Utente 483XXX
Salve dottori.
Vengo ormai come se non bastasse da una fine di una relazione con la mia ragazza durata per ben quattro anni.
Siamo sempre stati bene insieme, ma il tempo ci ha fatto capire molto.
Circa due mesi fa a seguito di un attacco di panico mi è stato diagnosticato una forma di depressione, non so se lieve, maggiore o cosa.
Ad oggi sto seguendo una terapia farmacologica con Paroxetina e Alprazolam.
Dopo aver aumentato la dose da 10mg a 20mg devo dire che mi sento meglio, anche se a volte cado di nuovo nel baratro della depressione.
Facendo un quadro clinico della situazione, oltre questo mio disturbo si sono verificati anche altri disturbi del quale: paranoie, pensieri ossessivi.
Pensieri ossessivi suicidi diventati poi in paura di essere omosessuale per poi quello di poter far del male alla mia ragazza.
Quest'ultimo ha contribuito a rovinare il nostro rapporto perché ormai non le chiedevo più di vederci e a malapena ci parlavamo.
Non riuscivo nemmeno a pensarla, non potevo, perché il solo pensiero mi faceva star male.
In un certo senso il mio io la percepiva ormai come un pericolo, per questo motivo la evitavo.
Aggiungo che quando mi ha lasciato ci sono rimasto male, a seguito ho avuto un altro attacco di panico, ma dopo pensandoci e ripensandoci è meglio così. In un certo senso non mi fa ne caldo ne freddo.
Ora, arrivando al punto, ho di nuovo pensieri, idee sul mio orientamento sessuale ed ho davvero paura che io possa essere davvero diventato omosessuale.
Al fine di questa relazione durata quattro anni provo meno attrazione verso le ragazze, questo mi manda davvero in ansia e provo a fare cose (spero capiate) per avere un auto-affermazione di non essere davvero diventato omosessuale e non provare attrazione verso gli uomini.
Possa questo trattarsi di un semplice disturbo d'ansia? So di dovermi rivolgere ad uno psichiatra, ma ho richiesto invece un impegnativa per uno psicologo e so di aver sbagliato.
La terapia farmacologica mi è stata prescritta dal mio medico curante e con lo psicologo non ho effettuato ancora nessuna seduta dopo più di un mese e mezzo.
Se i tempi da una seduta ad un'altra sono poi questi non credo mi possa essere davvero di aiuto.
Vi scrivo per avere un consulto, o magari secondo una vostra opinione di cosa potrebbe trattarsi.
Ho già richiesto molti consulti su questo sito ma non ho mai ricevuto risposte certe se non quelle di farmi visitare da un neuropsichiatra.
Non ho disponibilità economiche a disposizione per permettermi uno specialista a pagamento, per questo motivo mi sono recato alla ASL, ma i tempi sono troppo lunghi.
Grazie per la vostra pazienza e scusate il disturbo, attendo gentilmente risposte.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Ha una serie di sintomi che stabilisce di non far valutare da uno psichiatra e poi vuole consulti on line.

La via più semplice sarebbe proprio quella di farsi visitare da uno specialista in psichiatria.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 483XXX

Credo di essere stato frainteso o non mi sono espresso nel modo corretto.
Semplicemente non ho disponibilità economiche per delle sedute con uno specialista privato, per questo motivo mi sono dovuto recare presso una struttura ASL, ma i tempi tra una seduta ed un'altra sono lunghi e in questo modo non credo possa essermi davvero d'aiuto.
Ad oggi ho richiesto l'impegnativa per 8 sedute con uno psicologo ma sto ancora aspettando una seduta dopo un mese e mezzo di attesa.
Vi rivolgo a voi perché vorrei sapere secondo un quadro clinico della situazione secondo voi di cosa potrebbe trattarsi, tutto qua.