Disturbo d'ansia e gravidanza: rischio di essere considerata madre inadeguata?

Buongiorno,
Sono incinta di 13 settimane e da due anni sto seguendo una terapia psicologica.
Ora con la gravidanza stanno cambiando molte cose e io mi ritrovo a provare molta ansia per il mio lavoro.
Sono una docente di scuola primaria e quindi devo per forza essere allontanata dalla classe.
Il rischio di essere spostata in segreteria mi sta provocando molta ansia: sia per il lavoro in sé (in quanto verrei spostata in un ufficio dove so che dovrei "ingoiare" molta frustrazione), sia per le condizioni concrete in cui raggiungerlo.
Io mi reco al lavoro in treno e autobus (prendo entrambi tutti i giorni).
Oltre ad avere una sola auto in casa, ho paura a guidare.
Ho fatto molti passi avanti nell'ultimo anno e mezzo ma non riesco ancora a percorrere la distanza da casa mia al lavoro.
Solo recentemente, e comunque affiancata, ho smesso di essere sempre in tensione mentre guido.
Ho iniziato a percorrere tragitti brevi e conosciuti in maniera rilassata e, solo nel mio paese, studiando bene il percorso, guido da sola.
In passato, ho avuto veri e propri attacchi di panico alla guida.
Per andare al lavoro coi mezzi, però, dovrei correre tra le fermate e farlo con temperature molto alte andando verso l'estate.
Mi sento già spossata ora, non immagino quando avrò il pancione.
Ho paura di cadere o di svenire (già accaduto in passato).
Temo di prendere botte sull'autobus.
Di dover passare giornate infinite a vagare senza meta in città in caso di sciopero (mi è capitato spesso, per questo, di rimanere fuori casa 12-14 ore, ma ora è diverso).
Non percepisco questa situazione come sicura.
Tutto ciò mi provoca molta ansia.
La mia psicologa sta valutando se certificare tale ansia in una relazione da consegnare al consultorio, affinché loro valutino se sia la cosa migliore per me continuare ad andare al lavoro (loro infatti non possono tenere conto delle reali difficoltà nei miei spostamenti, come non è tenuto a tenerne conto il datore di lavoro).
Tuttavia io ho paura anche di questo.
Se si dovesse certificare questa mia sofferenza al consultorio, loro potrebbero considerarmi inadeguata al ruolo genitoriale o affidarmi ai servizi sociali o obbligarmi a ulteriori percorsi psicologici?
Ho molta paura di ciò che potrebbe accadere.
Al tempo stesso ho paura degli effetti di questo stress e di questa ansia sul bambino.
Come agirebbe il consultorio nei miei confronti?
La mia psicologa non ha saputo darmi una risposta su questo.
Io mi sento manchevole per questa mia incapacità di muovermi diversamente che con i mezzi e temo di essere etichettata a priori come una cattiva madre e di dover costantemente dimostrare a ostetriche, psicologi ulteriori e assistenti sociali di essere adeguata.
Forse è irrazionale ma tutto ciò non mi ha ancora permesso di godermi il fatto di essere incinta, di poterne gioire pienamente.
Voglio fare la cosa più giusta e più sicura per il bambino.
C'è qualcuno che sa come si comportano i consultori di fronte a queste tipologie di relazioni?
Dr. Benedetto Vivona Psicologo 68 5
Gentile,

quello che porta è comprensibilmente molto intenso: da una parte la gravidanza, che di per sé introduce cambiamenti fisici ed emotivi importanti, dall’altra una situazione lavorativa e logistica che tocca un suo punto sensibile, cioè il tema degli spostamenti e della guida, su cui ha già fatto un percorso ma che resta ancora delicato. È quindi del tutto coerente che l’ansia aumenti proprio adesso, in una fase in cui il bisogno di sicurezza per sé e per il bambino diventa centrale.

Mi soffermerei innanzitutto su un aspetto importante: la paura rispetto al consultorio. Quello che immagina (essere considerata inadeguata, segnalata ai servizi sociali, valutata come cattiva madre ) appare più come un timore legato al vissuto ansioso che a ciò che realmente accade nella pratica. I consultori, infatti, hanno una funzione di tutela e supporto, non di giudizio o di controllo punitivo. Una relazione che segnala uno stato d’ansia o una difficoltà non porta automaticamente a valutazioni di inadeguatezza genitoriale, ma viene letta nel contesto complessivo della persona, proprio per offrire eventualmente maggior sostegno, non per sottrarlo.

Il fatto stesso che lei sia così attenta, preoccupata per il benessere del bambino e desiderosa di fare la cosa giusta è già un indicatore importante di consapevolezza e responsabilità, non il contrario.

Parallelamente, è utile dare spazio anche all’altro versante della questione: la sua esperienza concreta. Lei descrive con molta chiarezza difficoltà reali la fatica negli spostamenti, la paura di svenire, il caldo, la gestione dei mezzi, la storia di attacchi di panico alla guida. Non si tratta quindi solo di un’ansia astratta , ma di una condizione che ha anche implicazioni pratiche e corporee significative, soprattutto in gravidanza. In questo senso, il lavoro che sta facendo con la sua psicologa, incluso il valutare una certificazione, va proprio nella direzione di tutelare il suo equilibrio, non di metterlo in discussione.

C’è poi un elemento che emerge con forza: la tendenza a percepirsi come manchevole o non adeguata . Questo vissuto sembra amplificare sia l’ansia legata al lavoro sia la paura del giudizio esterno. Potrebbe essere utile continuare a lavorare in terapia proprio su questo aspetto, distinguendo ciò che è una difficoltà reale (ad esempio negli spostamenti) da un giudizio globale su di sé come persona o futura madre.

É comprensibile che si senta in questo modo, ma è importante sapere che il consultorio non ha l’obiettivo di etichettarla o penalizzarla. Al contrario, eventuali segnalazioni vengono utilizzate per comprendere meglio la situazione e, se necessario, offrire un supporto più adeguato.

Forse, più che temere cosa potrebbe accadere , può essere utile restare su ciò che, in questo momento, è davvero importante: creare le condizioni più sostenibili possibile per lei, perché il benessere del bambino passa anche e soprattutto dal suo.

Spero di averle offerto qualche elemento utile per orientarsi in questa fase così delicata.
Resto a disposizione, se lo desidera, per ulteriori approfondimenti.

Un cordiale saluto.

dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile

Consulti su disturbi d'ansia