Utente
Gentili dottori in seguito ad un'errata sospensione di questo farmaco prescritto ad un dosaggio medio alto (200mg) i miei effetti collaterali sessuali ed emotivi sono peggiorati e persistono.
Secondo voi riprendere il farmaco a basso dosaggio e di conseguenza sospenderlo attentamente può portare almeno ad una reversibilità dei sintomi soprattutto legati alla sfera urogenitale (anestesia genitale, disturbi eiaculatori, disfunzione erettile, anorgasmia, ecc.
)?
Grazie...

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Il discorso non è chiaro. In cosa consiste l'errata sospensione della dose (media) ?
Non c'è nesso logico con un peggioramento di elementi indotti con la sospensione.
Credo che il suo ragionamento parta da presupposti sbagliati.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente
Il farmaco l'ho tolto di testa mia perché non faceva effetto e perché non potevo rivolgermi al mio psichiatra. Non essendo io medico sospetto che la sospensione non è avvenuta in modo corretto. Io vorrei soprattutto risolvere i problemi urogenitali che mi ha causato quel veleno sin dall'aumento di dosaggio (tra l'altro nemmeno segnalati nel bugiardino che nel caso del Fevarin si limita a menzionare semplicemente "alterazione dell'orgasmo", omettendo altri effetti collaterali importanti come l'anedonia, la disfunzione erettile, il calo della libido, i problemi ai capelli e i pensieri e i comportamenti suicidari, tutti effetti collaterali menzionati nel bugiardino di altri ssri, come il citalopram e la paroxetina) perché limitano parecchio la mia vita...è terribile vivere con il pene in anestesia costante, mi creda! È una cosa che non augurerei a nessuno...avevo letto che bassi dosaggi di ssri potrebbero aiutare almeno a superare questo problema, ma non so che rilevanza scientifica ha questo articolo che ho letto e onde evitare di peggiorare una situazione già drammatica di suo, chiedo qui, perché vorrei sapere se qualcuno conosce il motivo di tutto ciò, perché un ssri tra i più prescritti possa causare questo genere di disfunzione.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Quindi si fa diagnosi da solo e fa terapie da solo. Da noi non penso voglia sapere nulla. Le è già stato detto che non c'è logica in quello che sta dicendo, direi che ci sia una frettolosa interpretazione sulla base di (presumo) letture fatte e da cui chiaramente preleva delle ipotesi solo incentrate sul farmaco, in presenza di presupposti praticamente minimi, tralasciando tutto il resto.
Io direi di consultarsi col suo medico anziché mettersi in mente di avere questo o quel problema e da cosa sia causato.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente
In realtà una base per una diagnosi di pssd c'è l'ho, me l'ha fatta un medico psichiatra ricercatore che attraverso un preciso e dettagliato manuale è arrivato alla conclusione che alcuni sintomi come il minor volume eiaculato e l'anestesia genitale siano causati dal farmaco. Naturalmente non può accertarmi o dirmi altro perché è una condizione ancora poco conosciuta. Da paziente mi sembra assurdo che un farmaco non menzioni effetti collaterali importanti, soprattutto quando vedo che un farmaco della stessa classe li menziona in modo più dettagliato. Non mi riferisco alla pssd, ma ad effetti collaterali comparsi durante l'assunzione (alcuni di questi mai andati via). Io ho preso il fevarin perché leggendo gli effetti collaterali mi sembrava un farmaco molto sicuro (si dice che gli ssri causino disfunzioni sessuali ma ero sorpreso nel vedere che nel caso del Fevarin si limitava semplicemente all'alterazione dell'orgasmo, segnalato tra l'altro anche tra gli effetti non comuni), se mi fosse stato prescritto l'elopram o il daparox, non li avrei presi nemmeno con una pistola puntata alla tempia, probabilmente. In ogni caso, l'anestesia genitale c'è l'ho e non so come uscire da questa condizione che mi crea tanto disagio. Mi farebbe piacere sentire un suo parere, per capire la base di questo meccanismo e cercare almeno una cura per superare questo fastidioso problema.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Assolutamente, non esiste alcun criterio attualmente per definire questa diagnosi, è appunto in via definizione sia come entità clinica, che come entità causale.

