Utente 538XXX
Scrivo per sfogo ma prima faccio un mini riassunto della mia vita,da quando ho15 anni soffro di acne, questo mi fa stare male e ha sempre limitato la mia vita... Inoltre durante il periodo delle scuole superiori ho subito diversi rifiuti da parte di ragazze rafforzate con il passare del tempo da questa malattia cutanea che non mi ha fatto vivere a pieno la mia adolescenza, non ho mai accettato questa cosa forse perché non mi ritengo un brutto ragazzo e questa cosa mi limita, mentalmente e quindi non riesco ad approcciare ragazze perché voglio aspettare che l'acne passi ovviamente è soltanto un illusione - autoconvizione che al mattino mi svegli con il viso pulito..., quelle poco volte che ho provato ad approcciare qualche ragazza la mia acne si attenuava, non riuscendo comunque ad ottenere ciò che volevo, tuttavia ho cercato sempre ragazze belle e che nell'immaginario collettivo erano considerate "fighe" perché sentivo di meritarle, non perché esistano realmente belle o brutte ragazze in quanto sono cose soggettive ma nella mia testa prendevo una cotta per queste ragazze che magari per approcciarle ci voleva una sorta di esperienza in più. Avvilito dalla mia verginità portata avanti nel tempo, ho baciato qualche ragazza in disco o grazie all'alcool che rendeva effettivamente più sicura la mia fase di approccio, i miei amici hanno sempre avuto ragazze anche durature per anni e questa cose mi ha fatto sempre sentire inferiore come se avessi qualcosa in meno a loro in questo ambito... ma arrivando al vero problema della mia situazione attuale.. Voglio dirvi che dopo avere subito un rifiuto in questi mesi da una ragazza di cui mi ero invaghito e che si è fidanzata con un mio amico ho incominciato ad avere dei dubbi sulla mia eterosessualità vi spiego, Io non sono omosessuale e non voglio esserlo ho scavato il mio passato, verifico ogni volta questa cosa ma questi pensieri intrusivi non vanno via! 2 avvenimenti mi hanno toccato : un mio amico delle superiori si è scoperto improvvisamente gay, un mio amico che ho conosciuto nei mesi finali dello scorso anno mi ha fatto uno scherzo dicendo che lui fosse diventato gay, in queste due situazioni ho sentito come uno stato di ansia di paura come se questa fosse una malattia e ho cercato di evitare questi due, senonche ultimamente ho vissuto settimane infelici, non ero più me stesso non sentivo nulla più verso le ragazze e mi faceva stare male, avevo pensieri intrusivi. io non voglio essere gay, ma questi pensieri non so come scacciarli, cerco di dimostrare ogni giorno a me stesso che io non sono omosessuale ma questo è soltanto un Paliativo temporaneo ho letto di doc ed esposizioni, all'inizio stavo più sereno e senza pensieri, poi sono riaffiorati di nuovo, ma in modo diverso perché con questa rassicurazione e affrontando i pensieri che prima scacciavo ora non ci faccio più caso, però qualche volta ci faccio caso e allora dico facendoci caso è non provando ansia sono diventato omosessuale?? Aiutatemi

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le ossessioni si curano, e anche nel racconto del suo passato forse c'è qualche elemento ansioso e ossessivo che contribuisce a rendere difficili gli approcci.
Non ha mai pensato di rivolgersi ad uno psichiatra o psicologo ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 538XXX

Io vorrei uscirne da solo.. ma la cosa che mi spaventa e mi da fastidio che sono consapevole di questa cosa che non è reale, io gioco a calcio e faccio la doccia sempre con i maschi, ho sempre avuto e ho tuttora amici di cui parliamo di ragazze, però non capisco perché questi pensieri arrivano e tu devi confermare a te stesso di non essere omosex, oppure masturbarti su cose etero oppure ricordare qualcosa etero che ti piace.. Non vivo a pieno la mia etero sessualità. è capitato di farmi mille domande su ragazze che ho sempre apprezzato ed entrare in ansia perché io le ho sempre reputate belle ed eccitanti..

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Non c'è ragione per cui arrivino, sono produzioni che producono semplicemente la necessità di scacciarle, purtroppo tramite ragionamenti che in verità le alimentano e le complicano.

