Utente 451XXX
Cari dottori... cosa si fa quando non c'è più via d'uscita? Mia madre mi dice: "si cerca... si cerca ancora". Io sono stufo, e penso alla morte. La mia carriera psichiatrica ha inizio più di dieci anni fa. Tremore, ansia, solitudine, angoscia, depressione. In questi anni ho fatto 3 risonanze magnetiche, tutte negative. "Non hai niente... non hai niente", mi dicevano. E intanto io rimanevo bloccato e vedevo le persone attorno a me evolversi. Ho cominciato a prendere antidepressivi. Così tanti che credo di saperne tanto quanto uno psichiatra. In certe occasioni mi hanno aiutato. In altre no. L'ultima volta è stato l'efexor 75 mg. Ebbene, lo sapete cosa mi è venuta a un certo punto? La distonia cervicale. Finché gli effetti collaterali sono la sudorazione notturna o l'eiaculazione ritardata, ok; ma questa cosa proprio no. La testa mi si girava da sola a sinistra. Anche solo camminare mi buttava giù di morale. Perché dovevo tenermi la testa con le mani. Nascondermi. E tutti a dirmi "sei sempre triste... e sorridi un po'". Io dentro di me a pensare "tu non sai l'orrore che provo, c****e!" E lo psichiatra di turno, uno dei tanti, non capiva.... aumentava la dose. Da efexor siamo passati a fluoxetina 40 + litio... per poi tornare ad efexor fino a 300! Avete capito bene, 300! A un certo punto, siccome la situazione non cambiava, ho smesso di prendere farmaci. Non proprio di botto, ma quasi.... E mi sono dedicato ad una vita più salutare. Dopo 4.. 5... 6 mesi... la testa non mi si gira più. La distonia cervicale era un effetto collaterale (orripilante) dei farmaci. Adesso non prendo niente, solo integratori, ma sto male. Malissimo. Voglia di vivere non pervenuta. Ansia? Tre milioni di volt di ansia. Ovunque vada faccio figure "buffe". Mi tremano il viso, le mani, mi dimentico le cose, entro in confusione... La mia carriera scolastica per non parlare di quella professionale è gravemente compromessa. La mia dignità è dilaniata, squarciata. Perché è una condizione nella quale tutti ti guardano come se fossi un alieno. Non solo cornuto, ma anche mazziato. Auto emarginato ed emarginato. Vorrei tanto avere problemi di droga, alcol.... e invece no... ho un problema emotivo, diventato un mostro infernale che sistematicamente mi divora e mi vomita per poi ridivorarmi. Non ho mai risolto la questione e credo che mai la risolverò. Il mio destino lo vedo nero e breve, oltre che ridicolo. La mia domanda è: "cosa si fa quando non c'è più via di uscita?"
ps. Ho semplificato tantissimo

[#1] dopo  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Utente,
Nella sua storia, complessa, in cui palesa lo scoraggiamento, pienamente comprensibile, non cita il ricorso alla psicoterapia. Ne ha fatta qualcuna di qualche tipo?
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Dr. Roberto Di Rubbo

[#2] dopo  
Utente 451XXX

Gentile dottore,
in realtà l'ho citato e non citato nel post scriptum finale, quando dico che "ho semplificato tantissimo". Mi sarò rivolto ad una quindicina di persone, tra psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, maghi, dottori, professionisti new age, neurologi, omeopati... Ho bruciato montagne di soldi e perso tempo prezioso, anzi preziosissimo. Sì, ho intrapreso più percorsi psicoterapici (nessuna scuola in particolare), rivelatisi col tempo vicoli ciechi. Ho lasciato e per questioni economiche e per questioni di incompatibilità. Sono stato sfortunato? Forse... e col tempo ho cominciato a diffidare dagli operatori del settore, sia privati che pubblici.

[#3] dopo  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Utente,
Se la sua speranza è cessata, mi permetta di capire perché scrive qui..
Cordialità
Dr. Roberto Di Rubbo

[#4] dopo  
Utente 451XXX

Gentile dottore,
non mi pare di aver detto che la mia speranza è cessata. Anche perché finché c'è vita...

[#5] dopo  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Itente,
mi scuso, ha ragione, non ha detto che la sua speranza è cessata. Forse ho messo troppa attenzione sulla sua frase: “non ho mai risolto la questione e credo che mai la risolvero’ ”.
Del resto ha iniziato a diffidare degli operatori del settore.
Da operatore del settore devo dirle che abbiamo però a disposizione farmacoterapie, psicoterapie e, oggi, Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS), ma non bacchette magiche.
Che dire? L’esortazione di sua madre, che lei riporta, sembra di molto buon senso. Continui a cercare, cerchi di non perdersi d’animo, nei limiti del possibile.
Cordialità
Dr. Roberto Di Rubbo