Paroxetina o fluvoxamina?

Buonasera,
sono un ragazzo di 35 anni, normopeso, non fumo e non bevo alcolici da quando avevo 18 anni, prima di ammalarmi di depressione facevo sport saltuariamente.

Da quando ho 20 anni, ho degli attacchi di panico sulla respirazione, io però non andavo in iperventilazione, mi contraevo dalla paura a tal punto di bloccarmi per poi ripartire.

Ne avevo uno al mese ma sempre repressi e non mi hanno mai impedito di vivermi la vita.

A novembre 2020 ho venduto casa, Lombardia zona rossa e mi son trovato a lavorare in stanza solo, da lì gli attacchi son diventati giornalieri.

A inizio 2021 sentivo pure le gambe cedere ed ho sviluppato una fastidiosa paura di camminare.

Gambe e fiato, praticamente una persona finita.

Ho fatto le visite di rito, (rmn tronco encefalica, ecc, eeg, esami del sangue), organicsmente non ho nulla.

Iniziata cura dal 23/02 con Paroxetina 30mg al giorno, ci ha impiegato un mese ad ingranare ma poi me l hanno cambiata con la Fluvoxamina che a detta dello psichiatra e piú indicata per i tipi ostinati al controllo come me (iniziata il 29/03)
Non vi dico, cambiato il farmaco ho distrutto quei pochi risultati ottenuti, iniziate crisi di pianto devastanti umore a pezzi e forze in terribile calo che con la paura di camminare non è il massimo.

Io comprendo che possa esserci l effetto paradosso, ma è un mese che sono in malattia e riponevo grande fiducia in questo cambio.

Nel mentre ovviamente sto facendo psicoterapia perché se c è una cosa di cui non mi vergogno affatto è chiedere aiuto.

Secondo voi avrei dovuto farmi i fatti miei e continuare con la Paroxetina?

Qui mi parlan tutti di tempo ma si sa, è già una fortuna avere un lavoro, non so se potro permettermi un altro mese a casa.

Io non mai sentito nessuno con questo problema di controllo fiato e gambe e mi sento davvero condannato.

Grazie a chi vorrà darmi un consiglio in merito.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
Innanzitutto non ho capito: se dopo un mese ha cominciato a funzionare la paroxetina (normale come tempistica), perché proprio in quel momento un cambiamento di cura ? Se funziona, si cambia ?

La sua visione del problema è ancora distorta, perché parla di "fiato e gambe". La collocazione del problema non è lì. Idem quando dice che ha problemi nel controllo di fiato e gambe. Se mai problemi nel non poter fare a meno di controllare (quindi: cervello).

Dr.Matteo Pacini
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[#2]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno e grazie per la risposta.
È successo che la Paroxetina mi è stata prescritta da un Neurologo privato, il medico di base purtroppo per darmi una malattia lunga mi ha consigliato una visita psichiatrica.
La psichiatra mi ha detto che nel mio caso, la Fluvoxamina (50mg 1 al giorno) è più indicata a quelli con ossessioni da controllo come me.
Inoltre essendoci già un induzione dovuta dal precedente farmaco, a suo dire si poteva fare un brusco cambio.
Mi ha dato pure zolpidem per dormire.
Il problema lei lo ha centrato in pieno, non riesco a fare a meno di controllare, e ho creato un gran casino dal quale non riesco più a liberarmi.
Mi dispero spesso perché la mia mente non riesce più a creare un equilibrio funzionale, so che non è l atteggiamento giusto, né parlo con la psicoterapeuta cognitivo comportamentale, però dopo 5 sedute mi aspettavo di apprendere almeno qualche tecnica o capire come mi sono cacciato in questo brutto circolo che non mi fa più vivere da mesi.
Più che altro le crisi di pianto sono aumentate tanto, non so se attribuire al cambio farmaco o alla mia situazione che ormai da tre mesi mi sta sfinendo.
Sono in malattia dal 25/02, non vedo via di uscita da questo tunnel.
Grazie ancora.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
"Capire come" è sempre una domanda influenzata dal disturbo in atto, anche perché capire come si è finiti in una determinata condizione non significa avere per ciò stesso gli strumenti per uscirne. Di solito in effetti la psicoterapia comunica alcune tecniche, oppure insegna un pensiero per contrastare quello prodotto nel disturbo. Comunque, è corretto l'approccio farmacologico.

Dr.Matteo Pacini
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[#4]
dopo
Utente
Utente
Grazie Dottore, sta di fatto che ho ripreso la vecchia cura (in accordo con lo specialista ovviamente).
La Fluvoxamina mi dava degli effetti terribili davvero non le dico, le crisi d ansia poi si erano acutizzate in modo assurdo, corpo che diventava incandescente.
Pensi che a suo tempo prendevo solo Prazene e Paroxetina e riuscivo quasi anche a stirare 6 ore di sonno la notte (il minimo fisiologico).
Avevo il Tavor come Jolly e non l ho mai usato perché non si acutizzavano le crisi.
Ora per colmare il gap (sempre in accordo con lo specialista) ho tolto il Prazene (perché mi calma poco anche diliendolo in 20+20+20 gocce) è sostituito con 1 Tavor al giorno da 1mg.
Dunque Paroxetina 20gm e 1 Tavor.
E pure lo zolpidem alla sera per dormire.
La mia disperazione nasce dal fatto che in tutta la mia vita non ho preso farmaci, ed ora ne ho uno per ragionare, uno per non impazzire ed un altro per dormire.
Più che altro nei momenti in cui sto meglio ho sempre paura che possa peggiorare la situazione ricorrendo all aumento dei dosaggi.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
No, non funzionano così i farmaci. Teoricamente se un farmaco come la paroxetina funziona bene non ha bisogno di altro. Il sonnifero lo prende perché ci è legato, prendendolo nel tempo non svolge alcuna funzione, anzi lo stato di assuefazione causa un'insonnia cronica sostenuta dall'assunzione cronica. La copertura anche dei pensieri oltre che all'ansia di altro tipo è in genere legata al dosaggio utilizzato dello stesso farmaco, che a dosi maggiori agisce anche sulla componente ossessiva.

Dr.Matteo Pacini
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dopo
Utente
Utente
Ok come sempre la ringrazio, le due settimane che ho preso la Fluvoxamina la situazione è precipitata tanto che non dormivo più naturalmente e l ansia è schizzata alla stelle.
Con la Paroxetina Ho ripreso il 13/04, e la avevo assunta dal 24/02 al 29/03.
Io ho paura che quella sospensione di due settimane è come se mi avesse fatto ripartire da zero.
Per lo Zolpidem vedrò di parlarne con lo specialista, lo prendo solo da tre settimane, farei scalare allora per capire se riesco ancora ad agganciare naturalmente.
Che brutta cosa questa ossessione sul respiro, non la auguro a nessuno, mi auguro col tempo di tornare a fare le cose di un tempo con la aiuto della psicoterapia che faccio da soli due mesi purtroppo.

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