Utente 497XXX
Salve, chiedo scusa in anticipo per la lunghezza del testo, ma ritengo sia doveroso riportare tutto nel dettaglio.

Sono un ragazzo di 23 anni con uno stile di vita sedentario ed un temperamento molto mite.
Circa 4 mesi fa, mentre ero a casa seduto alla scrivania a leggere qualcosa sullo schermo del computer, ho avvertito una vertigine fortissima, la visione ha roteato in senso antiorario per almeno 180 gradi. Istintivamente ho chiuso gli occhi e ho poggiato la testa alla scrivania, sono rimasto fermo per qualche minuto con un senso di malessere e nausea molto forte. Dopodiché mi sono alzato (la crisi vertiginosa era cessata, sebbene continuassi a percepire sbandamenti) e sono andato dai miei genitori a chiedere loro cosa fare. Mia madre ha deciso di portarmi al pronto soccorso e così è stato, mi sono presentato in pronto soccorso, ho ricevuto un codice verde e sfortunatamente ho dovuto attendere 4 ore per essere visitato. Al momento della visita mi ero ripreso quasi totalmente e siccome era sera tardi, la dottoressa in pronto soccorso ha deciso di farmi tornare la mattina dopo per una visita otorinolaringoiatrica. Ho eseguito la visita la mattina dopo ma il medico non ha trovato nulla, anche dopo avermi fatto i vari test di posizione (quelli per la labirintite). L'unica cosa riscontrata è stata un po' di cerume nell'orecchio destro, così mi ha consigliato delle gocce otologiche e una rimozione programmata per un paio di settimane dopo. Nei giorni seguenti a questo primo attacco sono stato relativamente bene, fino a che una settimana dopo, sempre mentre mi trovato seduto a leggere, ho perso il controllo degli occhi (mi hanno poi detto che la condizione si chiama diplopia) e ci ho visto doppio per circa un paio di minuti, senza la possibilità di controllare il movimento degli occhi. Ho chiuso gli occhi più volte e piano piano la vista è tornata normale, tranne per la visione sfocata che è perdurata per un altro paio di minuti (ci tengo a dire che sono astigmatico ed ipermetrope). Spaventato, mi sono recato nuovamente in PS, ma la crisi era ovviamente terminata già a casa, e questa volta ho dovuto attendere 7 ore prima di essere visitato (sempre codice verde). Ovviamente dalla visita non è risultato nulla, e mi hanno nuovamente rimandato al mattino dopo per una visita oculistica. Anche la visita oculistica è risultata negativa. Così mi hanno rimandato a casa, io nel frattempo ho eseguito una visita dal medico di famiglia, il quale mi ha prescritto degli esami del sangue per verificare i livelli di VES e acetilcolina (o qualcosa del genere). I risultati non hanno riportato nessuna anomalia. Nei giorni successivi ho continuato ad avvertire malessere, fino a che una sera, sentendo una forte pressione sulla nuca e nella tempia destra, e parestesie sempre nel lato destro del volto, sono tornato in PS. Ero in uno stato disastroso, le dita erano viola e non riuscivo a stare in piedi, mi hanno dato codice giallo e mi è stata fatta una TAC in PS. Con esito fortunatamente negativo. Mi hanno consigliato di rilassarmi e mi hanno prescritto del delorazepam da assumere prima di andare a letto. Ho passato i successivi giorni a letto, senza forze ed affranto. Fino ad una crisi ulteriore di dolore nucale, nausea, tremori e vertigini che mi ha costretto a tornare nuovamente in pronto soccorso. Questa volta in ambulanza, visto che ero a casa da solo e non riuscivo assolutamente a guidare. Presi i parametri (pressione sballata e tachicardia, nonostante non abbia problemi di pressione o di tachicardia) il dottore ha ritenuto corretto prescrivermi una risonanza con contrasto all'encefalo ed una visita neurologica. Fatte entrambe qualche settimana dopo (settimane infernali per me). La risonanza è risultata negativa, l'unica nota del referto è "Le cavità paranasali e mastoidee non contengono versamenti fluidi né tessuti molli patologici, ad eccezione di un piccolo accumulo di secrezioni iperproteinacee in sede mastoidea sinistra.".
Le immagini della mia risonanza non sono state viste da nessun'altro, nonostante io chiedessi nelle successive visite di dare un'occhiata di persona. Nessuno ha voluto vederle, facendo fede unicamente al referto. Questo atteggiamento di chiusura mi ha scoraggiato ulteriormente, perché nel frattempo io stavo sempre peggio (ed i sintomi aumentavano). La visita neurologica è risultata negativa e la neurologa mi ha detto di cercare aiuto psicologico o psichiatrico, io ho cortesemente ringraziato la dottoressa, ma con quelle parole ho perso la speranza. Tornato a casa, mi sono rifiutato di recarmi da qualsiasi dottore, nonostante il peggioramento oggettivo. Non l'ho fatto per paura di essere considerato ipocondriaco (non lo sono mai stato, prima di questa disavventura sono stato in ospedale poche volte per fratture e da ragazzino per dolori alla bocca dello stomaco dopo mangiato, mai chiariti ma cessati spontaneamente). Ci tengo poi a dire che non sono mai stato un tipo ansioso ed anzi, nel periodo in cui ho avuto i primi sintomi ero molto in pace, grazie agli ottimi risultati scolastici e ad una routine ritrovata sempre nello studio (dovetti abbandonare gli studi in passato per lavorare e finalmente sono riuscito a tornare a studiare).

