Silenzio puntivo o fine relazione
Sono una ragazza TRANS. . . ho conosciuto un ragazzo lavorando come escort. . . siamo stati in una relazione di 2 anni. . . innamorati entrambi all inizio. . . dopo qualche mese ha iniziato a ossessionarmi per lasciare il lavoro e io ho iniziato a sentirmi oppressa e amare meno. . soprattutto perche per x motivi e' l unico ''lavoro'' che posso fare. . . per mantenere me e i miei cani malati. . . . beh dopo 2 anni di relazione tossica l ho lasciato il giorno prima di san valentino . . . lui e' sempre stato morbosamente attaccato e ossessionato da me ma per un certo aspetto era il ragazzo perfetto. . . sempre presente e amorevole in tutto. . . l ho lasciato perche mi sentivo troppo oppressa e infelice e stressata per la storia del lavoro. . . beh dal 14 febbraio che l ho lasciato non mi risponde piu. . . silenzio di tomba. . . nonostante a mio padre a telefono 2 settimane fa ha detto che se lasciassi il lavoro tornerebbe subito. . . ma da 2 mesi con me niente. . . silezio e zero risposte ai messaggi. . . in 2 anni che era ossessionato non avrei mai aspettato fosse lui a non rispondere. . . . ho mandato anche un ultimo messaggio una settimana fa chiedendo una risposta anche di fine rapporto. . . gli ho detto sto male per te e ho bisogno di una tua parola per mettere una fine. . . ma niente. . . no contact. . . non da lui. . . il che mi fa impazzire. . . devo interpretarlo come un silenzio punitivo o una definitiva fine. . . grazie per le opinioni. . . sto impazzendo . . . .
Gentile,
da quello che racconta, si sente quanto questo silenzio la stia destabilizzando. Non è solo la fine della relazione, ma il fatto che sia arrivata in modo così diverso da come lui è sempre stato. Questo cambio improvviso è quello che fa impazzire , più ancora della rottura in sé.
C’è però un punto importante nel suo racconto che va analizzato: lei ha lasciato questa relazione perché si sentiva oppressa, controllata, poco libera, soprattutto sul tema del lavoro, che per lei è qualcosa di concreto e necessario. Non è stata una scelta leggera.
Oggi però il suo ex sembra rispondere con il silenzio, mentre indirettamente manda un messaggio chiaro: torno solo se cambi questo aspetto .
Più che capire se sia un silenzio punitivo o una chiusura definitiva, forse può essere utile vedere cosa sta succedendo: sta mettendo una condizione.
E questo la riporta proprio nel punto da cui era uscita. Ci pensi.
Capisco il bisogno di una risposta, di una parola che chiuda. È umano. Ma a volte il silenzio, per quanto doloroso, è già una risposta, anche se non è quella che vorremmo.
Un piccolo passaggio che può aiutarla: provi a spostare la domanda da
perché lui non mi risponde?
a
cosa sto aspettando ancora da lui, dopo quello che ho scelto per me?
Perché il rischio è che questo silenzio la tenga agganciata proprio dove aveva deciso di uscire.
Non sembra che lei abbia fatto una scelta contro di lui , ma per respirare di nuovo. Il fatto che oggi stia così male non la rende meno valida.
Adesso forse non è tanto il momento di interpretare il suo silenzio, ma di proteggersi da quello che quel silenzio le sta facendo dentro, ricordando da dove è voluta allontanarsi.
Un caro saluto.
da quello che racconta, si sente quanto questo silenzio la stia destabilizzando. Non è solo la fine della relazione, ma il fatto che sia arrivata in modo così diverso da come lui è sempre stato. Questo cambio improvviso è quello che fa impazzire , più ancora della rottura in sé.
C’è però un punto importante nel suo racconto che va analizzato: lei ha lasciato questa relazione perché si sentiva oppressa, controllata, poco libera, soprattutto sul tema del lavoro, che per lei è qualcosa di concreto e necessario. Non è stata una scelta leggera.
Oggi però il suo ex sembra rispondere con il silenzio, mentre indirettamente manda un messaggio chiaro: torno solo se cambi questo aspetto .
Più che capire se sia un silenzio punitivo o una chiusura definitiva, forse può essere utile vedere cosa sta succedendo: sta mettendo una condizione.
E questo la riporta proprio nel punto da cui era uscita. Ci pensi.
Capisco il bisogno di una risposta, di una parola che chiuda. È umano. Ma a volte il silenzio, per quanto doloroso, è già una risposta, anche se non è quella che vorremmo.
Un piccolo passaggio che può aiutarla: provi a spostare la domanda da
perché lui non mi risponde?
a
cosa sto aspettando ancora da lui, dopo quello che ho scelto per me?
Perché il rischio è che questo silenzio la tenga agganciata proprio dove aveva deciso di uscire.
Non sembra che lei abbia fatto una scelta contro di lui , ma per respirare di nuovo. Il fatto che oggi stia così male non la rende meno valida.
Adesso forse non è tanto il momento di interpretare il suo silenzio, ma di proteggersi da quello che quel silenzio le sta facendo dentro, ricordando da dove è voluta allontanarsi.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 18/04/2026.
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