Ansia, svogliatezza e paure immotivate dopo interruzione bromazepam

Salve sono un ragazzo di 30 anni.
Vi descrivo brevemente la mia situazione.
Da circa 1 anno soffro di fame nervosa che varia al variare dell'intensità delle giornate. Più sono impegnato meno ci penso.
Per circa 2 mesi sono andato da un terapista comportamentale e psicologo

per capire il problema e ho per un certo periodo assunto Bromazepam 2,5 mg
(partendo con 15 gocce fino a scendere a 3 prima di dormire e poi fino ad
interrompere) prima di andare a dormire per facilitare il sonno.

A distanza di un anno ho superato il problema ed ho imparato a conviverci,
il terapista ha concluso le sedute brevemente non rintracciando in me
problemi seri, se non una puntina di ansia, ma sempre motivata, il tutto
più di un anno fa. Ed in effetti per me l'ansia è sempre correlata ad un qualcosa (un esame, un problema ecc).

Ammetto però che dopo una breve interruzione ho ripreso ad usare Bromazemap
regolamermente da quasi 10 mesi sempre in piccole dosi (max 3-4 gocce 1
volta al dì prima di dormire).

3 Settimane fa ho casualmente interrotto il medicinale per 5 giorni e in
concomitanza di una delusione sentimentale e un periodo di assoluta noia ho
cominciato ad avere ansia e a non star bene. Svogliato e poco attivo tranne
per uscire con gli amici e sport. La cosa buffa è che ora la fame si è attenuata fortemente e non mi crea problemi. Ma questo mi è sempre successo, prima di un esame o una delusione ho sempre avuto poco appetito.

Vedendo ciò ho deciso di troncare definitivamente con questa roba e sono
ormai 3 settimane che non uso più nulla. Ho ripreso tutte le mie attività,
ma soffro ancora un po di alti e bassi dell'umore, e mi sono fissato su una
paura che è diventata una sorta di capro espiatorio.

Il perioso conclusosi con la delusione sentimentale mi ha come privato del
mio solito brio e della mia solita voglia di andare a donne e spesso questo
pensiero mi da ansia. È una cosa che non mi impedisce di vivire normalmente
e di fare quel che devo fare, ma cmq mi toglie un po di buonumore e
serenità.
Dormo abbastanza bene e questo mi sorprende visto che sonno e appetito sono le prime cose che saltano in me in questi casi.
E poi quando esco di casa comincio a guardarmi intorno per testarmi, e questo mi mette ansia se non ho subito risposte positive.

Ammetto anche che nelle prime due settimane c'è stato anche un lieve calo
del desiderio sessuale.
Più tempo passa meglio vado, ache so dopo 3 settimane comincio ad essere un
po' spazientito e il più piccolo disagio mi rende insofferente.. Ma riesco a riprendermi in breve tempo (a volte mezzora a volte 1-2 ore).

Quanto può aver influito il medicinale? Dopo 1 anno di abitudine quanto ci

si mette a smaltire l'assuefazione?
È normale avere cali di disiderio e paura di non riuscire nuovamente a provare quelle belle emozioni che sono le donne sanno dare?
Mi sono un po fissato su questa cosa anche perché ultimamente nel campo donne non me ne dice bene una, mi sono anche un po' stufato.

Grazie
[#1]
Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7.2k 220 123
(..)È normale avere cali di disiderio e paura di non riuscire nuovamente a provare quelle belle emozioni che sono le donne sanno dare?(..)

questo pensiero può assumere una valenza ossessiva, più si confronta per tentare di superare questo disagio più si distrare da quelle emozioni che vorrebbe provare. l'ansia da prestazione è una trappola che si fa viva anche per le emozioni più semplici, non solo in ambito sessuale. Forse dovrebbe interfacciarsi con il suo vecchio psicologo per uscire da questo schema mentale che la mette in trappola. Il farmaco, in questo, non l'aiuta per niente.
saluti

Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

[#2]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 16.2k 372 182
Per le domande sui farmaci dovrebbe inserire la sua domanda in una delle aree mediche.

Riguardo al problema che descrive e alla psicoterapia, ritengo che 2 mesi potrebbero essere stati insufficienti per ottenere degli effetti stabili. Le sedute possono non essere frequenti, ma si deve essere seguiti per un certo tempo affinché i risultati si consolidino.

Come descriverebbe la sua esperienza con la psicoterapia?

Cordiali saluti

Dr. G. Santonocito, Psicologo | Specialista in Psicoterapia Breve Strategica
Consulti online e in presenza
www.giuseppesantonocito.com

[#3]
Utente
Utente
Grazie ad entrambi per aver risposto così rapidamente!

Dott. De Vincentiis
Avevo pensato di ricontattarlo, ma visto anche la scorsa volta e l'esito del periodo volevo provare a vedere come andavo autonomamente.
In effetti la sensazione è un po di trappola però è anche accompagnata da uno svegliarsi la mattina non proprio di buon umore. Sono un po indeciso sul da farsi, ma a breve prenderò decisione in merito se non vedo un miglioramento che resti costante.