Comunque, nel periodo successivo a questi ultimi esami ho subito un peggioramento, ho cominciato ad avvertire forti dolori alle gambe (non riesco a stare in piedi come prima), sono cominciate costanti fascicolazioni alle gambe soprattutto, ma anche alle braccia. Sensazione di goccioline bagnate sul corpo, spilli, bruciori, parestesie soprattutto nel lato destro del volto. Ho notato che i linfonodi del collo si sono gonfiati (o almeno io penso si tratti di linfonodi, due palline mollicce sul collo l'una di fianco all'altra). Ho dolori costanti che partono dai glutei fino ad arrivare al tallone, e dolori muscolari accompagnati a debolezza soprattutto alle cosce ad i polpacci. Tutti questi problemi non li avevo durante la visita neurologica, così il medico di famiglia mi ha fatto tornare dal neurologo, il quale mi ha visitato nuovamente (in modo molto, ma molto superficiale, facendo fede unicamente allo scorso referto) e mi ha prescritto una visita psichiatrica, che dovrò prenotare domani.

Io non so più che fare cari medici, come ho già scritto (e come temevo) vengo trattato da ipocondriaco, nonostante non abbia mai avuto problemi del genere e ai problemi cerco di non pensarci, nonostante la prepotenza con cui mi assalgono. Sotto consiglio di amici ho chiesto più volte a chi mi ha visitato di prescrivermi visite secondo me utili, tipo una lastra o risonanza alla colonna vertebrale ed alla cervicale, oppure una visita ortottica (poiché continuo ad avere problemi agli occhi, dopo un po' di sforzo cominciano ad incrociarsi leggermente, soprattutto quando cerco di mettere a fuoco da vicino) ma ho sempre trovato un muro davanti, con motivazioni come "ma sei giovane, non ce n'è bisogno".
Io mi sento abbandonato a me stesso, da quattro mesi non sto vivendo più, non riesco nemmeno ad uscire con gli amici. Niente vancanze, niente di niente, passo le giornate sdraiato a letto per un paio d'ore, poi un altro paio d'ore a leggere/cercare di intrattenermi, poi di nuovo a letto, poi in piedi, e così via, perché non riesco a fare nient'altro senza stare male.

Ricapitolando, mi ritrovo attualmente con i seguenti sintomi: le vertigini continuano a ripresentarsi incessantemente sotto forma di sbandamenti, tutti i giorni. Ho costanti dolori al collo ed alla nuca, soprattutto nella parte destra, con fitte che partono da sotto/dietro l'orecchio destro fino all'occhio destro. Mi sono poi tornate le emicranie con aura, delle quali soffro da sempre, oltre ad un aumento di disturbi visivi come fosfeni, "mosche volanti" e flash luminosi. I dolori alle gambe sono costanti ed aumentano con l'attività fisica (anche una semplice camminata), le fascicolazioni si presentano decine di volte durante la giornata, soprattutto gambe, glutei e più raramente alle braccia. I linfonodi del collo sono gonfi, a volte sento una sensazione di intorpidimento sopratutto nel lato destro del volto, accompagnato da una tensione muscolare della nuca e della parte subito sopra al naso. C'è poi un'altra cosa che ho notato (ma non so se possa essere in relazione), ho difficoltà nell'eiaculazione, o meglio, riesco ad avere un normale orgasmo ma lo sperma non esce a getto, se non qualche gocciolina acquosa. Lo sperma esce fuori unicamente spinto dalla gravità, come se rimanesse intrappolato dentro al momento del coito ed uscisse successivamente, privo della spinta muscolare. Questo da una settimana circa.

