Utente 572XXX
Cari Dottori,
da quando mi hanno diagnosticato il disturbo bipolare la mia vita è cambiata, ho scoperto che la mia ardente fede religiosa era possibilmente un fenomeno della mia malattia, ma anche qualcosa che mi dava speranza e mi faceva sentire meno sola.
Lassù qualcuno ti ama come sei, mi dicevo.
Ora non ho più questo appiglio e guardo con realismo la vita, tanto dolore e poco significato.
Ho perso la fede ma non ho perso la convinzione che fare del male agli altri è sbagliato.

Perché la malattia bipolare si associa spesso con una fervente fede religiosa, come vedo nei miei compagni di sventura nelle chiacchiere da sala d'aspetto?
Sono i farmaci ad avermi tolto la fede, o la malattia stessa che ad un certo punto cambia?
Scusate la domanda sconclusionata.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 572XXX

Allora la fede era autentica e la perdita di fede è autentica. Grazie della risposta Dottore.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Ognuno agisce nella propria vita in modo indipendente.

La malattia di tipo psichiatrico non agisce sulle scelte a meno che non si abbiano condizioni effettive di alterazione dell'esame di realtà non riducibile con la terapia farmacologica.

Alcuni azioni possono essere condizionate dallo stato umorale ma ciò non esclude la possibilità di scegliere le proprie strade anche in funzione della fede.
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[#4] dopo  
Utente 572XXX

Grazie dottore, ma io non sto parlando di azioni, ma di convinzioni. Certo si può scegliere se andare o no a messa, ma non se credere o no in Dio. Non le è mai capitata una cosa del genere?

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Una convinzione comporta azioni specifiche.

Una convinzione è una azione della mente in un senso o in un altro.

È più probabile che la sua fede abbia avuto manifestazioni con azioni specifiche oltre al credere in se per se, con preghiere, condivisioni, riti specifici e quanto altro ne è conseguente.
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[#6] dopo  
Utente 572XXX

Ha ragione. Ho iniziato a pregare da bambina, in risposta a paure e pensieri angosciosi. Ho continuato a fasi alterne, chiaramente nei periodi di euforia la mia fede diventava più ricca, mistica, mentre nei periodi di difficoltà è disperazione rimaneva comunque un punto di riferimento.
Da quando ho ricevuto questa diagnosi più nulla, non sono diventata atea, non ho abbracciato un'altra fede, ho semplicemente smesso di credere. Per questo mi chiedo se la mia fede fosse in realtà una manifestazione della mia malattia.