"Naturalmente non può accertarmi o dirmi altro perché è una condizione ancora poco conosciuta. "

E allora cosa sta a dire di diagnosi fatte sulla base di ricerche etc ? Vuole per forza affermare una cosa per poi dire esattamente il contrario ?

"alcuni sintomi come il minor volume eiaculato e l'anestesia genitale siano causati dal farmaco." E questo lo sanno tutti, mentre lo si assume.

Per il resto, scelga se seguire le indicazioni di un medico partendo dalla sua diagnosi o raccogliere pareri che poi si riducono a semplici ipotesi, peraltro nel caso specifico anche su basi veramente minimali.
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[#6] dopo  
Utente
Ok va bene tutto il resto, ma perché l'anestesia genitale non era segnalata nel bugiardino anche mentre la si assume? Perché non è segnalato il calo di libido, i pensieri suicidari e tutto il resto? Consulti il foglio illustrativo del Fevarin e si renderà conto di quante informazioni mancano.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Sono qui col foglietto sott'occhio. I pensieri suicidari sono chiaramente riportati. Che poi anche su questo ci sarebbe da discutere, ma comunque ci sono in cima alla lista degli effetti, scritto in grassetto addirittura.
Se non sono riportati gli altri effetti, può darsi che non siano di frequenza elevata, da quel che leggo anche altri che occasionalmente posso aver osservato io nella pratica non figurano, ma sono comunque effetti comuni a quelli della classe.
I medici ci sono anche per dare delucidazioni su questo, poiché i foglietti non sono tratti di medicina, ma documenti redatti con altre finalità. Pertanto, secondo me se si fa spiegare la situazione e, ripeto, parte dalla sua diagnosi, evita false piste.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente
I pensieri suicidari nel Fevarin sono riportati in un altro paragrafetto, e anche se menzionati, qualcuno non esperto come la maggior parte di chi prende questi farmaci può confonderli con il peggioramento del loro stato, nel caso di farmaci come il daparox o l'elopram sono menzionati tra gli effetti collaterali. Il resto degli effetti collaterali anche se non riportati, a me sono stati causati e non credo che io sia l'unico caso al mondo, mentre il citalopram menziona tutti gli effetti collaterali che ho sperimentato.
Quando ne ho parlato con lo psichiatra che me lo ha prescritto mi ha detto che è il farmaco e che tutto sarebbe passato al termine della terapia. Così non è stato! Dare la colpa ad altro, a malattie che mi sono venute proprio quando ho tolto il farmaco, dire "l'anestesia genitale mentre prendevi il farmaco era colpa del farmaco, ma se continua una volta sospesa vuol dire che è legata ad altri fattori", soprattutto quando vedo che molte persone stanno sperimentando sintomi simili ai miei mi sembra una grandissima presa in giro. Quando l'ho detto ad un andrologo non sapeva cosa dirmi. Diagnosi: nessuna, solo ipotesi azzardate.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Ormai si è imbarcato in una interpretazione autogestita, a senso unico e non vuole sentire ragioni di nessun tipo.
Nessuna fine di terapia, l'ha sospesa di sua iniziativa. Definisce i sintomi da solo, come se fosse in grado di farlo, perché naturalmente basta leggere su internet...
Quindi non sta chiedendo consulti, ha già la verità in tasca, e cerca di far polemica.
Quando invece ci vorrà ragionare, la strada è diversa. E non necessariamente è una strada per far polemica con qualcuno o partire con ipotesi come quella da cui parte Lei.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente
Dottor Pacini, mi creda non voglio fare nessuna polemica. La terapia l'ho sospesa perché non ne traevo nessun giovamento, solo effetti collaterali. Il mio consulto era mirato a tutt'altro, volevo capire se è possibile risolvere questa anestesia genitale, che non mi fa sentire più piaceri e sensazioni. I sintomi non li ho definiti da solo, sono stato valutato da un medico ricercatore, che non mi ha diagnosticato la pssd, ma descrivendo i miei sintomi è arrivato alla conclusione di un'ipotesi di questa patologia (in particolare anestesia genitale e ridotto volume dell'eiaculato, ripeto comparsi all'aumento di dosaggio della terapia e mai andati via). Cosa sia successo non me lo ha saputo dire nessuno, perché appunto ancora non si sa nulla, ecco perché ho chiesto qui. Va bene che non si sappia perché alcuni effetti collaterali persistano, anche se lo trovo assurdo nel 2020; dopo oltre 30 anni che questi farmaci sono stati messi sul commercio mi sembra assurdo che questa patologia iatrogena (che non è così rara come sembra) sia ancora sconosciuta ai più, in ogni caso credo che sia ancora più assurdo non sapere il meccanismo che c'è alla base dell'anestesia genitale durante l'assunzione. A questo punto vuol dire che non sappiamo nulla di quello che assumiamo, e che è sbagliato fidarsi del medico nel momento in cui prescrive questo tipo di farmaco, perché vuol dire che questi farmaci non li conosce a fondo neanche lui. Chiedo quindi se questa condizione può essere reversibile riassumendo l'ssri (la fluvoxamina) a basso dosaggio e è scalandolo correttamente. Non parlo di libido, parlo nello specifico di problemi urogenitali che mi creano diversi disagi.

