4 birre (non tutti i giorni, ma sarà capitato almeno tre volte).
La sera del 29/12, ho bevuto un bicchiere di whisky e una birra da 4,7%. Sono andato a ballare e devo ammettere che, nonostante non fosse una dose eccessiva di alcol, mi sentivo abbastanza motivato.
Durante la notte, però, mi sono alzato con un fortissimo senso di bruciore di stomaco ed ho iniziato ad andare in ansia e boom! Ecco che è tornato il panico, accompagnato da tutti i sintomi odiosi ed invalidanti di 5 anni fa. Ho ripreso la cura farmacologica, su prescrizione del medico di base (lo psichiatra era in ferie), assumo Paroxetina al mattino e, al bisogno, 1mg di Bromazepam (10 gocce di Lexotan). Per il momento, i sintomi sono lievemente calati, ma sono ancora ben lontano dall'essere guarito.
La domanda è la seguente:
È possibile che, nonostante non sia un alcolista cronico, io abbia creato uno squilibrio irreversibile nel funzionamento della neurochimica cerebrale? O è semplicemente un timore mosso dallo stato ansioso che sto vivendo?
Inoltre, mi chiedevo se fosse possibile che la cannabis, 5 anni fa, abbia potuto fare tanti danni, nonostante l'uso sporadico che ne facevo, o, come mi disse il mio psichiatria, ha semplicemente slatentizzato un problema preesistente?
Ovviamente, ho bandito per sempre l'uso di qualsivoglia sostanza e mi guarderò bene dal farlo nuovamente.
Vi ringrazio per l'attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il suo psichiatra le ha dato una risposta corretta e lei non dovrebbe utilizzare prodotti che possano avere effetti psicotropi.

Anche l’uso di alcool in questo modo è interdetto.


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[#2] dopo  
Utente 476XXX

Gentilissimo Dr. Ruggiero, la ringrazio infinitamente per la celere risposta.
Secondo Lei, evitando di bere alcolici e continuando con la stessa terapia che mi aiutò quattro anni fa, è possibile ritornare a stare meglio?
Un altro quesito è relativo alle benzodiazepine, in particolare il timore che non concedano ai neurotrasmettitori di assestarsi "autonomamente". Mi spiego: se assumessi Bromazepam tutti i giorni, non ci sarebbe il rischio che, ad un certo punto, il cervello necessiti esclusivamente di questa molecola per stare tranquillo? Anche perché, generalmente, vien detto che gli antidepressivi sono la reale cura e le benzodiazepine, invece, danno sollievo momentaneo.
So bene di non essere uno specialista, ma, quando sono in ansia, inizio a cercare di capire tante cose del funzionamento del cervello umano. Diciamo che ho sempre avuto un approccio razionale di fronte certe situazioni e tendo ad approfondire. La dottoressa dice che il mio informarmi mi porta ad aumentare l'ansia e che dovrei lasciar perdere. Lei cosa ne pensa?
La ringrazio nuovamente
Distinti saluti