Non capisco i miei sentimenti

Gentili Dottori,
Sto per compiere 39 anni e un grosso problema.
Sono fidanzata da 5 anni con un bel ragazzo che è anche bravo e fedele... L'ho conosciuto quando mi ero appena lasciata da una storia che mi aveva devastato in quanto ero presissima, ho iniziato la storia con lui con poca convinzione per poi ritrovarmi dopo poco fidanzata in casa.
Ricordo un paio di episodi felici, dopodiché sesso piattissimo, vita monotona e priva di emozioni, dato che lui è anche abbastanza freddo come persona mentre io sono tutto l'opposto, piena di vita, voglia di fare e estremamente passionale.
Nonostante so che vale tanto, vengo invidiata ecc, l'ho tradito scorso anno con un collega per cui avevo completamente perso la testa e che invece si è rivelato un bluff con relativa sofferenza.
Credo incida anche una componente in me di fortissima insicurezza: fino ai 30 anni sono stata sempre derisa pesantemente per via di una malformazione facciale che ho dovuto correggere con ben 5 interventi... Ora a lavoro ho conosciuto un uomo meraviglioso di 19 anni più di me e peraltro anche più basso di 10 cm... Mi attira in un modo che non so spiegarmi e insieme ci incastriamo come mai mi è capitato tanto che credo sia l'uomo della mia vita, arrivato sicuramente in un'età sbagliata, nel senso che avrei dovuto conoscerlo 10 anni prima probabilmente... Ci siamo solo baciati ma sta diventando una sofferenza stare lontani stiamo impazzendo... Io però ho paura: paura che io sia attratta perché in lui vedo quello che desidero e che non ho, paura che magari col mio compagno potrei risolvere e stare bene se ci impegnassimo, paura di perdere qualcosa che vale e pentirmene... eppure era davvero tanto tempo che non ero così felice e credo con l'attuale compagno di non esserlo mai stato... Abbiamo anche avuto tanti problemi, in passato guardava le altre spesso e abbiamo litigato tanto...Poi lo trovo un bell'uomo ma per esempio il corpo non mi piace nulla... Dell' uomo adulto anche solo vedere la sua mano tremo... Ho qualche problema??
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 4.1k 190
Gentile utente,
la risposta è facile: lei ha gli stessi problemi che ci segnalava nel novembre 2022, al link https://www.medicitalia.it/consulti/psicologia/945130-non-so-se-lo-amo-o-no.html
Come spesso accade, i problemi relazionali non risolti non si limitano a cronicizzarsi ma si accentuano, diventando più dolorosi, insopportabili.
Lei non ha risposto al mio consulto di allora, per cui non sappiamo se ha oppure ha avuto un* su* curante.
La "doppia vita" sul piano sentimental/sessuale non è insolita ma sembrava tramontata coi matrimoni obbligati e indissolubili dell'Ottocento.
A quanto pare non è così. Oggi il bisogno di avere una "relazione sicura" (o presunta tale) e una o più "passioni travolgenti" a dare sapore alla vita, pare sia risorto dal consumismo: lei cita la "paura di perdere qualcosa che vale e pentirmene" (col convivente); ma scrive anche "era davvero tanto tempo che non ero così felice" (con l'amante).
Non ci sarebbe problema -almeno per lei, per gli uomini implicati forse sì- se lei si godesse serenamente questa doppia vita. A quanto pare non è così.
Mi chiedo perché pensa che un consulto online possa risolvere la questione.
In ogni caso, auguri.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) gairos1971@gmail.com