Uscirne da solo non ha molto senso come concetto. I disturbi possono passare da soli, essere lievi, oppure ci si cura.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 538XXX

Grazie per le risposte, comunque le ho detto uscirne da soli perché io in realtà ho consultato uno specialista perché non ce la facevo più piangevo anche solo al pensiero, mi svegliavo quasi spacciato e rassegnato.. Comunque mi ha detto che sono un tipo ansioso e questo ha portato il disturbo, però poi non sono andato più perché come se mi avesse rassicurato e alcuni pensieri che prima ritenevo realtà ora gli vedo come pensieri e faccio altro per distrarmi.. Ma secondo lei devo continuare con lo specialista? Perché questa strana situazione mi ha fatto pensare ma io ne sono uscito veramente? O è tutto un disegno di omosessualità latente? Quando arrivano questi pensieri io ricordo che sono frutto dell'immaginazione e in realtà sono etero e infatti sto meglio.. Però le ho detto volevo un consiglio se continuare o meno o se lei vede altro dal disturbo.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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D'accordo, questa più che una spiegazione è come dire che uno tende ad avere questi fenomeni, non è che con questa considerazione la persona smetta di averli.
Infatti è qui che li espone a ripetizione, ogni volta che espone il problema sente la necessità di porre la domanda sul fatto di essere o meno omosessuale.
Continuare con lo specialista ma in che senso ? Le è stata proposta una cura ? Sembrerebbe di no da quello che ha detto.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 538XXX

Lo specialista ha detto che è uno stato di ansia generale acuito dai rifiuti delle ragazze, dai miei insuccessi che hanno creato una spirale negativa.. E ha detto per questo c'è un percorso farmacologico o con psicoterapia però a volte dei pazienti anche con disturbi lievi decidono di fare qualche seduta e non un percorso vero e proprio.. Ho sofferto di attacchi di panico prima di questo disturbo, da giugno a dicembre e poi non si sono più ripetuti e sono riuscito a controllarli anche senza andare da uno specialista.. ecco perché le ho chiesto quelle cose.

[#7] dopo  
Utente 538XXX

Lei sta dicendo che la rassicurazione è essa stessa una compulsione? E che quindi se questi pensieri intrusivi arrivano.. Il problema non è risolto? Però le posso dire che quando esco e sto con i miei compagni sono più rilassato e il ricercare le donne è un istinto, e dopo la seduta sono riuscito a vivere meglio, anche se sono da solo a casa vengono queste cose che cerco di scacciare ma assolutamente non come prima.

[#8] dopo  
Utente 538XXX

Ad esempio ieri sono uscito con un mio amico e abbiamo salutato ragazze che conoscevamo e le persone dato che era un luogo in cui ci conoscono, sono stato più rilassato e ho notato anche ragazze interessanti e questi pensieri ho domande ad esempio: se non mi piace quella allora sono omosex o se non mi eccito con il pensiero guardando quella sono omosex e la conclusione era uno stato di ansia che fai scomparire pecrhe trovi veramente una ragazza che ti interessava.. Questo è un esempio per dire che prima erano invalidanti ora anche se esco capitano a volte ma meno dopo questa seduta. Questo è un esempio di domande e ragionamenti ce ne sono anche altri.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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A me pare che il problema ci sia con tutto il suo meccanismo, compresa la tendenza a chiedere rassicurazione finale dopo aver esposto i pensieri.

Quindi "qualche seduta" ma di che cosa ? E quindi in definitiva le ha consigliato di curarsi o no ?
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 538XXX

Lo specialista non ha parlato di doc, ha detto l'ansia è la causa di questi pensieri, a questo punto non ho ben capito cosa intendesse ma penso delle sedute per far ritornare sicurezza in me stesso e scacciare l'ansia, io non l'ho più contattata.

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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L'ansia non è la causa di nulla, il cervello è la causa. Ansia è un termine generico. Ma comunque non capisco cosa si risolva a dire quale è la "causa", né mi torna che non vi sia indicazione precisa: sedute così a piacere quando e come vuole, secondo quale metodo ? A me pare che la proposta fosse che c'era una cura farmacologica e/o psicoterapica.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 538XXX

Si queste due cose sono state proposte, comunque intendevo lo stato ansioso..così mi ha detto poi non so se è una diagnosi affidabile

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Lo stato ansioso non è una diagnosi, è una cosa generica.
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[#14] dopo  
Utente 538XXX

Allora mi dica lei che termini usare e che cosa fare perché non so nulla

[#15]  
Dr. Matteo Pacini

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Non è che sto parlando dei termini che usa Lei, sto dicendo che si procede facendo diagnosi e poi proponendo una cura, secondo me ci siamo già arrivati, visto che le è stata proposta, dopo di che i discorsi del tipo che "è dovuto all'ansia" dicono tutto e nulla.
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