Esaurimento nervoso
Ho un esaurimento nervoso a causa di un forte stress dovuto a problemi di stalking da parte del vicinato.
Da allora ho difficoltà a dormire assumo il Tavor prescritto dal neurologo.
Ma mi sento nervosa, ho nervosismo a partire dai polsi e dai piedi, sto sempre nervosa, ho crisi di rabbia, voglio.
stare sola e in silenzio. Non riesco piu a far nulla sudo di continuo e poi mi ammalo. Ho difficoltà di concentrazione, il mio corpo vibra al minimo rumore soprattutto notturno a seguito del trauma ripetuto per mesi della mia vicina che mi ha stalkerato con una televisione accesa tutta la. notte e rumori vari notturni.
Non riesco piu a stare a casa mia peregrino da un Bb ad un altro per avere un po di pace.
Ho problemi gastrici e immunologici, mi ammalo di continuo.
Questa situazione mi sta distruggendo...
Da allora ho difficoltà a dormire assumo il Tavor prescritto dal neurologo.
Ma mi sento nervosa, ho nervosismo a partire dai polsi e dai piedi, sto sempre nervosa, ho crisi di rabbia, voglio.
stare sola e in silenzio. Non riesco piu a far nulla sudo di continuo e poi mi ammalo. Ho difficoltà di concentrazione, il mio corpo vibra al minimo rumore soprattutto notturno a seguito del trauma ripetuto per mesi della mia vicina che mi ha stalkerato con una televisione accesa tutta la. notte e rumori vari notturni.
Non riesco piu a stare a casa mia peregrino da un Bb ad un altro per avere un po di pace.
Ho problemi gastrici e immunologici, mi ammalo di continuo.
Questa situazione mi sta distruggendo...
Gentile,
quello che descrive è un quadro di sofferenza molto intenso, e dalle sue parole emerge chiaramente quanto questa situazione la stia logorando sia fisicamente che psicologicamente. Non si tratta semplicemente di stress : il suo corpo e la sua mente stanno reagendo a una condizione percepita come prolungata, invasiva e senza possibilità di controllo.
I sintomi che riferisce il nervosismo costante, la difficoltà a dormire, l’iperattivazione ai rumori, la tensione corporea, le crisi di rabbia, il bisogno di isolamento sono coerenti con uno stato di allerta persistente. È come se il suo sistema nervoso fosse rimasto acceso , in modalità difensiva, anche quando il pericolo non è più immediato o costante. Questo spiega anche perché il minimo rumore la faccia sobbalzare e perché il corpo sembri non riuscire più a rilassarsi.
Quando si vivono esperienze percepite come intrusive e ripetute nel tempo, soprattutto all’interno della propria casa che dovrebbe essere il luogo della sicurezza l’impatto può essere molto profondo. Il fatto che oggi lei non riesca più a stare a casa sua e sia costretta a spostarsi continuamente per trovare un po’ di pace è un segnale importante di quanto questa situazione abbia inciso sul suo senso di sicurezza di base.
Anche i sintomi fisici che descrive (problemi gastrici, sudorazione, maggiore vulnerabilità alle malattie) sono compatibili con uno stato prolungato di stress: quando il sistema nervoso è costantemente in allerta, anche il corpo ne risente, abbassando le difese e alterando diversi equilibri.
In questo momento la priorità non è resistere o cercare di forzarsi a stare meglio, ma iniziare a lavorare sul ripristino di una sensazione di sicurezza interna ed esterna. Questo può avvenire su più livelli.
Da un lato, è importante che continui a confrontarsi con i medici per la gestione farmacologica, soprattutto per il sonno e l’ansia, perché il riposo è fondamentale per permettere al sistema nervoso di recuperare. Dall’altro lato, un percorso psicologico mirato può aiutarla in modo significativo, in particolare con approcci che lavorano sul trauma e sulla regolazione del sistema nervoso (non solo sul piano cognitivo, ma anche corporeo).
Un altro aspetto centrale è ridurre, per quanto possibile, l’esposizione a ciò che riattiva il suo stato di allerta. Il fatto che cerchi luoghi più tranquilli, come i B&B, non è un segno di debolezza, ma un tentativo del suo sistema di proteggersi. Tuttavia, nel lungo termine sarà importante aiutarla a recuperare la possibilità di sentirsi al sicuro anche nel suo spazio di vita.