Chiedo nuovamente scusa ai dottori per la forse esagerata lunghezza del testo, ma è dura riassumere quattro mesi d'inferno in poche righe... Rimango comunque a disposizione di chiarimenti circa visite effettuate, esiti, referti ecc ecc, che magari ho omesso per evitare di allungare ulteriormente il testo.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non è solo un problema dei sintomi che riconosce, ma anche di alcuni che esprime. Per esempio, la sensibilità alla rassicurazione ambientale (pronto soccorso), il fastidio nel fatto che le indichino una visita psichiatrica, momento che invece è venuto anche abbastanza tardi rispetto all'impressione che si aveva già da prima, nella storia.
Inoltre, sta cercando scuse per scambiare un orientamento diagnostico con una sorta di offesa. Se un ipocondriaco anziché andare dallo psichiatra va a chiedere altri consulti che non gli sono stati indicati e che sono stati ritenuti già svolti, è chiaro che sarà trattato con superficialità.
Poiché non è mai stato ipocondriaco, quindi se lo è adesso che dovrebbe accadere, che non lo definiscono come tale ? Fanno finta che non lo sia e si inventano degli esami da farle ?

Ha una visita psichiatrica da fare, che potrebbe ad esempio individuare un disturbo di panico, complicato da ipocondria. Se così fosse, il trattamento è ben noto e non richiede molto tempo per dare i suoi risultati.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, la componente psicologica può essere certamente in gioco nel suo caso: costituisce una concausa predisponente, scatenante o aggravante in un gran numero di patologie, forse in tutte, ed è bene prenderla in attenta considerazione, come le è stato suggerito.
Il suo riscontro, peraltro, non esime il medico dalla ricerca di elementi patogenetici anatomici e/o disfunzionali , che possono essere rimossi con la terapia, e rendere così anche lo stress , pur presente e difficile da eliminare, più sopportabile e fonte di minori conseguenze.
Nel suo caso leggo che lei presenta vari sintomi: vertigine ("ho avvertito una vertigine fortissima") , ceruminosi (" L'unica cosa riscontrata è stata un po' di cerume nell'orecchio DESTRO"), parestesie facciali ("parestesie sempre nel lato destro del volto"), cervicalgia ("Ho costanti dolori al collo ed alla nuca, soprattutto nella parte DESTRA") otalgia ("fitte che partono da sotto/dietro l'orecchio DESTRO fino all'occhio destro), cefalea (" Mi sono poi tornate le emicranie con aura, delle quali soffro da sempre").
Purtroppo il problema perdura nonostante i consulti e le terapie .(" il medico (ORL) non ha trovato nulla...Anche la visita oculistica è risultata negativa...La visita neurologica è risultata negativa ") per cui non resta che, come le ha consigliato la neurologa, che "cercare aiuto psicologico o psichiatrico".
Osservo però che i sintomi di cui sopra, come spesso succede, possono essere anche il corollario di una malocclusione dentaria con malposizione della mandibola e disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM).
Sarebbe lungo esporre qui il razionale che lega questo quadro, di pertinenza gnatologica (la Gnatologia è quella branca dell'Odontoiatria che si occupa specificamente di queste problematiche) ai vari sintomi da lei riferiti, per cui la invito a visitare il mio sito internet e a leggere gli articoli che si aprono con questi link: se si riconosce nelle problematiche descritte, me lo faccia sapere.

https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1408-vertigine-pertinenza-odontoiatrica.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1898-ceruminosi-tappo-cerume.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/2326-dolore-cronico-disturbi-sonno-disfunzioni-cranio-mandibolo.html?refresh_ce


