Infermieristica: lavoro in puglia, cosa fare?
Buonasera a tutti, non scrivevo da molto qui ma in questi giorni ho avuto una brutta colica renale e l'essere costretta a stare a casa mi ha portato ad avere mille pensieri, vi spiego un po'.
Sono una ragazza di 24 anni, mi sono laureata a maggio del 2025 in Infermieristica con un ottimo voto, amo questa professione e ho amato il mio percorso di studi.
Mi ero concessa un periodo sabbatico per l'estate dopo di che avrei cercato lavoro.
Abito in un piccolo paesino della Puglia e purtroppo le mie aspettative sono state deluse, non ci sono offerte di lavoro nella mia provincia e ad oggi non ho ancora trovato nulla.
Le mie possibilità lavorative si possono concretizzare solo trasferendomi altrove e infatti so prendendo in considerazione questa possibilità, seppur a malincuore.
La cose che mi fa stare malissimo è vedere come i miei colleghi universitari siano riusciti a trovare lavoro a un mese dalla laurea e come siano tutti ormai integrati nell'ottica lavorativa mentre io mi sento molto indietro, mi sento di star sprecando tempo e ho paura che una volta fatto un colloqui di lavoro possano notare che son stata ferma parecchi mesi.
Questa cosa mi provoca molta angoscia, mi fa sentire un fallimento e mi fa apparire agli occhi della gente come pigra e poco volenterosa.
Non riesco a riposare bene perché ho ansia per il futuro, paura di non trovare nulla nell'immediato.
Sono in attesa di partecipare ad un concorso e la cosa un po mi rassicura, ma per il resto mi sento sempre un passo indietro agli altri.
Questo è tutto, non ho molto altro da dire, magari sono solo pensieri stupidi perché alcune persone mi ripetono che abbiamo un vita intera per lavorare ma purtroppo non posso fare a meno di sentirmi così demoralizzata e fallita.
Grazie per la vostra attenzione
Sono una ragazza di 24 anni, mi sono laureata a maggio del 2025 in Infermieristica con un ottimo voto, amo questa professione e ho amato il mio percorso di studi.
Mi ero concessa un periodo sabbatico per l'estate dopo di che avrei cercato lavoro.
Abito in un piccolo paesino della Puglia e purtroppo le mie aspettative sono state deluse, non ci sono offerte di lavoro nella mia provincia e ad oggi non ho ancora trovato nulla.
Le mie possibilità lavorative si possono concretizzare solo trasferendomi altrove e infatti so prendendo in considerazione questa possibilità, seppur a malincuore.
La cose che mi fa stare malissimo è vedere come i miei colleghi universitari siano riusciti a trovare lavoro a un mese dalla laurea e come siano tutti ormai integrati nell'ottica lavorativa mentre io mi sento molto indietro, mi sento di star sprecando tempo e ho paura che una volta fatto un colloqui di lavoro possano notare che son stata ferma parecchi mesi.
Questa cosa mi provoca molta angoscia, mi fa sentire un fallimento e mi fa apparire agli occhi della gente come pigra e poco volenterosa.
Non riesco a riposare bene perché ho ansia per il futuro, paura di non trovare nulla nell'immediato.
Sono in attesa di partecipare ad un concorso e la cosa un po mi rassicura, ma per il resto mi sento sempre un passo indietro agli altri.
Questo è tutto, non ho molto altro da dire, magari sono solo pensieri stupidi perché alcune persone mi ripetono che abbiamo un vita intera per lavorare ma purtroppo non posso fare a meno di sentirmi così demoralizzata e fallita.
Grazie per la vostra attenzione
Gentile utente,
provo a restituirle alcuni punti chiave che possono aiutarla a vivere questo momento con uno sguardo un po’ meno severo verso se stessa. Il confronto continuo con i colleghi è un'arma a doppio taglio, se è costruttivo per crescere professionalmente bene, ma se usato come metro di paragone nei termini che lei ci descrive diviene solo fonte di frustrazione: ognuno ha i suoui tempi, i suoi contesti e possibilità diverse. Il fatto di essere inoccupata non mette in discussione le sua competenze, a meno che non sia lai a farlo. È importante anche distinguere tra essere fermi ed essere in una fase di passaggio . I cosiddetti buchi professionali non sono necessariamente vuoti: possono essere tempi utili per orientarsi, per riflettere sulle scelte, per formarsi, aggiornarsi o semplicemente recuperare energie dopo un percorso impegnativo. Tutto questo fa parte della crescita professionale, per etica non dovrebbero più essere rivolte domande così spigolose, ma piuttosto puntare sui punti di forza del candidato, ma se la domanda dovesse arrivare, le ho fornito alcuni input per rispondere senza timore alcuno.
