Lutto e separazione dalla mia fidanzata che ha un altro
Ho vissuto una relazione molto intensa con una ragazza bellissima che faceva la fotomodella.
Tra noi è stato amore a prima vista e abbiamo condiviso momenti davvero profondi, ma col tempo sono emerse anche difficoltà, soprattutto legate al suo rapporto con i social, al suo stile di vita e alle mie insicurezze.
Tutto è peggiorato dopo la morte improvvisa di mia madre il 25 marzo 2025. È stato un trauma enorme che mi ha distrutto.
In quei giorni ero completamente perso, confuso, e non sempre lucido.
Una telefonata della mia ex storica, che conosceva bene mia madre, mi ha dato conforto, ma ha creato tensioni nella mia relazione attuale.
Da quel momento la mia ragazza è diventata distante e il rapporto si è incrinato, anche perché vivevamo il dolore in modo molto diverso.
Figuratevi che a Pasquetta, 10 giorni dopo decise di andare con i suoi amici in campagna dicendomi se vuoi venire vieni.
Ma come potevo?
Ero distrutto, ma andai comunque perché la amavo.
Abbiamo avuto alti e bassi e abbiamo provato a ricucire, ma le cose non sono mai tornate davvero come prima.
Alcuni suoi comportamenti continuavano a ferirmi, e a un certo punto ho reagito male, perdendo il controllo.
Da lì è iniziata la fine: mi ha chiesto una pausa e poi mi ha lasciato.
Dopo la rottura la situazione è degenerata.
Ha creato un profilo falso per mettermi alla prova e da lì sono nati litigi, accuse e insulti.
Non mi ha mai dato davvero la possibilità di spiegarmi o chiarire, e ha mantenuto un atteggiamento molto duro e ostile nei miei confronti anche nei mesi successivi.
Arrivando a dirmi che sono una persona falsa perché ho risposto al profilo falso e che era lei, che uso la morte di mia mamma per fare pietà alla gente.
Mi ha cancellato dai social e mai più mi ha salutato.
Quando provavo ad avvicinarla insulti e ripudio totale. . mai vista così in due anni.
Mai.
La lite scatenante fu che un giorno la vidi tutta fatta per via di alcuni spinelli fatti con i suoi amici.
Sbroccai dicendole che mi faceva schifo, le chiesi scusa dopo un po' ma quella fu la goccia che portò al profilo falso e a tutti i trattamenti che vi ho descritto prima.
Sono passati sei mesi, ma vedere una sua foto con un altro ragazzo mi ha fatto stare malissimo.
Lo ama e si baciano. . lei è bellissima come non mai e sorridente come lo era con me.
Mi ha riaperto tutte le ferite: penso agli errori che ho fatto, mi chiedo cosa ho sbagliato e mi mancano i momenti belli che abbiamo vissuto insieme.
Nel frattempo ho conosciuto una ragazza diversa, dolce, rispettosa, presente e molto compatibile con me.
So che è una persona giusta, ma il fatto che io pensi ancora alla mia ex mi fa sentire in colpa, perché così sto facendo soffrire anche lei.
Mi sento diviso: da una parte il dolore e i rimorsi per il passato, dallaltra la consapevolezza di avere accanto qualcuno che mi tratta bene.
Ma non riesco ancora a lasciarmi davvero tutto alle spalle.
Aiutatemi, ho già intrapreso una cura psicologica.
Ma ho bisogno di voi.
Tra noi è stato amore a prima vista e abbiamo condiviso momenti davvero profondi, ma col tempo sono emerse anche difficoltà, soprattutto legate al suo rapporto con i social, al suo stile di vita e alle mie insicurezze.
Tutto è peggiorato dopo la morte improvvisa di mia madre il 25 marzo 2025. È stato un trauma enorme che mi ha distrutto.
In quei giorni ero completamente perso, confuso, e non sempre lucido.
Una telefonata della mia ex storica, che conosceva bene mia madre, mi ha dato conforto, ma ha creato tensioni nella mia relazione attuale.