Dott. Santonocito
Direi che le sedute confermavano i le mie certezze e sono arrivato alle ultime sedute con la netta sensazione che avrei potuto farne a meno. Parliamo di 1 anno fa, dopo quel periodo sono tornato tranquillo.

Tuttora sono abbastanza tranquillo per buona parte della giornata, sto tenendo un piccolo diario dove annoto i momenti di ansia e vedo che sono notevolmente diminuiti.

Devo prendere una decisione in queste settimane e vi chiedo 2 ultime cose.

1) Quando può aver influito l'interruzione brusca del medicinale? So che andrebbe fatto gradatamente.

2) Quando tempo mi consigiate di aspettare per vedere se è solo una piccola fase?

Grazie mille.
[#4]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12.5k 233 114
Gentile utente,

la domanda sul farmaco deve essere postata in Psichiatria perchè noi non siamo medici e non possiamo risponderle.

Vorrei invece farle notare che l'impazienza che riferisce di avere e che trasmette con il suo post la può portare a vivere le situazioni molto peggio di quanto adeguato al caso:

"Il periodo conclusosi con la delusione sentimentale mi ha come privato del mio solito brio e della mia solita voglia di andare a donne e spesso questo pensiero mi da ansia. È una cosa che non mi impedisce di vivere normalmente e di fare quel che devo fare, ma cmq mi toglie un po’ di buonumore e serenità. (...) E poi quando esco di casa comincio a guardarmi intorno per testarmi, e questo mi mette ansia se non ho subito risposte positive."

Non pensa che sia normale vivere un periodo di assestamento dopo una delusione sentimentale, e che eventualmente sarebbe preoccupante dimenticare tutto in qualche giorno, senza essere minimamente influenzati?

Lei ha molta fretta di ristabilire condizioni ottimali in ogni campo, dalla disponibilità a conoscere nuove ragazze al ripristino di condizioni totalmente prive di ansia (cosa che l'ha portata ad autosomministrarsi un farmaco che necessita di supervisione medica).
Forse potrebbe iniziare a considerare come normali i cali d'umore che seguono gli eventi negativi, così come un po' d'ansia in prossimità di appuntamenti importanti.

Con questo non voglio dire che sarebbe inutile ricontattare il suo psicologo, e credo anzi che potrebbe richiamarlo con l’obiettivo di farsi aiutare a tollerare i normali alti e bassi della vita senza pensare che la normalità sia essere immuni agli aventi negativi e non sentirsi mai a disagio, superando qualunque cosa come niente fosse.

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#5]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 16.2k 372 182
>>> Direi che le sedute confermavano i le mie certezze
>>>

Questo non è affatto il compito di una psicoterapia. Se quella che ha seguito ha soprattutto confermato delle certezze, probabilmente non è servita a nulla.

>>> sono arrivato alle ultime sedute con la netta sensazione che avrei potuto farne a meno.
>>>

Ed è quindi logico che sia arrivato a questa conclusione.

A giudicare da come scrive mi sembra che la sua ansia sia ancora al suo posto, dovrebbe ricevere una nuova valutazione psicologica per verificare se non sia necessaria un aiuto di tipo diverso, più specifico.

Cordiali saluti
[#6]
Utente
Utente
Vi ringrazione nuovamente entrambi.

Dott.ssa Massaro
lei ha colpito in pieno uno dei miei punti deboli, l'impazienza. Quando mi spazientisco e supero diciamo il mio livello di sopportazione, divento insoferente.
Ciò non toglie che come da lei espresso e dal Dott. Santonocito tutto questo non è una maschera per tirarsi indietro e non affrontare la cosa e non ricontattare il terapeuta.

Dott. Santonocito
Quello che dice è giustissimo, forse 4 righe di sintesi sono poche per sintetizzare un periodo di vita. Quello che posso dire è che se sto bene e sono rilassato sono vorace, soprattutto in mancanza di stress universitario, che ora non c'è più da 2 anni.
GLi espisodi legati all'ansia però sono finora sempre stati brevi e legati a problematiche da risolvere.

In tutti i modi il problema va risolto.
Non va sottovalutato ne sopravvalutato.
Una telefonata allunga la vita :)

Grazie mille



[#7]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12.5k 233 114
Grazie a lei per averci scritto, se vuole ci faccia avere eventuali aggiornamenti.
[#8]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 16.2k 372 182
Tenga presente un punto fondamentale: l'ansia è in buona parte una questione d'interpretazione. È l'interpretare il proprio stato di eccitazione somatica come pericoloso, che può tramutarsi nella sensazione soggettiva nota come ansia.

Quindi se lei è di base una persona impaziente e piena d'energia, può darsi che stia confondendo un alto livello d'energia con l'ansia.

Cordiali saluti
[#9]
Utente
Utente
Grazie dei consigli siete davvero gentili e mi siete stati di aiuto!
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