Leggo che lei soffre da sempre di Emicrania. Se le è stata fatta questa diagnosi, va considerato che l'Emicrania appartiene alle Cefalee Primarie, quelle cioé di cui non si conosce la causa: questa diagnosi dovrebbe preliminarmente aver escluso la possibilità che si tratti invece di una cefalea secondaria, quale é appunto la cefalea derivante da problemi alla masticazione e all'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM). Nel suo caso, è stata presa in considerazione questa ipotesi diagnostica?
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/934-cefalea-viene-bocca.html

Nel caso di un ruolo patogenetico sostenuto dall' ATM , quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato: nel suo caso il DESTRO. In sede clinica sarebbe importante verificare la presenza di una laterodeviazione , anche lieve, omolaterale all’orecchio interessato, il che rinforzerebbe il mio sospetto.
Va infine sottolineato che le motivazioni psicologiche sono spessissimo presenti anche nelle disfunzioni dell'Articolazione Temporo Mandibolare: anche la bocca è un organo di stress, e spesso reagisce agli eventi stressogeni con parafuzioni quali bruxismo e serramento, diurni e notturni, che accentuano , se presenti, problemi occlusali, amplificandone gli effetti dannosi.
Aggiungo che chi non si occupa di gatologia spesso non crede quanto i pazienti con problemi gnatologici possono soffrire a causa di questi, e a fronte di racconti drammatici, sono portati ad ascrivere il problema alla sfera psichica, il che é peraltro comprensibile, perché veder trascorrere anni di dolore senza trovare rimedio, e sentirsi parlare di stress o depressione é per il paziente davvero deprimente: in quelle condizioni saremmo un po' "schizzati" tutti, e la diagnosi in tal senso sarebbe corretta , anche se fuorviante rispetto al vero problema, che spesso é somatopsichico, non psicosomatico.

Per tutto quanto sopra, oltre ad approfondire le problematiche di specifica pertinenza neuropsichiatrica, le suggerisco di consultare anche un dentista –gnatologo esperto in problemi dell’Articolazione Temporo Mandibolare.
Cordiali saluti ed auguri
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com

[#3] dopo  
Utente 497XXX

Ringrazio entrambi i medici per la cortesia e le informazioni preziosissime.
Ci tenevo tuttavia a precisare un paio di punti, poiché forse sono stato un po' vago (e chiedo scusa per questo).

Al dottor Pacini:
Non ho pregiudizi verso la psichiatria, anzi, ammetto la possibilità che si tratti in parte di un disturbo che parte dal mio stato d'animo. Tuttavia ho sempre trovato un muro da parte dei dottori per quanto riguarda ordinarie visite (consigliatemi anche in pronto soccorso), come una visita ortopedica per verificare che non vi fossero problemi nella cervicale (io ho una postura molto scorretta in quanto passo gran parte della giornata seduto ultimamente, ed in passato ho lavorato come facchino in una ditta di infissi, trasportando grossi carichi sulle spalle).
In pronto soccorso mi hanno detto che probabilmente si tratta di un disturbo cervicale (chiedo scusa per l'eventuale utilizzo di termini scorretti) e mi hanno consigliato di seguire quella strada, io ho comunicato loro -ai medici che mi hanno visitato in PS- che il medico di famiglia è molto restio per quanto riguarda la prescrizione di visite e loro mi hanno detto di rivolgermi privatamente. Tuttavia essendo ancora uno studente e non avendo la possibilità di lavorare per i già citati disturbi (solitamente nel periodo estivo raccolgo frutta o faccio lavoretti stagionali per pagarmi studi e vizi) non ho la possibilità di pagarmi una visita privata per togliermi ogni dubbio. Detto questo, andrò sicuramente dallo psichiatra, come dettomi dal neurologo, poiché la speranza di stare meglio è altissima in me.
Lungi da me inoltre sminuire il lavoro di chi mi ha visitato, tuttavia nell'ultima disastrosa visita neurologica già citata, il medico ha a malapena ascoltato le mie parole e dopo avergli raccontato delle fascicolazioni che mi tormentano da mesi, mi ha chiesto cosa fossero quest'ultime, non avendo mai sentito parlare di esse. Io non so se si tratta semplicemente di una serie di eventi negativi che percepisco peggiori di quanto siano veramente, ma capirà dottore che da parte mia possa nascere un po' di sconforto nel confrontarmi con queste situazioni.

