Ansia generalizzata: alcuni dubbi
Buonasera,
ho alle spalle anni di terapia per l'ansia generalizzata, ma sento che l'ansia mi sta ancora limitando.
Vorrei provare un nuovo terapista, senza colpe sulla vecchia terapia.
Ho più consapevolezza del passato ma vorrei piu strumenti contro l'ansia.
Nello stesso tempo, ho paura ad iniziare una nuova terapia, dovermi spiegare da zero.
Vorrei allentare il morso dell'ansia e migliorare la qualità della vita: meglio iniziare da zero o insistere?
Concludo coi dubbi:
1) si guarisce dall'ansia?
2) meglio chiedere subito l'ausilio dei farmaci?
3) devo sentirmi in colpa per la nuova psicoterapia?
4) ho scelto un nuovo terapista per prossimità.
E se non andasse bene per l'ansia?
Grazie!
ho alle spalle anni di terapia per l'ansia generalizzata, ma sento che l'ansia mi sta ancora limitando.
Vorrei provare un nuovo terapista, senza colpe sulla vecchia terapia.
Ho più consapevolezza del passato ma vorrei piu strumenti contro l'ansia.
Nello stesso tempo, ho paura ad iniziare una nuova terapia, dovermi spiegare da zero.
Vorrei allentare il morso dell'ansia e migliorare la qualità della vita: meglio iniziare da zero o insistere?
Concludo coi dubbi:
1) si guarisce dall'ansia?
2) meglio chiedere subito l'ausilio dei farmaci?
3) devo sentirmi in colpa per la nuova psicoterapia?
4) ho scelto un nuovo terapista per prossimità.
E se non andasse bene per l'ansia?
Grazie!
Gentile,
quello che racconti è molto comune, dopo anni di terapia può restare il senso di ansia che limita la vita quotidiana, e decidere di cambiare terapeuta porta spesso dubbi e paure. Non c’è nulla di cui sentirsi in colpa.
Cercare un percorso che ti dia strumenti più efficaci è un gesto di cura verso te stessa, non un fallimento della terapia precedente.
In generale, con l’ansia non sempre parliamo di guarigione completa , ma è possibile imparare a gestirla meglio, ridurne l’intensità e migliorare la qualità della vita. Cambiare terapeuta può aiutarti a trovare approcci o strumenti più adatti a questo momento della tua vita. All’inizio sarà naturale dover raccontare qualcosa di sé, ma spesso basta una panoramica generale; il nuovo terapeuta saprà guidarti senza farti ripercorrere tutto in modo pesante.
Per quanto riguarda i farmaci, il loro ruolo dipende dal livello di ansia e dai sintomi: solo un medico può valutare se siano necessari, ma non è obbligatorio iniziare subito una terapia farmacologica per poter fare progressi psicologici.
Certamente, scegliere un terapeuta vicino a te è una scelta pratica e sensata. Se dopo qualche incontro dovessi sentire che il rapporto non funziona, nulla vieta di parlarne apertamente con lui/lei o valutare altre opzioni: il percorso è tuo, e l’importante è sentirti supportata.
Rimanere curiosa, aperta e gentile con te stessa è il primo passo per allentare il morso dell’ansia.
Un caro saluto
quello che racconti è molto comune, dopo anni di terapia può restare il senso di ansia che limita la vita quotidiana, e decidere di cambiare terapeuta porta spesso dubbi e paure. Non c’è nulla di cui sentirsi in colpa.
Cercare un percorso che ti dia strumenti più efficaci è un gesto di cura verso te stessa, non un fallimento della terapia precedente.
In generale, con l’ansia non sempre parliamo di guarigione completa , ma è possibile imparare a gestirla meglio, ridurne l’intensità e migliorare la qualità della vita. Cambiare terapeuta può aiutarti a trovare approcci o strumenti più adatti a questo momento della tua vita. All’inizio sarà naturale dover raccontare qualcosa di sé, ma spesso basta una panoramica generale; il nuovo terapeuta saprà guidarti senza farti ripercorrere tutto in modo pesante.
Per quanto riguarda i farmaci, il loro ruolo dipende dal livello di ansia e dai sintomi: solo un medico può valutare se siano necessari, ma non è obbligatorio iniziare subito una terapia farmacologica per poter fare progressi psicologici.
Certamente, scegliere un terapeuta vicino a te è una scelta pratica e sensata. Se dopo qualche incontro dovessi sentire che il rapporto non funziona, nulla vieta di parlarne apertamente con lui/lei o valutare altre opzioni: il percorso è tuo, e l’importante è sentirti supportata.
Rimanere curiosa, aperta e gentile con te stessa è il primo passo per allentare il morso dell’ansia.
Un caro saluto
dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183
Utente
Grazie per le sue parole.
Ero nel dubbio sull'inizio di un percorso con un nuovo terapeuta. L'ansia mi dice che il vecchio percorso lo conosco ed è meglio, ma ha ragione quando dice che vorrei gestire meglio la mia ansia.
Idealmente, vorrei dirle ciao, ma iniziamo dal gestirla meglio!
