Utente 497XXX
Per rendere meglio devo partire dall'inizio. Sono una ragazza di 20 anni diagnosticata borderline, sin da prima di nascere la mia famiglia era problematica, mia madre sorda, bipolare e alcolista, mio padre un delinquente e aggressivo verso mia madre e mio fratello, e mio fratello chiuso nel suo mondo. Quando sono nata mio padre mi rinnegó. Quando ebbi un anno se ne andò con un altra donna, e venni rifiutata anche da mia madre che se la prese con la mia esistenza (un mese giusto prima che nascessi morì il padre di mia madre e un anno dopo la mia nascita mio padre se ne andò credo che abbia inconsciamente visto me come una condanna). Sono cresciuta con mia nonna, la mia salvezza, vedendo solo il fine settimana mia madre con la quale litigavo incessantemente e esprimeva il suo "odio represso" verso di me con parole orrende, e talvolta anche con violenza fisica. Io non le do nessuna colpa perché ora capisco che il problema con cui ora da 6 anni cura con Depakin, la portava a esasperarsi. Io e mio fratello andavamo d'accordo, lui era molto chiuso e aveva solo un amico, io venivo ripetutamente presa in giro perché vivevo con mia nonna. Nel corso della miei anni ho visto mia madre tentare il suicidio almeno una 30ina di volte, sin da quando ero piccola. L'ho vista portare a casa uomini sempre diversi, tornare a casa ubriaca marcia, L'ho vista in mille modi. Non volevo essere come lei, Invece, alla giovane età di 9 anni tentai il primo suicidio (l'ultimo tentativo risale a 20 giorni fa), a 12 iniziai a bere e fumare, a 13 usavo marijuana e a 14 droghe sintetiche. Andai a vivere con mia madre perché ero sola nelle scelte, facevo cio che volevo. Non andavo più a scuola, iniziai a avere episodi bulimici e di autolesionismo che durano ancora adesso. Venni inserita in una comunità diurna e fino ai 17 me la cavai piu o meno bene. 23 gennaio 2016, mia nonna morì. Mi buttai giu ancora. Conobbi un ragazzo, sembrava perfetto, facevamo uso di alcol e cocaina quotidianamente ma stavamo bene, ma poi iniziarono i litigi, violenze psicologiche e violenze fisiche. Persi 12 kg arrivando a 43 kg per 161cm. Siamo ancora insieme, da 20 giorni non tocchiamo nulla ma la sua violenza psicologica persiste. Mi fa sentire sbagliata, dice che sono falsa perché dovrei accettare il bene e il male nella relazione se lo amo davvero, io dico che voglio tranquillità e lui dice che non si puo avere e che pretendo troppe cose e mi lamento di tutto. Se devo fare qualcosa trova il modo di litigare e io finisco per non farla piu. Poi mi chiama e dice che mi ama. In passato quando volevo chiudere la relazione tentò in diversi modi di suicidarsi davanti a me. Gli ho detto di una comunità che voglio andare e per lui non lo amo, se no starei qua. Riesce a essere dolcissimo con me e un attimo dopo la bestia più totale. Non ho piu voglia di fare nulla, non cerco lavoro, non esco mai e se esco è solo con lui, mi butto nel cibo e poi vomito.. sto impazzendo, come fa una persona a amarmi e fare cosi?

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Stiamo parlando di una instabilità in due persone che usano alcol e cocaina, al di là di questa interruzione di 20 giorni, che è una interruzione inevitabile, a periodi.
Non ci potrebbero essere più elementi predittivi di instabilità o di ipereccitabilità.

Mi preoccuperei quindi di farmi curare, e manterrei lo scopo di questo non nel contesto della relazione, ma finalizzato ad avere Lei un punto fermo, coincidente con un suo equilibrio e con un suo stato di salute migliore.
Dr.Matteo Pacini
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