Litigo sempre con i miei genitori, aiutatemi per favore

Salve ho quasi 36 anni e vivo ancora con I miei genitori ma lasciate che vi spieghi.
Loro sono una famiglia disfunzionale e "tossica", ci sto sempre a litigare da tutta la vita, da quando ho 12 anni, in particolare con mio padre che mi risponde sempre male e mi offende e mia madre prende sempre le sue difese, cioè sta sempre dalla sua parte invece che dalla mia.
Così litigo anche con lei per questo.
Poi litigo anche con mio fratello perchè mi risponde male anche lui e mi offende e I miei difendono sempre lui invece che me.
Quando dormo fanno casino e invece quando dorme mio fratello fanno tutti silenzio assoluto.
Ma questi sono solo alcuni esempi di come vengo trattata.
Volevo andare via a 18 anni ma aimè per quanto io avessi cercato un lavoro che mi desse questa opportunità non l'ho mai trovato, ho trovato solo un lavoro come pulizie in una casa di riposo a 20 anni che mi dava 500 euro al mese, lo accettai, mi misi I soldi da parte e a 28 anni partiì per Londra, finalmente lasciando questo inferno di casa.
A Londra purtroppo mi ammalai di depressione gravissima, con pensieri suicidi gravi e dovetti fare psicoterapia privata a pagamento che lì è molto cara, ma prendendo molto bene di stipendio potevo permettermela, ma non potevo mettere di consequenza molto da parte, perchè si sa Londra è molto cara in tutto.
Purtroppo in quel lavoro dopo 3 anni, la mia manager ha inuziato a farmi mobbing e sono dovuta andarmene e me ne sono cercata un altro, sempre di pulizie, dove stavo benissimo e prendevo anche di più.
Purtroppo pero sono stata licenziata dopo qualche anno per esubero del personale, insieme ad altri dipendenti e siccome stavo molto male e avevo tentato il suicidio, la mia terapeuta mi consiglio di tornare in Italia visto che a Londra ero sola, e di ricoverarmi in una struttura.
Così ho fatto a malincuore dopo 6 anni a Londra.
Sono tornata mi sono ricoverata, e ora sono 2 anni che sono con I miei genitori, a casa loro.
Ho trovato un lavoro fi pulizie che non mi. permette di andare via, perchè guadagno solo 800 euro in più è in nero.
Ho iniziato anche ieri una psicoterapia quindi I miei soldi andranno quasi tutti lì.
Cosa posso fare per superare questa situazione?
Non ne posso più, piango sempre, vi. prego. aiutatemi
Dr. Benedetto Vivona Psicologo 92 8
Gentile,

quello che racconta è molto pesante e, soprattutto, è qualcosa che dura da tanti anni. Si sente la fatica di vivere in un ambiente che percepisce come ostile e poco protettivo, e allo stesso tempo il senso di blocco nel non riuscire, al momento, ad avere un’alternativa concreta.

Prima di tutto è importante dirle questo: il fatto che oggi si trovi di nuovo a casa dei suoi genitori non cancella il percorso che ha fatto. È riuscita ad andare via, a vivere all’estero per anni, a lavorare, a costruirsi una sua autonomia. Questo significa che le risorse le ha, anche se ora, per una serie di eventi difficili, si trova in una fase di maggiore fragilità.

La situazione attuale mette insieme più elementi: un contesto familiare che riattiva sofferenza, una condizione lavorativa precaria che limita l’autonomia, e una storia recente di depressione importante. In questi casi è comprensibile sentirsi sopraffatti e senza via d’uscita.

La psicoterapia che ha iniziato è un passo molto importante. In questo momento può rappresentare uno spazio stabile in cui non solo elaborare ciò che ha vissuto, ma anche costruire gradualmente delle strategie concrete per uscire dalla situazione, senza dover fare tutto da sola.

Parallelamente, può essere utile iniziare a pensare non tanto a una fuga immediata (che al momento sembra difficile), ma a piccoli passaggi intermedi. Ad esempio, valutare se esistono servizi sul territorio (centri di salute mentale, servizi sociali, sportelli lavoro) che possano affiancarla sia sul piano economico che abitativo, oppure aiutarla a trovare opportunità lavorative più stabili e regolari. Anche solo informarsi su queste possibilità può iniziare a riaprire uno spazio di movimento.

Per quanto riguarda la convivenza attuale, può essere utile lavorare anche in terapia su come proteggersi il più possibile da dinamiche che la feriscono. Non sempre è possibile cambiare il comportamento degli altri, ma si può provare a costruire dei confini, anche piccoli, per ridurre l’impatto emotivo quotidiano.

C’è anche un aspetto importante da tenere presente: lei ha attraversato momenti molto difficili, arrivando anche a tentativi di suicidio. Quando il dolore è così intenso, la priorità non è risolvere tutto subito , ma stabilizzare, ritrovare un minimo di equilibrio e sicurezza, e poi, passo dopo passo, ricostruire.

Capisco il senso di urgenza e il non ne posso più , ma uscire da una situazione così complessa richiede un percorso graduale, non un unico salto.

Se in alcuni momenti dovesse sentire che il dolore diventa troppo intenso o ingestibile, non esiti a chiedere aiuto immediato anche attraverso i servizi di emergenza o i centri di supporto presenti sul territorio: non deve affrontare tutto questo da sola.

Sta già facendo qualcosa di importante iniziando una nuova terapia, anche se ora può sembrare poco.

Resto a disposizione se vuole approfondire.

dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183

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Salve dottore. Grazie per la risposta. Sto cercando lavoro, sto inviando cv a tutto spiano ma nessuno mi richiama. Sono disperata. Poi sono anche sola senza amici, puo capire quanto sto male e soffro di questa situazione essendo totalmente sola al mondo. Non ho nessuno. Piango sempre. Vorrei andare via di casa e continuare la terapia, non cerco una casa tutta mia, va bene una stanza in una casa comdivisa, come stavo a Londra, ma se non trovo un lavoro che mi Dia più soldi è impossibile.

Cosa intende per "valutare se esistono servizi sul territorio (centri di salute mentale, servizi sociali, sportelli lavoro) che possano affiancarla sia sul piano economico che abitativo, oppure aiutarla a trovare opportunità lavorative più stabili e regolari"?

Io vado già al csm e la mia psichiatra mk ha detto che non mi puo aiutare ed inoltre sono iscritta al collocamento ma non mi hanno mai chiamata.. cosa posso fare dottore? E con la mia famiglia cosa posso fare?

In più mi sento una fallita a vivere a 36 anni con I miei ancora
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