Dopo anni di tentativi, i primi segnali di ansia mi infastidiscono e mi lasciano inerte.
Proviamo col nuovo psicoterapista: come dice lei, al massimo decideremo insieme cosa fare.
Ero nel dubbio sull'inizio di un percorso con un nuovo terapeuta. L'ansia mi dice che il vecchio percorso lo conosco ed è meglio, ma ha ragione quando dice che vorrei gestire meglio la mia ansia.
Idealmente, vorrei dirle ciao, ma iniziamo dal gestirla meglio!
Dopo anni di tentativi, i primi segnali di ansia mi infastidiscono e mi lasciano inerte.
Proviamo col nuovo psicoterapista: come dice lei, al massimo decideremo insieme cosa fare.
Utente
Buonasera,
Ho provato una nuova strada con un nuovo psicoterapeuta. È l'ultimo passo "contro" l'ansia anche se parto con una stanchezza notevole con una negatività non indifferente.
Vedremo come va. Mi è stato definito un percorso con poche sedute e un allineamento per capire se vogliamo proseguire o meno: un percorso a medio termine.
Volevo solo aggiornare il consulto, prima della chiusura (che non so come fare).
Grazie
Ho provato una nuova strada con un nuovo psicoterapeuta. È l'ultimo passo "contro" l'ansia anche se parto con una stanchezza notevole con una negatività non indifferente.
Vedremo come va. Mi è stato definito un percorso con poche sedute e un allineamento per capire se vogliamo proseguire o meno: un percorso a medio termine.
Volevo solo aggiornare il consulto, prima della chiusura (che non so come fare).
Grazie
Gentile,
la ringrazio per aver condiviso questo aggiornamento. Si percepisce bene, nelle sue parole, quella stanchezza di fondo che spesso accompagna i percorsi lunghi sull’ansia: da un lato il desiderio di stare meglio, dall’altro la fatica e una certa sfiducia dopo tanti tentativi.
Proprio per questo, il passo che ha fatto ha un valore importante. Non tanto perché sia l’ultimo tentativo , ma perché si sta dando ancora una possibilità, nonostante la fatica. Questo è un elemento clinicamente significativo, che spesso fa la differenza nel tempo.
Il fatto che il nuovo terapeuta abbia proposto un primo periodo di lavoro limitato, con una fase di allineamento , è un’impostazione sensata: permette di conoscersi, di capire se c’è sintonia e se il percorso può essere utile per lei, senza sentirsi vincolata fin da subito. Può essere utile viverlo proprio così, come uno spazio di esplorazione più che come una prova da superare.
Rispetto alla negatività che sente, non è necessario combatterla o aspettare che passi prima di iniziare: spesso entra in seduta insieme alla persona e diventa materiale di lavoro. Anche il sentirsi stanca, demotivata o dubbiosa può essere parte del percorso, non un ostacolo ad esso.
Per quanto riguarda la chiusura del consulto, sarà poi la moderazione a gestirne la chiusura tecnica.
Le auguro di potersi concedere il tempo di capire se questo nuovo spazio può davvero aiutarla, senza aspettative troppo rigide ma con una certa apertura verso ciò che potrà emergere.
Un caro saluto.
la ringrazio per aver condiviso questo aggiornamento. Si percepisce bene, nelle sue parole, quella stanchezza di fondo che spesso accompagna i percorsi lunghi sull’ansia: da un lato il desiderio di stare meglio, dall’altro la fatica e una certa sfiducia dopo tanti tentativi.
Proprio per questo, il passo che ha fatto ha un valore importante. Non tanto perché sia l’ultimo tentativo , ma perché si sta dando ancora una possibilità, nonostante la fatica. Questo è un elemento clinicamente significativo, che spesso fa la differenza nel tempo.
Il fatto che il nuovo terapeuta abbia proposto un primo periodo di lavoro limitato, con una fase di allineamento , è un’impostazione sensata: permette di conoscersi, di capire se c’è sintonia e se il percorso può essere utile per lei, senza sentirsi vincolata fin da subito. Può essere utile viverlo proprio così, come uno spazio di esplorazione più che come una prova da superare.
Rispetto alla negatività che sente, non è necessario combatterla o aspettare che passi prima di iniziare: spesso entra in seduta insieme alla persona e diventa materiale di lavoro. Anche il sentirsi stanca, demotivata o dubbiosa può essere parte del percorso, non un ostacolo ad esso.
Per quanto riguarda la chiusura del consulto, sarà poi la moderazione a gestirne la chiusura tecnica.
Le auguro di potersi concedere il tempo di capire se questo nuovo spazio può davvero aiutarla, senza aspettative troppo rigide ma con una certa apertura verso ciò che potrà emergere.
Un caro saluto.
dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183
Questo consulto ha ricevuto 4 risposte e 273 visite dal 11/03/2026.
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Approfondimento su Ansia
Cos'è l'ansia? Tipologie dei disturbi d'ansia, sintomi fisici, cognitivi e comportamentali, prevenzione, diagnosi e cure possibili con psicoterapia o farmaci.
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