Utente 230XXX
buonasera,
convivo da due anni con un compagno di 40 anni che da circa un anno a causa di problemi interpersonali nel proprio ambiente lavorativo, accusa sintomi che, secondo alcune consulenze che avete dato ad altre persone, possono essere definiti tipici di chi soffre di depressione e ansia.
Circa un anno fa, ha avuto una colica renale ed è stato ricoverato per circa 10 giorni; al momento della dimissione gli è stata riscontrata la pressione molto alterata, che inizialmente è stata messa in relazione all'evento della colica. Invece, con il tempo, rimessosi completamente dalla colica, la pressione è rimasta sempre alterata, su valori 95/140 quando è bassa....arrivando a dei picchi di 110/180. Ha fatto presente al proprio medico questa anomalia e lui gli ha prescritto un farmaco per tenerla sotto controllo; ma quando ci siamo recati dal medico per questo consulto, lui ha fatto presente anche questo problema sul lavoro che lo portava ad agitarsi in modo particolare, mettendo in relazione causa-effetto.
Il medico credo che un po' superficialmente abbia dato poca importanza e non ha consigliato nessun consulto specialistico psicologico, nonostante il mio compagno abbia fatto un grosso sforzo a parlare di questo problema con il proprio medico.
Fatto sta che dopo una cura durata circa 3 mesi il medico ha detto di sospenderla, in quanto la pressione sembrava tornata piuttosto regolare.
Ma successivamente, ci sono stati altri problemi sul lavoro, che hanno scatenato ancora più ansia, arrivando a chiedere il trasferimento ad altro reparto...ma che successivamente ha chiesto di revocare in quanto insicuro della scelta e credendo di peggiorare ancora la situazione. Intanto si sono iniziati a verificare episodi in cui lui non riusciva a prendere sonno di notte e si tormentava continuamente con gli stessi pensieri del lavoro, asserendo di non essere in grado da solo di trovare una soluzione al problema. L'incertezza di trovare un nuovo lavoro...ed essendo io rimasta 6 mesi fa incinta, no ha fatto altro che scatenare ulteriormente l'ansia in lui, che essendo sensibile e responsabile, si è reso conto che non sarebbe stato facile risolvere la propria situazione lavorativa in quanto non si sarebbe più potuto permettere di perdere il lavoro. Ecco che siamo entrati in un vortice dove lui per non farmi preoccupare visto lo stato delle cose, si tiene tutto dentro, ha dentato di nuovo con il proprio medico di famiglia, il quale non si ricordava neppure di avergli fatto sospendere la cura!! ...per di più anche l'incompatibilità con il proprio medico è un nuovo motivo di ansia, e di conseguenza non riesce neppure a trarre beneficio da un eventuale colloquio e nemmeno riesce a farsi prescrivere dei giorni di riposo.
Stare accanto a una persona con questa problematica (per di più nella mia condizione 6 mesi di gravidanza) è difficilissimo...beh, non so se chiedere aiuto psicologico per lui....o per me!!!!
UN CONSIGLIO.....GRAZIE

[#1]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile signora,
comprendo come sia difficile per lei questa situazione, tanto più che sta affrontando una gravidanza e ha particolarmente bisogno di tranquillità.
Credo che per il suo compagno sia opportuno tenere sotto controllo i suoi sintomi a livello medico e rivolgersi a uno psicologo/psicoterapeuta, per una valutazione in presenza dei suoi disagi ed un eventuale trattamento atto ad affrontarli in modo efficace.

<Stare accanto a una persona con questa problematica (per di più nella mia condizione 6 mesi di gravidanza) è difficilissimo...beh, non so se chiedere aiuto psicologico per lui....o per me!!!!>
Potrebbe aggiungere qualcosa su questa affermazione? Come si sente? Come va la vostra vita di coppia?
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#2]  
Dr.ssa Simona Muzzetta

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Gentile signora,
le consiglio di vedere la situazione da due punti di vista, il suo e quello di suo marito.
Lei ha sicuramente bisogno di vivere con serenità uno dei momenti più intensi della vita di una donna. Io le consiglio di pensare a se stessa e al suo bambino, di praticare del rilassamento, di dedicarsi ad attività piacevoli e rilassanti.
Suo marito, vivendo un momento molto difficile a lavoro, ha bisogno di una figura che lo sostenga e lo supporti. Ha mai pensato di rivolgersi ad uno specialista? Io le consiglio di proporglielo. Vedrà, i risultati non tarderanno. L'importante è non sottovalutare l'aspetto medico, eseguendo monitoraggi costanti, attenendosi alle indicazioni del vostro medico curante.
I miei saluti
Dr.ssa Simona Muzzetta
Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Riceve a Milano e Sesto San Giovanni

[#3]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile signora, sarebbe opportuno ricostruire la sequenza degli eventi, cioè che cosa è accaduto nella vita di Suo marito un anno fa, in occasione della colica e ricovero in ospedale e dei conflitti interpersonali al lavoro.

