Utente 368XXX
Salve. All'età di 17 anni mi è capitato di fumare due spinelli una sera e di avvertire sensazioni di panico e paura di non tornare più normale, salvo poi passare nel giro di poche ore. Una settimana più tardi riprovai e sentii le stesse sensazioni, però nei tre giorni successivi mi sentivo ancora fatto. Dopo che la sensazione sembrava essere passata, iniziai ad avere pensieri ossessivi sul mio aspetto fisico del tipo "se invio un messaggio dove insulto qualcuno dio mi punira' e dopo che avrò messo l'apparecchio ai denti, questi verranno meno allineati di come avrebbero dovuto" e mi iniziai a sentire diverso, ad esempio prima pensavo che dopo aver raddrizzato i denti mi sarebbe passata la timidezza con le ragazze e invece non pensavo più la stessa cosa. Andai da un terapeuta adleriano e neurologo, che mi diede sereupin e lexotan e le cose migliorarono dopo tanti anni, non so se per la terapia o no. Poi un anno e mezzo fa è comparsa la fobia sociale, problema per cui cerco ora di trovare una soluzione. Mi spiego meglio. Praticamente ogni volta che devo interagire con qualcuno mi sento fortemente in imbarazzo e provo una vergogna paralizzante. A causa dell'insorgenza di questi nuovi sintomi, dato che non riuscivo a risolverli con lo psicologo da cui ero andato inizialmente, ho cambiato terapeuta più volte, senza mai trovare quello giusto. Ho trovato però uno psichiatra donna che mi ha dato zoloft (1 pasticca da 50 mg dopo pranzo) e Zyprexa (1 pasticca da 2,5mg prima di coricarmi) che sto assumendo da pochi giorni. In precedenza avevo assunto aripiprizolo (abilify) una volta die, zoloft una volta die e xanax, il tutto per 3 mesi senza avvertire cambiamenti e avevo interrotto la terapia. Ora sono determinato a seguire la terapia farmacologica e ho iniziato un percorso psicologico con una dottoressa giovane. Abbiamo fissato dieci sedute e poi decideremo cosa fare. La mia domanda è: che tipo di terapia dovrei fare? Grazie.

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Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile ragazzo,
il rapporto medico paziente si basa sulla fiducia reciproca oltre che si spera sui risultati, se lei si trova bene con gli attuali terapeuti non deve fare altro che proseguire fiducioso,

Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta