Ho il doc per questo mio marito mi rifiuta
Sono sposata da 36 anni.
Subito dopo il matrimonio è esploso il doc.
Mi sono curata e prendo farmaci da anni.
Mio marito non mi ha più considerata sessualmente, dice, a causa del mio doc.
È possibile?
Subito dopo il matrimonio è esploso il doc.
Mi sono curata e prendo farmaci da anni.
Mio marito non mi ha più considerata sessualmente, dice, a causa del mio doc.
È possibile?
Gentile,
capisco che questa domanda tocchi un punto molto delicato, soprattutto dopo tanti anni di matrimonio.
Dal suo messaggio, però, gli elementi sono davvero pochi per dare una risposta precisa. Non è chiaro, per esempio, neanche da quando suo marito abbia iniziato a prenderla meno in considerazione sul piano sessuale e come questa distanza si sia costruita nel tempo.
Per come lei lo riporta, questa è la spiegazione che suo marito ha dato: che tutto dipenderebbe dal DOC. Ma da qui non è possibile sapere cosa questa motivazione rappresenti davvero per lui, né se racconti fino in fondo ciò che è successo nella vostra intimità.
Quando una distanza sessuale dura per esempio per molti anni, difficilmente c’è una sola causa. Possono intrecciarsi aspetti personali, dinamiche di coppia, abitudini consolidate, modi di comunicare e cambiamenti avvenuti nel tempo.
Forse allora la domanda non è tanto è possibile? , ma piuttosto: che cosa è successo tra voi, negli anni, nella vostra vita di coppia e nella vostra intimità?
Così come lo pone, il tema meriterebbe di essere compreso con più elementi, senza ridurlo a una spiegazione unica e, se necessario, anche in uno spazio dedicato.
Un caro saluto.
capisco che questa domanda tocchi un punto molto delicato, soprattutto dopo tanti anni di matrimonio.
Dal suo messaggio, però, gli elementi sono davvero pochi per dare una risposta precisa. Non è chiaro, per esempio, neanche da quando suo marito abbia iniziato a prenderla meno in considerazione sul piano sessuale e come questa distanza si sia costruita nel tempo.
Per come lei lo riporta, questa è la spiegazione che suo marito ha dato: che tutto dipenderebbe dal DOC. Ma da qui non è possibile sapere cosa questa motivazione rappresenti davvero per lui, né se racconti fino in fondo ciò che è successo nella vostra intimità.
Quando una distanza sessuale dura per esempio per molti anni, difficilmente c’è una sola causa. Possono intrecciarsi aspetti personali, dinamiche di coppia, abitudini consolidate, modi di comunicare e cambiamenti avvenuti nel tempo.
Forse allora la domanda non è tanto è possibile? , ma piuttosto: che cosa è successo tra voi, negli anni, nella vostra vita di coppia e nella vostra intimità?
Così come lo pone, il tema meriterebbe di essere compreso con più elementi, senza ridurlo a una spiegazione unica e, se necessario, anche in uno spazio dedicato.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Utente
gent.dr.,
l' allontanamento è a venuto subito dopo il matrimonio, quindi 36 anni fa'.
Il doc, legato alla paura di insetti e conseguente pulizia e rituali di controllo, a detta di mio marito, si è verificato perché non viveva liberamente in casa.
Per il resto, purtroppo con mio dispiacere, il matrimonio è proseguito ma a 30 anni... era difficile.
Mi sono curata e mi curo, ma Lei sa, si può migliorare, non guarire.
Sentivo una grande frustrazione e, non essendo di aspetto sgradevole, ho cercato un affetto altrove, per un periodo di 13 anni.
Si trattava di un medico, collega di mio marito che, pur avendo qualche dubbio, non ha mai ritenuto di farmene cenno.
I suoi rapporti con il collega sono rimasti buoni, addirittura aiutandosi vicendevolmente, in caso di bisogno.
Eppure ormai vecchia, a 65 anni, ancora mi dispiaccio del comportamento di mio marito al quale ho sempre voluto bene.
È difficile vivere con chi ha il doc, ma le mie compagne di cura non mi risulta abbiano avuto gli stessi problemi.
La ringrazio per l'attenzione
Cordiali saluti
La persona cui mi ero legata poi si è ammalata di una grave forma di Parkinson e siamo rimasti amici.
l' allontanamento è a venuto subito dopo il matrimonio, quindi 36 anni fa'.
Il doc, legato alla paura di insetti e conseguente pulizia e rituali di controllo, a detta di mio marito, si è verificato perché non viveva liberamente in casa.
Per il resto, purtroppo con mio dispiacere, il matrimonio è proseguito ma a 30 anni... era difficile.
Mi sono curata e mi curo, ma Lei sa, si può migliorare, non guarire.
Sentivo una grande frustrazione e, non essendo di aspetto sgradevole, ho cercato un affetto altrove, per un periodo di 13 anni.
Si trattava di un medico, collega di mio marito che, pur avendo qualche dubbio, non ha mai ritenuto di farmene cenno.
I suoi rapporti con il collega sono rimasti buoni, addirittura aiutandosi vicendevolmente, in caso di bisogno.
Eppure ormai vecchia, a 65 anni, ancora mi dispiaccio del comportamento di mio marito al quale ho sempre voluto bene.
È difficile vivere con chi ha il doc, ma le mie compagne di cura non mi risulta abbiano avuto gli stessi problemi.
La ringrazio per l'attenzione
Cordiali saluti
La persona cui mi ero legata poi si è ammalata di una grave forma di Parkinson e siamo rimasti amici.
Gentile,
da quello che aggiunge, si percepisce quanto la sua storia sia stata lunga e complessa, e quante cose si siano intrecciate nel tempo: il DOC, la vita di coppia, la distanza, il bisogno di affetto, le scelte fatte negli anni.
È comprensibile che oggi, guardandosi indietro, resti una sensazione di dispiacere e forse anche di domande che non hanno trovato una risposta chiara.
Per come lo descrive, sembra che il tema non sia tanto capire se suo marito avesse ragione o meno nel collegare tutto al DOC, ma come si è costruita tra voi, nel tempo, questa distanza, e cosa ha significato per lei viverla. È chiaro che il DOC può essere solo un fattore.
Il fatto che lei parli di frustrazione, di bisogno di affetto e di un legame importante cercato altrove racconta che qualcosa, nella relazione, è mancato per molto tempo. Non come colpa, ma come esperienza vissuta.
Allo stesso tempo, si sente che il legame con suo marito non è mai stato del tutto indifferente per lei, se ancora oggi ne parla con questo coinvolgimento.
Forse, più che cercare una spiegazione unica, può essere utile riconoscere che la sua storia non si lascia ridurre a un solo motivo, ma è fatta di tanti passaggi, bisogni e adattamenti nel tempo, che probabilmente meritano più attenzione.
Se questo resta per lei un punto ancora aperto, può avere senso trovare uno spazio in cui poterlo riprendere con più calma, non per trovare chi ha ragione , ma per dare un senso a quello che ha vissuto, che da come lo descrive continua ancora ad attivarla particolarmente.
Un caro saluto.
da quello che aggiunge, si percepisce quanto la sua storia sia stata lunga e complessa, e quante cose si siano intrecciate nel tempo: il DOC, la vita di coppia, la distanza, il bisogno di affetto, le scelte fatte negli anni.
È comprensibile che oggi, guardandosi indietro, resti una sensazione di dispiacere e forse anche di domande che non hanno trovato una risposta chiara.
Per come lo descrive, sembra che il tema non sia tanto capire se suo marito avesse ragione o meno nel collegare tutto al DOC, ma come si è costruita tra voi, nel tempo, questa distanza, e cosa ha significato per lei viverla. È chiaro che il DOC può essere solo un fattore.
Il fatto che lei parli di frustrazione, di bisogno di affetto e di un legame importante cercato altrove racconta che qualcosa, nella relazione, è mancato per molto tempo. Non come colpa, ma come esperienza vissuta.
Allo stesso tempo, si sente che il legame con suo marito non è mai stato del tutto indifferente per lei, se ancora oggi ne parla con questo coinvolgimento.
Forse, più che cercare una spiegazione unica, può essere utile riconoscere che la sua storia non si lascia ridurre a un solo motivo, ma è fatta di tanti passaggi, bisogni e adattamenti nel tempo, che probabilmente meritano più attenzione.
Se questo resta per lei un punto ancora aperto, può avere senso trovare uno spazio in cui poterlo riprendere con più calma, non per trovare chi ha ragione , ma per dare un senso a quello che ha vissuto, che da come lo descrive continua ancora ad attivarla particolarmente.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 97 visite dal 18/04/2026.
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