Purtroppo da qui e attraverso una terza persona è impossibile capire se si tratta di due strade parallele, oppure se una ha dato seguito all'altra. Soprattutto è importante capire meglio come funziona Suo marito, se già ansioso, come mai in questo periodo della vita è andato in crisi per le vicende lavorative, e...

Questo, come Le hanno già indicato le Colleghe, può essere compreso solo in uno spazio preciso che è quello psicologico. Le suggerisco anche di farlo presto, perchè il ruolo di Suo marito sarà proprio quello di supportarLa il più possibile soprattutto dopo la nascita del vostro bimbo.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#4] dopo  
Utente 230XXX

Vi ringrazio per le Vostre pronte risposte. Ho già proposto al mio compagno l'aiuto psicologico, ma non è facile farglielo accettare; lui asserisce che una volta che trova la forza di chiedere qualche cambiamento sul lavoro tutto si risolverà, e che quella è l'unica causa dei suoi malesseri. Non posso insistere, altrimenti si chiude ancora più in se stesso. Il nostro rapporto di coppia per fortuna è buono, in quanto lui trova in me l'unica persona con cui sfogarsi e parlare dei suoi problemi, chiedere consiglio e confessare le proprie insicurezze. Io non sempre riesco a trovare le parole che lo aiutano, ma spesso ottengo di calmarlo. Per fortuna parliamo molto e ci confrontiamo facciamo un corso assieme, usciamo e frequentiamo gli amici. Io riesco durante la giornata a distaccarmi da questa problematica e pensare al benessere della mia bambina, faccio un corso un piscina che mi aiuta molto a rilassarmi, e continuo a lavorare, che mi tiene impegnata per l'intera giornata. Ci vediamo solo alla sera, anche se durante la giornata ci sentiamo spesso. Ultimamente ha avuto un colloquio con il medico della propria azienda che gli ha detto di riprendere la cura con la pasticca per la pressione e di essere disponibile a parlare del suo caso con l'ufficio del personale per trovare una soluzione. Questo evento è stato apparentemente positivo perchè finalmente dopo tanti mesi ha trovato una persona (diversa da me e molto più competente) per parlare e sfogarsi. Gli ha trovato la pressione altissima in quanto l'ansia di dover affrontare il colloqui gliela aveva fatta sbalzare. Dico apparentemente positivo in quanto, dopo la felicità del primo giorno, è stato di nuovo assalito dall'ansia di aver fatto la cosa giusta e aver parlato con la persona giusta del proprio problema, con il timore che lo stesso medico aziendale potesse riferire all'ufficio del personale del suo problema senza il suo benestare. Quindi ha di nuovo parlato con questo dottore perchè non si sentiva sicuro di fare un passo del genere, che quasi certamente avrebbe scatenato conseguenze nel proprio reparto.Adesso non riesce a decidersi se prendere questa decisione per paura di quello che potrà succedere...Insomma...come si fa a convincerlo che ha bisogno di un aiuto psicologico??? Grazie

[#5]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile signora,
ciò che sta facendo per il suo benessere e quello della sua bambina è ottimo per aiutarla ad affrontare con maggiore serenità la situazione.
E' davvero difficile sensibilizzare una persona che ha bisogno di aiuto a rivolgersi a uno specialista, legga questo articolo se crede
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/328-aiuto-a-tutti-i-costi-come-posso-convincere-mio-marito-moglie-amico-fidanzato-a-farsi-visitare.html

Potrebbe magari parlare con il medico di base in proposito affinché possa lui stesso dialogare con il suo compagno in merito a questa opportunità.

I miei più cari auguri
Dr.ssa Laura Rinella
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[#6] dopo  
Utente 230XXX

In realtà, io ci sono già stata dal suo medico assieme a lui, cercando di spiegargli che il malessere del mio compagno non è fisico, ma bensì psicologico, ma come ho già scritto, il medico (forse di concezione un po' antiquata....non è un ragazzino), non ha dato abbastanza importanza a quello che era l'aspetto psicologico, bensì quasi esclusivamente a quello fisico della pressione..., per questo abbiamo valutato anche la possibilità di cambiare medico, in quanto una persona forse più giovane e più attenta ai malesseri "moderni", può indirizzarlo nel modo più giusto...Inoltre, lui rifiuta di appoggiarsi al suo medico (e in questo caso anch'io sono d'accordo...) perchè non ti permette di esprimerti, "scavalcando" ogni volta con la propria competenza medica, quello che è un discorso molto difficile da affrontare per il mio compagno che invece avrebbe bisogno solo di parlare a ruota libera con qualcuno che è in grado di ascoltarlo. Ho pensato infatti, avendo una cara amica psicologa, di chiamarla a sua insaputa e farla venire a casa, in modo che possa parlarci. Pensate che sia una cosa positiva muovermi in questo senso a sua insaputa??Grazie

