Ho abbandonato il cammino neocatecumenale: crisi d'ansia

Gentili dottori,

Torno a scrivere in un momento delicato.
Ho abbandonato il Cammino Neocatecumenale di cui ho fatto parte per quattro anni.
Tante le ragioni, che se vorrete spiegherò.
Se è opportuno qui elencarle non lo so.
Ma per ora mi soffermo su come mi sento psicologicamente: ansioso, arrabbiato, teso, vittima di manipolazioni.
Ho perso tante occasioni, soldi, mi sembra di avere buttato via quattro anni di vita.

Ero entrato in stato di disregolazione emotiva, quattro anni fa.
Mi accolsero a braccia aperte.
Perché loro si nutrono dei disagi altrui... Potrei stare ore a scrivere...

Diagnosi: autismo, doc e depressione con sintomi psicotici.

Terapia: 5 mg di aripiprazolo, 20 mg di propanololo e 1 mg di lorazepam.

Come sto adesso?
Sto gestendo il cambio terapia.
Perché prima prendevo solo aripiprazolo e sertralina.

So che per la parte farmacologica dovrei scrivere a psichiatria.

Ma intanto volevo condividere con voi il disagio del cambio terapia a livello psicologico e anche la sofferenza che sto sperimentando per questo abbandono.

Ho paura che mi cerchino (in verità lo stanno già facendo, ho senso di colpa, tanto senso di colpa).
Ma so che sto facendo la cosa giusta.
Se avete pazienti in condizioni simili alla mia, Ve ne prego, datemi un consiglio su questa situazione.
Sono vulnerabile e solo.
Anni di Cammino isolano.
Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.3k 612
Buongiorno gentile utente,

Uscire da una comunità - qualsiasi essa sia - è come uscire da un grembo materno protettivo.
Se Lei lo ha fatto avrà avito le Sue buone ragioni.
Eppure nonosrante questo le manca il calore, l'accoglienza, la vicinanza affettuosa dei suoi (ormai ex) compagni di strada.

Si sente vulnerabile e solo.

E' prevdibile e nella norma: può trattarsi del lutto a fronte della morte di una esperienza, che peraltro all'inizio era positiva e accattivante.



Tenga conto che in questo ultimo mese Lei ci ha inviato ben 7 consulti, e ciò è segno che:
- la sua sofferenza risulta per lei impegnativa e cerca ascolto
- lo scrivere qui non risolve i suoi problemi: se risolvesse Lei non sarebbe nella necessità di reiterare le richieste.

E dunque rinnoviamo l'invito ad un percorso psicologico, da affiancare a quello con lo psichiatra.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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