Prurito allergico, psicosomatico o neoplastico?

Buongiorno,
a fine ottobre durante un periodo in cui avevo forte tosse secca che durava da un mese, sudorazioni notturne e linfonodi gonfi mi ero convinto di avere un linfoma.


Ho fatto analisi del sangue ripetute almeno 4 volte in questi mesi, sempre perfette.

RX torace in novembre negativa.

Eco collo, ascelle e inguine in novembre negativa.

Ripetuta eco collo in dicembre, negativa.

Il mio medico mi ha rassicurato tantissime volte, ma a causa della morte della mia migliore amica per un Hodgink ho il terrore.


Questo prurito se ne è andato da solo dopo una ventina di giorni (fine novembre) e l'unico valore alterato erano le IGee a quasi 500.

La visita allergologica, oltre alle mie solite allergie alle graminacee non ha rilevato molto.


Il prurito è tornato a fine gennaio, cosi il medico mi ha prescritto cortisone 25mg per varie settimane, poi scalato.

Lo ho preso in pratica per due mesi e non ho avuto prurito, salvo rarissimi casi in cui lo sentivo soprattutto in faccia.


Ora, dopo aver tolto in cortisone è tornato inizialmente più intenso il primo giorno, poi si è assestato sulla stessa tipologia di sempre.


E' un prurito leggero che non mi crea bisogno di grattare, va e viene, si sposta ed una sensazione di lana sulla pelle, non un prurito feroce
Il medico assieme al cortisone mi aveva prescritto il robilias, ma non sento particolare effetti.

Compare a spot per qualche giorno e poi scompare.
Adesso ce l ho da na decina di giorni, ma ieri per esempio è comparso.


Può essere un LH?


In preda al panico ho prenotato una eco collo, ascelle e inguine per domani, cosi da stare tranquillo.
Tutto perfetto: rilevati solo minuscoli linfonodi reattivi di cui il più grande un linfonodo reattivo di 11x4 all'inguine.

non ho febbre, non ho perdita di peso, non ho sudorazioni notturne.


Sono ansioso e ipocondriaco, soffro anche di formicolii e parestesie che il neurologo dopo mille indagini ha definiti psicosomatiche.


Potete aiutarmi?
E' il caso di rifare l'RX torace?
Dr. Benedetto Vivona Psicologo 82 6
Gentile,

capisco bene il livello di preoccupazione che sta vivendo, soprattutto considerando la storia personale che riporta: la perdita della sua migliore amica per un linfoma è un evento emotivamente molto forte, che può lasciare una traccia profonda nel modo in cui oggi interpreta i segnali del suo corpo.

Partiamo da un punto clinico importante: il quadro di accertamenti che ha eseguito è ampio, ripetuto nel tempo e rassicurante. Analisi del sangue multiple nella norma, RX torace negativa, ecografie linfonodali ripetute e negative (con solo piccoli linfonodi reattivi, che sono estremamente comuni) rappresentano elementi solidi che vanno nella direzione di escludere patologie come un linfoma. Anche l’assenza dei sintomi tipici più rilevanti (calo di peso, febbre persistente, sudorazioni notturne importanti) è un ulteriore dato significativo.

Il sintomo che la preoccupa maggiormente, il prurito, per come lo descrive (variabile, migrante, non intenso, a tratti presente e a tratti assente) non ha le caratteristiche tipiche di un prurito legato a patologie sistemiche gravi. Il fatto che sia comparso e scomparso, che risponda in parte a terapie e che si associ a un terreno allergico (IgE elevate) orienta molto di più verso una componente funzionale o reattiva dell’organismo.

C’è però un elemento centrale nel suo racconto che merita attenzione: nonostante gli esami rassicuranti, il dubbio non si placa. Anzi, tende a riattivarsi, portandola a cercare nuovi controlli per stare tranquillo . Questo è un meccanismo molto tipico dell’ansia per la salute: il sollievo dato dagli esami è temporaneo, perché il problema non è l’assenza di dati medici, ma la difficoltà a sentirli come sufficienti e affidabili.

In altre parole, non è il corpo che continua a mandare segnali sospetti , ma è la mente che, comprensibilmente segnata da un’esperienza traumatica, resta in uno stato di allerta e continua a cercare conferme che qualcosa non vada. Il fatto che lei stesso si definisca ansioso e abbia già manifestazioni somatiche (come parestesie) va proprio in questa direzione: il corpo diventa il luogo in cui l’ansia si esprime.

Alla sua domanda diretta: non emergono elementi che indichino la necessità di ripetere ulteriori esami come una nuova RX torace in questo momento, soprattutto considerando la recente negatività e l’assenza di nuovi sintomi significativi. Ripetere esami rischia, nel lungo periodo, di mantenere il circolo dell’ansia più che risolverlo.

Il punto su cui può essere davvero utile lavorare non è tanto capire se ha qualcosa (perché su questo i dati già ci sono), ma come mai, nonostante le rassicurazioni, il suo sistema interno continua a percepire pericolo. In questo senso, un percorso psicologico mirato sull’ansia per la salute può aiutarla a interrompere questo ciclo, a ridurre il monitoraggio continuo del corpo e a costruire una fiducia più stabile nelle informazioni mediche ricevute.

Non sta sottovalutando qualcosa, né si sta perdendo una diagnosi : sta vivendo una forma di ansia molto comprensibile alla luce della sua storia, ma che può essere affrontata e ridimensionata.

Resto a disposizione se desidera approfondire questi aspetti o avere indicazioni su come lavorare in modo più mirato su questo tipo di ansia.

Un cordiale saluto.

dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183

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Gentile dottore,
la ringrazio infinitamente per la sua risposta. Oltre ad essere dettagliata, ha colto esattamente il punto del quale sono perfettamente consapevole.
Sono ipocondriaco: da anni ho provato a trattare questo problema con la mia psicologa (psicoterapia lunga più di sei anni che nel complesso mi ha permesso di cambiare vita e di diventare la persona che volevo), ma non ci sono riuscito. Ho provato, in accordo con lei, a fare una terapia breve strategica, ma non è servita.
Adesso il sintomo, da circa un anno, è dilagante e lo può evincere dallo storico dei miei consulti.
Negli ultimi giorni in preda al panico ho fatto una visita dermatologica negativa (che ha orientato verso un problema allergico) e un rx torace negativa.
Il prurito c'è e mi sta ossessionando, come c'erano i formicolii mesi fa che mi hanno portato all'iter diagnostico per la SM. Tutto ovviamente negativo.
Ho prenotato una visita psichiatrica per venerdì e penso sia la prima vista auto prescritta che ha senso fare.
Sono profondamente convinto che tutto ciò che ho sia una somatizzazione di un profondo stato di malessere che mi affligge: ho tutto, ho ottenuto soldi, carriera, soddisfazione, notorietà, ma sono pervaso da un senso di solitudine che mi fa soffrire.
I disturbi però sono reali ed io voglio uscirne in qualsiasi modo.
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