[#7]  
Dr.ssa Laura Rinella

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<Ho pensato infatti, avendo una cara amica psicologa, di chiamarla a sua insaputa e farla venire a casa, in modo che possa parlarci. Pensate che sia una cosa positiva muovermi in questo senso a sua insaputa??>

Gentile signora,
non credo che possa essere positivo rivolgersi alla sua amica per due motivi: il primo è che lo psicologo non si può occupare di parenti e amici (codice deontologico), il secondo è che coinvolgere il suo compagno a sua insaputa potrebbe avere risvolti negativi.

Cambiare il medico di base secondo quanto riferisce potrebbe essere una buona alternativa, oppure potrebbe rivolgersi lei in prima persona a uno specialista per avere indicazioni su come comportarsi in merito.

Cordialmente


Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#8] dopo  
Utente 230XXX

In realtà la psicologa è una mia amica ma lui non la conosce e non l'ha mai vista; l'alternativa potrebbe essere di fargliela incontrare certamente non a sua insaputa...solo per parlarci un po'....poi magari lei saprà cosa consigliarlo, e magari se indirizzarlo a qualcun'altro....pensa si possa fare?
Il cambio del medico cercherò di farglielo fare prima possibile, amgari ho pensato di cercare qualcuno con una specializzazione in materia, che ne pensa??

grazie infinite.

[#9]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile signora,
dal mio punto di vista sarebbe meglio da subito rivolgersi a uno specialista estraneo all'entourage di entrambi.

Per la scelta del medico di base si informi presso la sua ASL e veda quali sono le possibilità, magari raccolga informazioni in merito anche da qualcuno che conosce.

Cordiali saluti
Dr.ssa Laura Rinella
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[#10]  
Dr. Jacopo Campidori

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Salve, ho letto i suoi messaggi e ci tenevo ad informarla della presenza di uno sportello d'ascolto psicologico riservato alle crisi di gravidanza, presso il Centro di Terapia Familiare (CTF) dell'Ospedale di Camerata di Fiesole (Firenze). A tale sportello è possibile accedere sia singolarmente (lei o suo marito) che in coppia. Il servizio è gratuito, e per accedervi è sufficiente presentarsi allo sportello o prenotare telefonicamente.

Le dico questo perchè, in quanto in gravidanza, potrebbe pensare di rivolgersi a a tale servizio, sia per chiedere un sostegno personale in questo periodo così bello ma allo stesso tempo così critico e pieno di cambiamenti, sia (e soprattutto) nel tentativo di coinvolgere suo marito.

Cordiali saluti
Dr. Jacopo Campidori - Psicologo Psicoterapeuta
Direttore de: www.glipsicologi.info

[#11] dopo  
Utente 230XXX

Buongiorno, e grazie al dottor Campidori per avermi indicato l'indirizzo di Fiesole; credo sia interessante potervi andare assieme, coinvolgendo il mio compagno senza forzatura alcuna, e credo potrebbe servire anche a me per sapere come affrontare la situazione...
Grazie

[#12]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> Insomma...come si fa a convincerlo che ha bisogno di un aiuto psicologico???
>>>

Un modo può essere fargli notare quanto è importante, per la serenità del vostro bambino che nascerà, che lui sia un padre sano e forte, per non correre il rischio che anche il piccolo risenta, inevitabilmente, della mancanza di tranquillità che aleggia in casa.

Dovrebbe poi fargli presente che esiste lo psicologo del lavoro e delle organizzazioni, esperto delle problematiche individuali legate all'ambiente lavorativo.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#13] dopo  
Utente 230XXX

Buongiorno Dott. Santonocito e grazie innanzi tutto per la sua risposta.
Potrebbe indicarmi qualche indirizzo di psicologo del lavoro o quali organizzazioni forniscono questo supporto?
Grazie

[#14]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Può informarsi presso l'Ordine degli Psicologi della Toscana, oppure può scrivere privatamente a qualcuno di noi per ricevere nominativi diretti di professionisti.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#15]  
Dr. Jacopo Campidori

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Ricordi che non è possibile accedere allo sportello crisi di gravidanza dell'ospedale di Camerata a Fiesole tutti i giorni, ma solamente in giorni specifici, e in determinati orari.

Sicuramente il giovedi mattina il servizio è attivo. A breve dovrebbe attivarsi anche il martedì pomeriggio. La cosa migliore sarebbe chiamare per avere informazioni, ma se posso aiutarla, per qualsiasi curiosità, domandi pure.

Cordiali saluti
Dr. Jacopo Campidori - Psicologo Psicoterapeuta
Direttore de: www.glipsicologi.info