Utente 423XXX
Salve, sono una ragazza di 24 anni e da circa un mesetto penso alle malattie mortali (tumori) che potrebbero colpire me e la mia famiglia, penso di non avere la forza di affrontare tutto questo, semmai dovesse accadere.
Stasera sento il seno gonfio e ho dolore al seno sinistro (sono nella fase di ovulazione)ma la mia mente pensa subito a qualcosa di grave e non riesco a distoglierla da tali pensieri (ne parlo con i miei genitori e con il mio ragazzo e momentaneamente non ci penso, mi aiuto anche con lo xanax al bisogno).
Questi pensieri sono iniziati pochi giorni prima di Natale. Una decina di giorni prima di Natale avevo rimandato un esame perché non avevo finito di studiare il programma, ero in alto mare. Mesi prima iniziai la palestra ed una dieta ipocalorica per rimettermi in forma e ciò tolse molto tempo allo studio.
Ammetto anche di avere la cattiva abitudine di non iniziare a studiare seriamente fin da subito (so che sbaglio) e i sensi di colpa mi logorano se rimango indietro e rimando l'esame.
Per me rimandare gli esami è una mancanza di rispetto nei confronti dei miei genitori perché fanno sacrifici e non mi fanno mai mancare nulla, anzi danno anche di più.
Se capita che ogni tanto rimando un esame non dicono nulla, nè si arrabbiano.
La successiva data di esame era il 21 gennaio ma con le feste natalizie di mezzo studiai pochissimo.
Decisi dopo le feste di Natale e fino alla data di esame di trascorrere tutti i giorni a studiare senza fare più palestra e senza uscire.
Sono stati giorni ansiosi (al bisogno prendevo 10 gocce di xanax) e pensavo ai tumori, anche mentre studiavo la mia mente pensava alla possibilità futura di avere un tumore, di non essere forte per affrontare una situazione così dolorosa, pensava all'imprevedibilità della vita (oggi stai bene, domani chi lo sa) e alla sofferenza che potrebbero provare alcuni eventi.
Ho rimandato di nuovo l'esame, da gennaio a febbraio. Non avevo finito di ripetere e non mi sentivo preparata abbastanza.
Per la data di febbraio ho un mese di tempo e devo solo ripetere un'altra volta tutto l'intero programma. Ho molto tempo per cui ricomincio la palestra e ad uscire il fine settimana.
Sono sempre stata una ragazza ansiosa e nel 2016 ebbi attacchi di panico causati dal senso di responsabilità dovuto all'università nei confronti dei miei genitori e dal fatto che da studente fuori sede ritornai a casa perché lì non mi trovai bene, per me fu una sconfitta perché nella mia testa avevo progettato tutt'altra vita. Curai gli attacchi di panico da febbraio 2016 a luglio 2018 con Cipralex e Xanax seguita da uno psichiatra.
Ora mi consigliate di
- contattare il mio psichiatra e ricominciare la terapia con farmaci
- cominciare una psicoterapia
- aspettare di sostenere l'esame a febbraio e se dopo febbraio questi pensieri continuano di contattare lo psichiatra
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione prestata.
Saluti.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Pare che i suoi sintomi siano insorti nuovamente dopo la sospensione della terapia per cui sarebbe utile una nuova visita psichiatrica.

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[#2] dopo  
Utente 423XXX

Salve dottore, grazie per la risposta.
Volevo chiederle
1) Consiglia di iniziare una terapia anche se questi sintomi non li avverto tutti i giorni e non sono invalidanti? Noto che questi pensieri mi vengono di sera, quando sono stanca dopo una giornata di studio e nemmeno tutti giorni.
2) Consiglia una psicoterapia o non è adatta alla mia situazione?

Saluti