Olanzapina 2,5mg e Paroxetina 20mg la sera per Depressione e Ansia

Salve a tutti, e un ringraziamento anticipato a chiunque vorrà intervenire con un parere o un consiglio.

Da quanto ho memoria soffro di un disturbo bipolare, con frequenti fasi depressive intervallate da sporadici momenti di entusiasmo ed espansività - una condizione che mi accompagna da sempre e che ho cercato di attutire con la psicoterapia e diverse cure farmacologiche (tutte abbandonate sul nascere per sfiducia e paura) e ahimè con l'hashish, arrivando a consumarlo negli ultimi anni su base quotidiana.

Dopo una canna particolarmente sfortunata, seguita da un attacco di panico, a Luglio scorso ho deciso di smettere di fumare. Ho quindi cominciato a soffrire di insonnia acuta, ansia generalizzata con pensieri ossessivi sul futuro e sul lavoro, depressione accentuata, lieve fobia e vergogna sociale. Dopo consulto con neurologo mi è stata prescritta la seguente terapia: olanzapina 2, 5mg e paroxetina 20mg da assumere la sera prima di coricarmi.

Secondo voi si tratta di una indicazione adeguata?

Inoltre, dopo un mese di trattamento, seppur riscontrando miglioramenti sensibili sotto il profilo del sonno e dell'ansia, mi sembra di vivere un lieve ottundimento mentale, un'eccessiva sonnolenza e sedazione che mi accompagna per diverse ore della giornata. A volte mi sembra di dimenticare parole o espressioni ricorrenti, ho difficoltà e elaborare frasi lunghe o periodi complessi, e non mi sento più sciolto come prima nell'elaborazione orale o scritta - in quanto il mio lavoro è prettamente intellettuale, questa condizione ovviamente mi spaventa e preoccupa non poco.

Si tratta di effetti collaterali transitori oppure è il naturale effetto della terapia?
Grazie ancora per il prezioso servizio che mettete a disposizione attraverso questo sito web.

Buon lavoro e buona giornata!
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 36,7k 888 269
Può essere che la componente antipsicotica, specie se in questo momento non c'è sopra la cannabis, sia sedativa. Però la cura è adeguata come composizione rispetto al problema di partenza. Come mai le sorgeva il dubbio ? Un conto è che sia sedativa, altro è chiedersi se è indicata.

Dr.Matteo Pacini
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[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dr. Pacini,

la ringrazio per la pronta risposta e per la rassicurazione circa la fondatezza della terapia.

Il dubbio sull'effettiva efficacia della suddetta mi è nato in quanto ho cominciato a sperimentare un sensibile appiattimento cognitivo (difficoltà a scrivere, mancanza di pensieri originali, totale scomparsa dello humor o dell'ironia), oltre che emotivo e intellettuale (scarso interesse verso il sesso, le attività sociali o ludiche, i romanzi, i videogiochi, insomma verso quelle cose che anche prima, durante i miei periodi di depressione, fungevano da naturale distrazione e sfogo.)

Tale situazione mi preoccupa un poco per la natura del mio lavoro (faccio il copywriter e il web marketer), mansioni in cui l'elasticità mentale è quantomeno auspicabile.

Ovviamente ho smesso di fumare (anche se sto un po' abusando delle sigarette), molto raramente mi capita di bere un bicchiere di birra, ma nulla più di questo. Ammetto inoltre di essermi coltivato ben più di una paranoia cercando in rete opinioni ed effetti delle medicine che sto assumendo. (Bel paradosso non aver avuto la stessa preoccupazione sulle sostanza illegale che ho assunto per così tanto tempo.)

Ho chiesto allo specialista che mi segue di scalare fino a eliminare l'olanzapina, ma il suo parere è di continuare così almeno per un po', ma ho paura che questa eccessiva sonnolenza e sedazione possa ostacolarmi sul lavoro (e nella vita in generale.)
[#3]
dopo
Utente
Utente
Personalmente, il mio obiettivo (in sintonia con il medico curante) è di farmi supportare dalla cura farmacologica fino a raggiungere una sorta di stabilità per poi dismettere la terapia (sempre dietro consulto.)

In sostanza: è un'ipotesi così peregrina limitare l'assunzione di Olanzapina a due soli mesi e proseguire poi con la sola Paroxetina?
[#4]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 36,7k 888 269
Non è che sia peregrina, è che non vedo perché però l'ipotesi la debba fare Lei. Il ruolo di quel farmaco può essere fondamentale o meno, non so quale sia nelle intenzioni del suo medico. Da quel che so delle pratiche prescrittive, io presumo che ci sia in relazione al tipo di passato, e che dopo due mesi vada via non è che abbia molto senso.

Dr.Matteo Pacini
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