Inoltre l'ansia per una malattia importanta si è esaurita nelle prime settimane (non essendo un tipo ansioso), e subito dopo la risonanza ne ho avuto un'ulteriore prova, poiché inizialmente avevo paura si potesse trattare di un tumore al cervello, visto che tutti i miei parenti morti, sono morti di tumore, e molti, compresi i miei genitori, nonni e zii da entrambe le parti, sono stati operati per tumori. Ultimissimo caso si è trattato di mio nipote di soli 8 anni, che è stato recentemente operato per un tumore maligno al cervelletto per il quale è ancora sotto chemioterapia.

Al dottor Bernkopf:
Grazie molte per la lunga e dettagliata risposta dottore. Grazie a questo sito (e grazie proprio al suo articolo) in questi giorni mi sono imbattuto nella ATM, cercando proprio i sintomi dei quali soffro. Avevo intenzione di parlarne con il mio medico di famiglia, sperando che possa prendermi seriamente. almeno questa volta. Posso rivolgermi solo al medico di famiglia perché, come ho già scritto, purtroppo non ho la possibilità di agire privatamente.
Se può esserle utile, dottore, spesso in accompagnamento ai sintomi già citati, sento una pesantezza nella mandibola, oltre che una forte rigidità nella stessa, sopratutto in prossimità dell'orecchio. Sento inoltre un costante ronzio nelle orecchie che si evolve in un forte fischio alle orecchie ogni volta che si presenta lo sbandamento vertiginoso, insieme ad una sensazione di orecchie tappate ed una forte tensione muscolare dietro al collo e in mezzo agli occhi. Ho inoltre, da sempre, la mascella leggermente spostata verso sinistra. Non so poi se possa c'entrare, ma ho una carie (non dolorosa) nel terzo molare superiore destro (spero si chiami così, ho utilizzato un'immagine presa da google come riferimento) non ancora curata, la quale è presente da circa un paio di mesi.

Per quanto riguarda l'emicrania non ho ricevuto nessuna diagnosi, mia madre ha sempre sofferto di mal di testa e ho sempre pensato che fosse la normalità, non ho perciò mai comunicato tale disturbo ai medici. Anche l'aura visiva (della quale ho scoperto il nome solo da poco) ho sempre evitato di comunicarla, perché mi è sempre risultato difficile spiegare un attacco di aura (con le linee zigzagate arcobaleno e la momentanea e parziale cecità). Negli anni ho tenuto a bada la cefalea con antiinfiammatori come momendol, voltadvance, ecc ecc. Mentre l'aura si presenta in maniera apparentemente casuale (ho provato a cercare i così detti "trigger", ma senza successo) e non accompagnata da successivo dolore alla testa. Prima di questi disturbi, l'aura era quasi sparita, per poi ripresentarsi da qualche mese in maniera prepotente (4-5 attacchi al mese di aura, ed una decina di attacchi di cefalea sempre al mese).

Grazie nuovamente ad entrambi i dottori per il tempo dedicatomi.