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Utente
Utente
Gentile Dottoressa,
Grazie per la pronta risposta. Ha ragione sul fatto del passato: io non ho più cercato un aiuto psicologico in quanto ero sicura e convinta di poter affrontare da sola, evidentemente non è stato così, il problema si è ripresentato, e devo ammettere che dal tradimento dello scorso anno ci ho provato con tutta me stessa ma non sono riuscita a ricostruire con il mio lui, specialmente dal punto di vista sessuale (e mi duole dirlo) le cose sono precipitate per me.. Il problema è proprio questo: la doppia vita non è tra i miei obiettivi, non voglio continuare a fare del male a una persona che comunque non se lo merita e vorrei vivere più serenamente alla luce del sole ma mi trovo nuovamente in un limbo dal quale non so uscire.. O meglio, in realtà scorso anno ero innamorata del collega e sarei fuggita con lui peccato che mi è andata molto male, stavolta è diverso, è a livello di incastro mentale e fisico l' uomo della mia vita, forse mai incontrato a questo livello, ma è veramente troppo grande e questo potrebbe portare non pochi problemi. Chiaramente vorrei capire se non è che devo lasciare il mio attuale per un altro porto sicuro ma magari a prescindere col rischio di rimanere sola non capisco di cosa io abbia paura...o magari mi sono sempre chiesta se io lo amassi in realtà il mio attuale lo vorrei solo diverso (però in tante cose forse troppe).. Comunque grazie mille
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 4.1k 190
Gentile utente,
lei si sta dibattendo tra problemi giganteschi.
1) A proposito del rischio di rimanere sola "non capisco di cosa io abbia paura".
E se a causa del suo passato si trattasse di sindrome abbandonica?
2) In realtà il mio attuale lo vorrei solo diverso (però in tante cose forse troppe).
E se una consulenza di coppia mostrasse che il cambiamento è in parte possibile, ma la scelta del "bravo ragazzo" per lei deprimente è di ostacolo a qualunque modifica?
Può rinunciare all'uomo anziano, o rinunciare al suo partner: la paura che la tiene in sospeso non è tra queste due scelte, né tra altre che potrebbero presentarsi in futuro, ma in lei stessa, che continua a cercare di vuotare la sua barca dell'acqua che entra a ondate servendosi di un ditale.
Anche il resistere così strenuamente a qualunque aiuto esterno è l'effetto di una sofferenza.
In ogni caso, auguri.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) gairos1971@gmail.com

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Utente
Utente
Gentile Dottoressa,
Comprendo chiaramente dalla sua ultima risposta che ho assoluta necessità di un aiuto esterno e mi sono stavolta convinta del bisogno.
Spero di poterle dare in futuro migliori notizie.
Grazie mille un caro saluto
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 4.1k 190
Lieta se posso esserle stata un pochino utile, cara utente.
Sono certa che ricaverà da un aiuto professionale molta più serenità di quella che adesso immagina, e spero che vorrà darci notizie.
Auguri infiniti.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) gairos1971@gmail.com

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Utente
Utente
Grazie mille Dottoressa

Sono anche arrivata alla conclusione definitiva che le mie radici negative e i miei problemi derivino tanto dalla famiglia: una madre anaffettiva, un padre mai più visto dall' età di 5 anni (anche per colpa di mia madre) e poi deceduto.. Per esempio ho appena parlato con mia madre tentando di spiegarle la mia infelicità nel rapporto con il mio compagno e lei mi ha insultato dicendo che nella vita sono solo una delusione (questo perché non mi sono mai laureata non finendo mai gli esami e me lo fa sempre pesare), che ho quasi 39 anni ma dodici di cervello e che devo ringraziare Dio di avere un ragazzo bello come lui e bravo che non troverò mai più nella vita e che se lo lascio lui troverà di molto meglio.. Le confesso anche che quando avevo il problema estetico in faccia (la malformazione) mia madre a volte mi ha denigrato facendomi sentire anche peggio tant'è che ho risolto tutto da sola appena ho iniziato a lavorare... Sono davvero stanca dottoressa e non le nascondo che mi pento di aver preso casa dietro casa di mia madre e del compagno, col senno di poi sarebbe stato meglio lontano in un' altra città forse anche in un altro continente!! E la colpa è solo mia perché in virtù del mio eccessivo buonismo ho sempre perdonato, sono sempre andata oltre e non sono mai riuscita a staccare questo cordone ombelicale! Perdoni lo sfogo
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 4.1k 190
Gentile utente,
il suo non è stato "buonismo" ma forse l'attaccamento disperato che connota i bambini i quali sentono precario il legame con le figure fondamentali dell'esistenza, quelle che assieme al cibo, al calore, al riparo, forniscono -o dovrebbero fornire- le altrettanto indispensabili carezze e gli strumenti per interpretare la realtà.
In certe condizioni, la crescita non porta al superamento di tutto questo, e a quel che scrive la sua condizione era particolarmente difficile.
Risulta strano che lei non si sia già rivolta ad un* psicolog*. Anche a scuola avrebbero dovuto suggerirglielo, e all'università ce n'è a disposizione degli studenti.
Naturalmente ne trova alle ASL, al Consultorio, nei Centri di Salute Mentale a prezzi molto abbordabili.
Ma lei è disposta alle due prerogative essenziali di ogni percorso psicologico che comporta un cambiamento: affidarsi e mettersi in gioco?
Auguri infiniti per tutto.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) gairos1971@gmail.com