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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"ma descrivendo i miei sintomi è arrivato alla conclusione di un'ipotesi "

Ovvero: niente di niente.

E in chiusura continua a fare ipotesi da solo, per cui vedo che la linea rimane quella, autogestione selvaggia, con modalità in cui si riconosce una radice ossessiva (cita continuamente l'esito di un presunto consulto con un ricercatore il quale conclude per un'ipotesi. La cita come se fosse un elemento "a favore" di una qualche interpretazione, cosa che non è chiaramente.
Riparta dalla sua diagnosi.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente
Allora sono pazzo e mi invento sintomi che in realtà non ho...

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Vedo che proprio non legge le risposte...
Poi dice che non vuole far polemica, accidenti. Se la risposta al commento mio precedente è questa..
Non ha neanche letto cosa ho scritto. Non è passato neanche un quarto di concetto.
Si "inventa sintomi"... a parte che ci sono diagnosi in cui ciò accade, quindi non sarebbe strano, ma non ci tratta di inventarli, si tratta di equivocarli, interpretarli, esserne ossessionati con la conseguenza di produrre anche qualcosa di simile a quello che si intenderebbe, e così via.
Se non lo vuole accettare neanche come discorso e ipotesi, è un suo atteggiamento di chiusura che già si capiva dall'inizio.
Fa i conti senza i presupposti del problema.
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente
Allora, ricapitolando onde evitare fraintendimenti. Ho contattato un andrologo per i problemi urogenitali. Non ha saputo dirmi nulla e risulto perfettamente sano secondo i pannelli ormonali e l'ecodoppler (tranne l'ingrossamento prostatico). Quando ho segnalato problemi come l'anestesia genitale, l'anorgasmia, l'ingrossamento prostatico, il bruciore nelle vie urinarie, il pripaismoe e i disturbi eiaculatori (minor getto, sperma liquido e poco voluminoso) non ha saputo dirmi nulla nello specifico se non di aspettare. Da quale diagnosi devo ripartire se non c'è l'ho una diagnosi? Da quella psichiatrica? Ma davvero devo credere che una patologia mentale, un doc, arrivi a crearmi problemi del genere? Davvero l'ansia può cambiare il mio apparato urogenitale? Posso capire il calo della libido, in quanto lo avevo anche prima di prendere il farmaco (a causa di un doc comparso in pochissimo tempo). Ma tutti gli altri problemi mi sono nati mentre assumevo il farmaco.