Da quel momento la mia ragazza è diventata distante e il rapporto si è incrinato, anche perché vivevamo il dolore in modo molto diverso.
Figuratevi che a Pasquetta, 10 giorni dopo decise di andare con i suoi amici in campagna dicendomi se vuoi venire vieni.
Ma come potevo?
Ero distrutto, ma andai comunque perché la amavo.
Abbiamo avuto alti e bassi e abbiamo provato a ricucire, ma le cose non sono mai tornate davvero come prima.
Alcuni suoi comportamenti continuavano a ferirmi, e a un certo punto ho reagito male, perdendo il controllo.
Da lì è iniziata la fine: mi ha chiesto una pausa e poi mi ha lasciato.
Dopo la rottura la situazione è degenerata.
Ha creato un profilo falso per mettermi alla prova e da lì sono nati litigi, accuse e insulti.
Non mi ha mai dato davvero la possibilità di spiegarmi o chiarire, e ha mantenuto un atteggiamento molto duro e ostile nei miei confronti anche nei mesi successivi.
Arrivando a dirmi che sono una persona falsa perché ho risposto al profilo falso e che era lei, che uso la morte di mia mamma per fare pietà alla gente.
Mi ha cancellato dai social e mai più mi ha salutato.
Quando provavo ad avvicinarla insulti e ripudio totale. . mai vista così in due anni.
Mai.
La lite scatenante fu che un giorno la vidi tutta fatta per via di alcuni spinelli fatti con i suoi amici.
Sbroccai dicendole che mi faceva schifo, le chiesi scusa dopo un po' ma quella fu la goccia che portò al profilo falso e a tutti i trattamenti che vi ho descritto prima.
Sono passati sei mesi, ma vedere una sua foto con un altro ragazzo mi ha fatto stare malissimo.
Lo ama e si baciano. . lei è bellissima come non mai e sorridente come lo era con me.
Mi ha riaperto tutte le ferite: penso agli errori che ho fatto, mi chiedo cosa ho sbagliato e mi mancano i momenti belli che abbiamo vissuto insieme.
Nel frattempo ho conosciuto una ragazza diversa, dolce, rispettosa, presente e molto compatibile con me.
So che è una persona giusta, ma il fatto che io pensi ancora alla mia ex mi fa sentire in colpa, perché così sto facendo soffrire anche lei.
Mi sento diviso: da una parte il dolore e i rimorsi per il passato, dallaltra la consapevolezza di avere accanto qualcuno che mi tratta bene.
Ma non riesco ancora a lasciarmi davvero tutto alle spalle.
Aiutatemi, ho già intrapreso una cura psicologica.
Ma ho bisogno di voi.
Buonasera,
quello che descrive è un intreccio molto intenso tra lutto, relazione e rottura, ed è importante non perdere di vista questo punto: la fine della vostra storia non è avvenuta in un momento neutro , ma dentro un evento traumatico come la perdita di sua madre. Questo, inevitabilmente, ha amplificato emozioni, reazioni e fragilità da entrambe le parti.
Il dolore che prova oggi non riguarda solo la sua ex, ma anche tutto ciò che quella relazione ha rappresentato in un momento così delicato della sua vita. In alcune fasi, quella relazione è stata un punto di riferimento, e perderla si è probabilmente sovrapposto alla perdita di sua madre, rendendo tutto più intenso e difficile da elaborare.
Allo stesso tempo, è importante guardare anche alla qualità della relazione per come si è evoluta. Da quello che racconta, oltre ai momenti belli, ci sono stati elementi di forte instabilità: incomprensioni nel modo di vivere il dolore, reazioni impulsive, dinamiche di controllo (come il profilo falso), escalation di conflitti e modalità comunicative molto dure. Questi aspetti non sono secondari e aiutano a comprendere perché, al di là dei sentimenti, la relazione sia diventata difficile da sostenere.