Se la situazione con il vicinato è ancora attiva o percepita come minacciosa, può essere utile anche valutare un supporto legale o istituzionale, perché la tutela concreta della propria sicurezza è parte integrante del benessere psicologico.
Quello che sta vivendo è molto pesante, ma è importante dirle che il suo stato attuale non è irreversibile: il sistema nervoso può essere aiutato a disattivarsi gradualmente, ma ha bisogno di tempo, continuità e di interventi adeguati.
In questo momento più che chiedersi perché sto così , può essere utile iniziare a chiedersi cosa mi aiuta anche solo un po’ a sentirmi più al sicuro . È da lì che si ricostruisce.
Resto a disposizione se desidera approfondire o orientarsi meglio su un percorso di supporto più specifico.
Un cordiale saluto.
quello che descrive è un quadro di sofferenza molto intenso, e dalle sue parole emerge chiaramente quanto questa situazione la stia logorando sia fisicamente che psicologicamente. Non si tratta semplicemente di stress : il suo corpo e la sua mente stanno reagendo a una condizione percepita come prolungata, invasiva e senza possibilità di controllo.
I sintomi che riferisce il nervosismo costante, la difficoltà a dormire, l’iperattivazione ai rumori, la tensione corporea, le crisi di rabbia, il bisogno di isolamento sono coerenti con uno stato di allerta persistente. È come se il suo sistema nervoso fosse rimasto acceso , in modalità difensiva, anche quando il pericolo non è più immediato o costante. Questo spiega anche perché il minimo rumore la faccia sobbalzare e perché il corpo sembri non riuscire più a rilassarsi.
Quando si vivono esperienze percepite come intrusive e ripetute nel tempo, soprattutto all’interno della propria casa che dovrebbe essere il luogo della sicurezza l’impatto può essere molto profondo. Il fatto che oggi lei non riesca più a stare a casa sua e sia costretta a spostarsi continuamente per trovare un po’ di pace è un segnale importante di quanto questa situazione abbia inciso sul suo senso di sicurezza di base.
Anche i sintomi fisici che descrive (problemi gastrici, sudorazione, maggiore vulnerabilità alle malattie) sono compatibili con uno stato prolungato di stress: quando il sistema nervoso è costantemente in allerta, anche il corpo ne risente, abbassando le difese e alterando diversi equilibri.
In questo momento la priorità non è resistere o cercare di forzarsi a stare meglio, ma iniziare a lavorare sul ripristino di una sensazione di sicurezza interna ed esterna. Questo può avvenire su più livelli.
Da un lato, è importante che continui a confrontarsi con i medici per la gestione farmacologica, soprattutto per il sonno e l’ansia, perché il riposo è fondamentale per permettere al sistema nervoso di recuperare. Dall’altro lato, un percorso psicologico mirato può aiutarla in modo significativo, in particolare con approcci che lavorano sul trauma e sulla regolazione del sistema nervoso (non solo sul piano cognitivo, ma anche corporeo).
Un altro aspetto centrale è ridurre, per quanto possibile, l’esposizione a ciò che riattiva il suo stato di allerta. Il fatto che cerchi luoghi più tranquilli, come i B&B, non è un segno di debolezza, ma un tentativo del suo sistema di proteggersi. Tuttavia, nel lungo termine sarà importante aiutarla a recuperare la possibilità di sentirsi al sicuro anche nel suo spazio di vita.
Se la situazione con il vicinato è ancora attiva o percepita come minacciosa, può essere utile anche valutare un supporto legale o istituzionale, perché la tutela concreta della propria sicurezza è parte integrante del benessere psicologico.
Quello che sta vivendo è molto pesante, ma è importante dirle che il suo stato attuale non è irreversibile: il sistema nervoso può essere aiutato a disattivarsi gradualmente, ma ha bisogno di tempo, continuità e di interventi adeguati.
In questo momento più che chiedersi perché sto così , può essere utile iniziare a chiedersi cosa mi aiuta anche solo un po’ a sentirmi più al sicuro . È da lì che si ricostruisce.
Resto a disposizione se desidera approfondire o orientarsi meglio su un percorso di supporto più specifico.
Un cordiale saluto.
dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 27/03/2026.
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