Utente 422XXX
I miei genitori per anni hanno abusato psicologicamente di me: da bambino ero molto estroverso, felice, iperattivo (estremamente attivo fino ad essere spiacevole per gli altri bambini e i loro genitori) fino ad iniziare a subire i primi traumi psicologi per le azioni che compivo (feci gestacci alle insegnanti, mi rifiutavo di lavorare, le insultavo davanti a tutti) pur sempre in buona fede, riconoscevo gli errori e stavo sempre tranquillo. Iniziai a sentirmi in colpa e a non avere più amici, venir bullizzato e a non uscire. Mia madre mi ha sommerso di ansie, sensi di colpa, imposizioni, fino a sentirmi per più di 1 anno in colpa per qualsiasi cosa verso di lei, dicendo anche cose molto imbarazzanti (conservo ancora questo senso di colpa di ritorno). Mio padre non ha fatto altro che darmi ordini, mai l'esempio, minacciando e imponendo le sue volontà (quando doveva guardare la tv bisognava stare tutti zitti e non controbattere). Non mi hanno mai preso sul serio, mi hanno sempre rinfacciato tutto (mi hanno dato i soldi per lo psicologo per poi rinfacciarmelo), incolpato anche di cose di cui non aveva colpa (avere un braccio rotto e non poter fare i compiti). Ho detto per anni di avere problemi di depressione, essere solo, non avere nessuno e mio padre mi diceva testualmente di andare a fare in **** con tacito accordo di mia madre e mia sorella. Quando tornai a casa dicendo di non voler più andare a scuola piuttosto che chiedermi i motivi mi dissero che dovevo e stare anche zitto, chiamai il telefono amico (avevo seriamente bisogno di Qualcuno) e mi insultarono anche per questo. Mi hanno umiliato davanti a parenti ed amici (dicendo i fatti miei, come bullismo, non avere amici, andare da uno psicologo). Sono una persona profondamente sola, sanno tutti dei miei problemi con la depressione (ne parlo anche sdrammatizzando con tutti) ma a nessuno o quasi è mai interessato, quando lo dico in casa mi ridono dietro e dicono che sono un cogl****. Ho solo un'amica in una situazione simile alla mia, che mi comprende e con cui posso parlare anche se scherzando di questo. Sono stato un figlio difficile, con molti problemi, pochi amici e tanta infelicità. Loro non mi hanno trasmesso niente, mi sono sempre sentito solo, senza nessuno, quando dicevo le cose sempre solo, nessuno che mi aiutasse o sentissi anche solamente vicino. Penso che avere figli non sia per tutti, è un impegno non un traguardo per fare felici i genitori o per mettersi apposto nella vita. Non mi hanno mai dato niente, non ho nessuno nè fuori nè dentro casa, ho pensato al suicidio per anni e a nessuno è mai fregato pur dicendolo. Qua mi odiano e io odio loro. Ci saranno decine di cose di cui mi sono scordato. Perchè vogliono avere dei figli se poi deve finire così?

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Le dissertazioni sulla vita le dovrebbe contenere nell’ambito della sede psicoterapeutica se ancora in corso, diversamente può trovare un nuovo psicoterapeuta e farsi tutte le domande sulla vita che desidera.

Il problema più evidente è che invece di cercare un distacco da questa situazione cerca una giustificazione per gli altri.


Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 422XXX

La ringrazio per la risposta. Appena ne avrò una possibilità me ne andrò senza fare ritorno in questa casa, ne avessi mai avuto la possibilità lo avrei già fatto. Cerco una giustificazione perchè trovo irreale questa cosa.