Il fatto che oggi lei soffra nel vederla con un’altra persona è umano. Non significa necessariamente che quella fosse la relazione giusta , ma che il legame emotivo non è ancora del tutto elaborato. La mente tende anche a riportare in primo piano i momenti positivi, soprattutto quando si riapre una ferita, e questo può far nascere dubbi e rimpianti.
Rispetto alla nuova relazione, il senso di colpa che prova è un segnale importante: indica che è consapevole di non essere ancora completamente libero emotivamente. Più che forzarsi a dimenticare la sua ex, può essere utile riconoscere che è ancora in una fase di transizione. Questo non significa necessariamente dover chiudere la nuova relazione, ma essere onesto con sé stesso e, nei limiti del possibile, anche con l’altra persona, evitando di costruire qualcosa su una base ancora troppo fragile.
Il lavoro che sta facendo in terapia è centrale proprio per questo: non tanto per cancellare il passato, ma per dargli un posto, separando il dolore del lutto da quello della relazione, e comprendendo meglio anche le sue reazioni (come la rabbia o la perdita di controllo) senza ridurle a errori da colpevolizzare.
In questo momento forse la domanda non è chi devo scegliere , ma in che punto emotivo mi trovo davvero? .
Darsi tempo, senza forzare decisioni definitive, può aiutarla a fare più chiarezza e a non muoversi solo sulla spinta del dolore o del rimorso.
Cordialmente
quello che descrive è un intreccio molto intenso tra lutto, relazione e rottura, ed è importante non perdere di vista questo punto: la fine della vostra storia non è avvenuta in un momento neutro , ma dentro un evento traumatico come la perdita di sua madre. Questo, inevitabilmente, ha amplificato emozioni, reazioni e fragilità da entrambe le parti.
Il dolore che prova oggi non riguarda solo la sua ex, ma anche tutto ciò che quella relazione ha rappresentato in un momento così delicato della sua vita. In alcune fasi, quella relazione è stata un punto di riferimento, e perderla si è probabilmente sovrapposto alla perdita di sua madre, rendendo tutto più intenso e difficile da elaborare.
Allo stesso tempo, è importante guardare anche alla qualità della relazione per come si è evoluta. Da quello che racconta, oltre ai momenti belli, ci sono stati elementi di forte instabilità: incomprensioni nel modo di vivere il dolore, reazioni impulsive, dinamiche di controllo (come il profilo falso), escalation di conflitti e modalità comunicative molto dure. Questi aspetti non sono secondari e aiutano a comprendere perché, al di là dei sentimenti, la relazione sia diventata difficile da sostenere.
Il fatto che oggi lei soffra nel vederla con un’altra persona è umano. Non significa necessariamente che quella fosse la relazione giusta , ma che il legame emotivo non è ancora del tutto elaborato. La mente tende anche a riportare in primo piano i momenti positivi, soprattutto quando si riapre una ferita, e questo può far nascere dubbi e rimpianti.
Rispetto alla nuova relazione, il senso di colpa che prova è un segnale importante: indica che è consapevole di non essere ancora completamente libero emotivamente. Più che forzarsi a dimenticare la sua ex, può essere utile riconoscere che è ancora in una fase di transizione. Questo non significa necessariamente dover chiudere la nuova relazione, ma essere onesto con sé stesso e, nei limiti del possibile, anche con l’altra persona, evitando di costruire qualcosa su una base ancora troppo fragile.
Il lavoro che sta facendo in terapia è centrale proprio per questo: non tanto per cancellare il passato, ma per dargli un posto, separando il dolore del lutto da quello della relazione, e comprendendo meglio anche le sue reazioni (come la rabbia o la perdita di controllo) senza ridurle a errori da colpevolizzare.
In questo momento forse la domanda non è chi devo scegliere , ma in che punto emotivo mi trovo davvero? .
Darsi tempo, senza forzare decisioni definitive, può aiutarla a fare più chiarezza e a non muoversi solo sulla spinta del dolore o del rimorso.
Cordialmente
dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 5 visite dal 17/04/2026.
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