Utente 569XXX
Buon pomeriggio, scusate se disturbo ma vorrei esporre la mia situazione.

Sono un ragazzo di 21 anni, ed è circa un mese e mezzo che non sono più sereno come prima.

Tutto è cominciato quando una sera ho avuto un attacco di panico dovuto a un banale reflusso gastrico, in quanto he temuto fosse un attacco cardiaco o un ictus.

Il giorno dopo sono andato dal mio medico curante, l'elettrocardiogramma era normale e mi è stato diagnosticato appunto il reflusso.

Il punto è che dopo quell' episodio, l'ansia non è ancora sparita del tutto.

Lunedì scorso sono tornato dal medico curante per un lieve problema cervicale e dei dolori al petto.

Il mio medico mi ha detto che i dolori al petto sono dovuti alla cervicale che si irradia nella zona del torace, mi ha anche auscultato il cuore e non ha riscontrato niente di particolare.

Mi ha prescritto un holter e una visita aritmologica, con priorità prescrizionale programmabile anche poiché si tratta di approfondire delle banali extrasistole che ho sempre avuto, e qui di nuovo il medico mi ha detto che non è nulla di preoccupante (prima della visita, un esperto cardiologo sul sito mi aveva già assicurato che i dolori al petto che sento sono solo dei banali dolori muscolari).

Ho riferito anche della mia componente ansiosa, ed il dottore mi ha detto che in un secondo momento penseremo anche a quella in modo che possa tranquillizzarmi del tutto.

Ora, da quando ho avuto l'attacco di panico, ho sempre avuto una sensazione de malessere generale, sento sempre che la preoccupazione non sparisce mai del tutto e mi sembra sempre che faccia fatica a respirare, soprattutto quando l'ansia è più accentuata.

Inoltre, mi concentro molto di più su sintomi banali che prima dell'attacco di panico ignoravo totalmente, insomma mi sembra tutto molto più amplificato.

Ciò influisce un po sul mio umore, poiché il pensiero di avere qualcosa di grave non mi fa stare sereno.

Ad esempio, ho ripreso a fare sport, ma nonostante sia in buona salute e idoneo a praticare attività non agonistica come certificato dal mio medico, ho sempre quella paura legata al fatto che ciò possa influire negativente sul mio cuore.

Un ultimo particolare:durante l'attacco di panico, avevo la sensazione di non respirare bene, e da allora mi è rimasta l'abitudine di voler fare spesso dei respiri profondi, poiché ciò mi rassicura, ma a forza di ispirare con forza, dopo un po mi stanco ovviamente.

Ora io chiedo, in attesa di trattare l'ansia col mio medico, ce qualche consiglio che mi può essere dato per poter ovviare, almeno in minima parte, a questo problema?

Ringrazio in anticipo lo specialista che mi risponderà.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Una delle domande ricorrenti quando si parla di psichiatria è quella di come gestire, che secondo me dipende dall'idea che in i fenomeni psichici siano gestibili. Le cure esistono proprio perché sono disturbi come tutti gli altri. I meccanismi di adattamento in questo caso tendono a mantenere un equilibrio psichico, ad esempio inseguono la rassicurazione, ma chiaramente non bastano e anzi possono nel tempo anche peggiorare il controllo dell'ansia, perché magari uno si convince di controllare certe cose in un certo modo, ed è solo illusorio.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 569XXX

La ringrazio molto per la risposta.
Quindi secondo lei devo attendere che il mio medico curante mi indirizzi nei trattamenti opportuni come lui stesso ha detto che faremo in un secondo momento?

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Il medico le dà una cura, Lei è bene che sappia dopo quanto riportargli le cose, le dosi, le modalità etc. Questo è il da farsi in una cura farmacologica. Non sempre esiste una igiene da applicare per contribuire alla risoluzione delle cose.
Dr.Matteo Pacini
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