Più che giudicarsi, cercare il confronto, provi a parlare a se stessa in modo più gentile. Lei è una professionista, si sta orientando nel mondo del lavoro, è giovane e ha terminato gli studi da poco. Troppo presto per autosvalutarsi. Abbia fiducia in sè e le opportunità arriveranno. Purtroppo è un tema molto ricorrente il doversi spostare per lavoro, non è una regola fissa ma purtroppo dobbiamo fare i conti con un mondo professionale in continua evoluzione dove i confini geografici vengono sempre meno. Nel Triveneto sia nel settore pubblico e sia nel settore privato, o nelle cooperative, sono figure molto ricercate. Potrebbe essere un'opportunità e un'esperienza da prendere come inizio per poi tornare forte di nuove competenze nelle sua amate terre.
Cordialità
provo a restituirle alcuni punti chiave che possono aiutarla a vivere questo momento con uno sguardo un po’ meno severo verso se stessa. Il confronto continuo con i colleghi è un'arma a doppio taglio, se è costruttivo per crescere professionalmente bene, ma se usato come metro di paragone nei termini che lei ci descrive diviene solo fonte di frustrazione: ognuno ha i suoui tempi, i suoi contesti e possibilità diverse. Il fatto di essere inoccupata non mette in discussione le sua competenze, a meno che non sia lai a farlo. È importante anche distinguere tra essere fermi ed essere in una fase di passaggio . I cosiddetti buchi professionali non sono necessariamente vuoti: possono essere tempi utili per orientarsi, per riflettere sulle scelte, per formarsi, aggiornarsi o semplicemente recuperare energie dopo un percorso impegnativo. Tutto questo fa parte della crescita professionale, per etica non dovrebbero più essere rivolte domande così spigolose, ma piuttosto puntare sui punti di forza del candidato, ma se la domanda dovesse arrivare, le ho fornito alcuni input per rispondere senza timore alcuno.
Più che giudicarsi, cercare il confronto, provi a parlare a se stessa in modo più gentile. Lei è una professionista, si sta orientando nel mondo del lavoro, è giovane e ha terminato gli studi da poco. Troppo presto per autosvalutarsi. Abbia fiducia in sè e le opportunità arriveranno. Purtroppo è un tema molto ricorrente il doversi spostare per lavoro, non è una regola fissa ma purtroppo dobbiamo fare i conti con un mondo professionale in continua evoluzione dove i confini geografici vengono sempre meno. Nel Triveneto sia nel settore pubblico e sia nel settore privato, o nelle cooperative, sono figure molto ricercate. Potrebbe essere un'opportunità e un'esperienza da prendere come inizio per poi tornare forte di nuove competenze nelle sua amate terre.
Cordialità
Utente
Gentile dottoressa, le sono molto grata per le sue parole di conforto, purtroppo non parlo di queste cose quasi mai e tendo a tenermi tutto dentro. So che probabilmente sono molto severa con me stessa e che non sfrutto questo momento per capire e scegliere la strada migliore per me, so che ognuno ha i propri tempi e so che non dovrei compararmi con i miei colleghi, ma la pressione sociale purtroppo si fa sentire sempre. Ho apprezzato davvero tanto le sue parole e devo dire che mi sento lo stomaco un po più leggero. Forse sono entrata nel pallone per quanto riguarda il trasferimento perché sono anche molto legata alla mia famiglia, anzi sicuramente è per questo. So che le possibilità arriveranno anche per me, e spero di poter intraprendere la mia carriera infermieristica il prima possibile, così che questo periodo sia solo un brutto ricordo e forse molto ironicamente rimpiangerò questa tranquillità e il tempo libero quando avrò trovato un'occupazione. La ringrazio ancora per le sue belle parole!
Certo, creda in se stessa e nella sua professionalità, le opportunità arriveranno ed è bene che quando sarà quel tempo lei sia serena e piena di energie per affrontare il suo percorso professionale con la massima soddisfazione.
Cordialità
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Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 78 visite dal 26/01/2026.
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