[#4] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Mi inserisco in questo consulto multi-disciplinare per la parte di mia competenza per la quale, di certo, non è imputabile una patogenesi di interesse psichiatrico ed ancor meno gnatologico. Mi riferisco all'emicrania con aura che può non essere responsabile di tutta la florida sintomatologia riferita dall'utente, ma che ha di sicuro un ruolo pregiudizievole nella qualità della sua vita.
Egregio giovane, l'emicrania correttamente diagnosticata può essere trattata con terapia preventiva ed in modo appropriato con la terapia degli attacchi. Se si libera da questa sofferenza, potrà affrontare il resto della sua intricata sintomatologia con uno spirito diverso. Pertanto, si rivolga nella sua zona ad un Centro Cefalee (ve ne sono tanti di tipo pubblico) e le sapranno dare una risposta esauriente.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#5] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, concordo con il suggerimento del Collega Colangelo di rivolgersi al Centro cefalee della sua città.
Sottolineo però che le caratteristiche cliniche di una cefalea secondaria sono spesso molto simili a quelle di una primaria, per cui é probabile che questo argomento sia sottostimato. Quest'ultimo aspetto sembrerebbe non valere per l'emicrania con aura, che si ritiene abbia un quadro molto tipico e inconfondibile, in particolare per le caratteristiche dell'aura. In realtà anche le disfunzioni dell'ATM possono avere un corredo sintomatologico (nausea, vomito, vertigini, "scintille" agli occhi) che a volte può simulare o assomigliare ad un'aura. Oltretutto, da quanto scrive, la sua Emicrania con Aura è una diagnosi "fai da te".
Prima di formulare una diagnosi di cefalea primaria, come quella di Emicrania sarebbe doveroso escludere tutte le possibili cause di cefalea secondaria. Nel suo caso, quando si rivolgerà al Centro Cefalee, se la diagnosi di Emicrania sarà confermata, si sinceri che sia stata considerata l’ipotesi che sia in gioco una malocclusione dentaria che sostenga una disfunzione dell’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM), e se esclusa, come sia stata esclusa, specie in presenza del nuovo sintomo da lei riferito ("sento una pesantezza nella mandibola, oltre che una forte rigidità nella stessa, sopratutto in prossimità dell'orecchio")
Ogni volta che mi imbatto in un caso diagnosticato, anche ad altissimo livello professionale, come Emicrania (o di Tipo Tensivo), mi chiedo come sia stata sciolta la diagnosi differenziale fra una cefalea secondaria a malocclusione dentaria e una cefalea primaria, tensiva e emicranica in particolare. (NB: la malocclusione riguarda epidemiologicamente l'80% di bambini e ragazzi, e a maggior ragione gli adulti che erano ragazzi nel dopoguerra, cioé quasi tutta la popolazione, il che ovviamente non significa che tutti devono per forza avere una disfunzione ATM e tantomeno un corollario cefalalgico alla loro malocclusione) Quando ho posto questa domanda ai vari relatori che ho ascoltato su questo argomento in vari eventi scientifici, ho spesso avuto risposte alquanto evasive, o ironiche come quella del Dr Migliaccio qui sopra, il che mi fa ritenere alquanto sottostimato il problema, in quanto totalmente ignorato e sul quale gli "esperti" non amano confrontarsi, né scientificamente né professionalmente, come del resto in tutta la patologia di confine nella quale si é introdotta la Gnatologia (secondo alcuni “a gamba tesa” o con barbariche invasioni, peraltro abbondantemente supportate dalla letteratura scientifica) .
Da notare inoltre che una cefalea punto 11 si può sovrapporre e coesistere con una primaria, e le due si amplificano vicendevolmente, con l’aggiunta di sostenere un comprensibile stato di angoscia , che rientra anch’esso nella patogenesi di questi quadri complessi.
In pratica un dentista- gnatologo non tratta per via occlusale una Cefalea Primaria Emicranica, ma pazienti ai quali é stata fatta diagnosi di Emicrania (o Cefalea Tensiva) ma che hanno invece una cefalea secondaria punto 11 IHC, e ai quali la diagnosi di primaria é stata posta senza una preliminare diagnosi differenziale in tal senso.
Per quel che riguarda la famigliarità, sottolineo che la presenza di altri casi di cefalea in famiglia, che spesso orienta verso una prognosi sfavorevole e verso la conferma della diagnosi emicranica, costituisce invece motivo di fiducia se i componenti dello stesso ceppo familiare, come spesso succede, sono accomunati dalla medesima fisionomia, e quindi da una conformazione anatomica del cranio e una postura mandibolare e un’occlusione dentaria che vengano a configurare uno dei quadri predisponenti alla cefalea da malocclusione dentaria e malposizione mandibolare.
Aggiungo (non so se può riguardarla) che anche una cattiva qualità del sonno, spesso presente anche per concorso di una bocca in malocclusione che favorisce il russare, può contribuirvi: al punto 10 della classificazione internazionale (IHC) ci sono le cefalee di origine metabolica, delle quali fa parte la cefalea da Sleep Apnea (Apnea nel Sonno, quadro tipico dei russatori).

Sui nuovi sintomi riferiti le suggerirei di dare un'occhiata agli articoli qui linkati.
Cordiali saluti ed auguri.

https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/961-otite-ricorrente-colpa-denti.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-disfunzioni-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"Inoltre l'ansia per una malattia importanta si è esaurita nelle prime settimane"

Dal racconto non è assolutamente questo che emerge. I medici la stanno sostanzialmente indirizzando da una parte ad una valutazione psichiatrica, e dall'altra probabilmente non ritengono siano necessari approfondimenti ulteriori. Non le stanno dicendo "non ha niente, vada dallo psichiatra", stanno orientando la diagnosi verso quella specialità.
Dr.Matteo Pacini
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