Utente 278XXX
Gentili dottori, sono un ragazzo di 22 anni che ha precedentemente richiesto altri consulti basati su una serie di problemi che mi affliggono.
Attualmente non in una fase post depressiva dove non mi interessa di nulla e nessuno. Come mi sento dentro? Vorrei tutti e nessuno, avere una vita perfetta, ma non faccio nulla per ottenerla. Non capisco il senso di dovermi spaccare in due per realizzare il mio futuro. Sono molto invidioso degli altri e dei loro successi, della loro bellezza. Ho un attaccamento morboso a mia madre tanto da averla idealizzata al massimo, mi comporto come lei. A volte credo di essere lei, mi sento come lei e sono omessuale.
Ho vissuto in ambienti prevalentemente femminili. Ho il desiderio di voler stare con un uomo villoso e di poter essere ingravidato. Premesso che non ho problemi col mio corpo se non una questione di peli superflui e qualche capello che cade, ovvero non mi fa differenza essere uomo o donna né tantomento ho disforia di genere, sin da bambino sono stato attratto da giochi maschili, anche se indossavo i tacchi a volte ma quale bambino non l'ha fatto. Soffro di disturbo ossessivo compulsivo. Sono stato seguito da una psicologa che dopo molte sedute non é riuscita a dirmi di cosa io soffrissi. Mi sono un po' informato sul web. Vorrei chiedere una cosa. Ma nel caso in cui una persona fosse affetta da narcisismo o da schizofrenia come si potrebbe porre una diagnosi differenziale? Io ad esempio ho deliri come paura di abbandono, ma sono sempre stato il primo ad abbandonare, ho deliri di megalomania, qualche anno fa, verso i 18 anni credevo di essere molto intelligente, cosa che continuo a pensare perché effettivamente così é, e credevo che sarei stato colui che avrebbe scoperto la cura per il cancro o malattie come l'aids. Immaginavo nella mia testa quando mi avrebbero dato il premio nobel ahahah.
Ho deliri di gelosia, erotomatici, somatici soprattutto.
In ogni caso come fate a differenziare uno schizofrenico da un narcisista? Entrambi hanno un senso di grandiosità, entrambi possono essere paranoici, entrambi possono avere diaturbi d'ansia, depressivi e nella regolazione della rabbia.
Io ho passato otto mesi di relazione con una persona con la costante paura di essere lasciato. E mi chiedevo, paura di essere lasciato perché ciò avrebbe provocato una ferita nel mio ego? Paura di essere lasciato perché da solo mi annoio (mi annoio molto in generae nella vita, forse perché non faccio nulla, ma se non sento necessità di farlo che lo faccio a fare?)?
Paura perché se mi lasciasse dovrei accettare una perdita? Per teoria le direi che ognuno di noi ha dei limiti anche sulle persone, ma nell'effettivo non so come mi sentirei a vedermi tradito. Nei sentimenti o nell'ego?

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 278XXX

Dottore io non voglia di instaurare rapporti perché non voglio sentirmi inferiore. E io mi sento inferiore quando una persona é più bella di me o più capace di me, o ha una vita e una famiglia che non ho, se é più agiata di me. Non accetto di essere il secondo. Vorrei essere sempre il primo tra tutti. Ma anche se lo fossi guarderei gli altri sempre non capendo cosa loro hanno che li rende felici e sicuri di se. A me non va di affrontare la vita, perché sono solo e perché non ne vale la pena farlo solo per se stessi. Potrei prendermi anche tutte le lauree, ma poi io chi sarei?
Ho una testa tutta incasinata e non riesco ad essere pragmatico, le leggi mi fanno schifo, gli schemi mi fanno schifo. Come fanno gli altri ad essere felici seguendo schemi di vita come le diete, organizzarsi il tempo etc. Mi sento incapace.
Sono depresso, direi una depressione narcisistica perché la realtà non é come vorrei e non lotto nemmeno per cambiarla perché tanto sempre la stessa rimane, o meglio sempre io lo stesso resto. I miei genitori mi hanno sempre trattato come se fossi molto intelligente e capace facendomi sentire speciale e dall'altra parte mi hanno svalutato facendomi sentire sempre colpevole. Mi porto dietro questa cosa di sentirmi sempre colpevole, dove se a qualcuno capita un evento spiacevole in mia presenza, anche se io non sono il responsabile, sento l'ansia come se potessi essere accusato.

[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Sarebbe il caso che si rivolga ad uno specialista in psichiatria.
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