Utente 230XXX
Salve, sono un ragazzo di 19 anni e ultimamente alle prese con un problema abbastanza fastidioso: premetto che sono sempre stato un ragazzo un po' timido e insicuro, ma ormai questo problema sta condizionando pesantemente la mia qualità di vita. Mi spiego nelle righe seguenti.

Circa 5 anni fa, al 1° anno di scuola superiore, non riuscivo a frequentare le lezioni: la mattina mi svegliavo, andavo fuori scuola e venivo colto da un senso di ansia e paura irrefrenabili, credo date dal cambiamento e dalla paura di una scuola più difficile rispetto alle medie a cui ero abituato. La situazione si protrasse per circa un mese, passato il quale non so come, iniziai ad andare: è vero che comunque ero in classe con una forte ansia, ma era ok: ero finalmente in classe.Col passare del tempo iniziai ad ingranare, ma senza mai entrare veramente a far parte del gruppo classe che si era formato, dato che preferivo parlare con 3-4 persone più vicine a me.
Il tempo passa e si conclude il 5° anno con un buon voto (diciamo che mi sono sempre distinto per i miei voti, niente di eccezionale ma nemmeno nella mediocrità) ed ero entusiasta di iscrivermi finalmente all'Università, per approfondire materie scientifiche che tanto mi appassionavano durante gli anni del liceo. Ora, il problema: vengo assalito dall'ansia e dalla paura di andare a frequentare lezioni. Le seguo, ma mi sento sempre a disagio, come se un "peso " incombesse su di me e non mi facesse stare tranquillo. Questa paura mi blocca anche dal prendere i libri di pomeriggio e studiare qualcosa, e questo problema aumenta le mie preoccupazioni non di poco: vedo l'Università come un ostacolo insormontabile avanti a me.

Questo è il problema: diciamo che "c'è sempre stato", ho sempre avuto paura di stabilire nuovi contatti con persone nuove, di affrontare situazioni sociali, di far fronte a cose, secondo me, non alla mia portata. Addirittura pensavo che si trattasse di fobia sociale, nonostante ultimamente mi ritrovi a uscire ogni tanto con qualche amico senza eccessivi problemi (certo, un po' d'ansia c'è sempre )

In sintesi, mi sento in una fossa buia, senza sapere cosa fare, con il timore di deludere i miei genitori che credono in me e con il timore di non riuscire a combinare nulla di buono in ambito universitario (oltre che in altri ambiti a causa di questa mia eccessiva ansia e preoccupazione verso il futuro). Come posso ridurre queste preoccupazioni, permettendomi di vivere meglio?

[#1]  
Dr.ssa Viviana Berardinetti

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Salve,
come da Lei stesso sottolineato, questa ansia è sperimentata da lungo tempo e nasceva come stato di tensione ed agitazione legato prevalentemente all'ambito scolastico e all'ambito relazionale.
Sforzandosi è riuscito comunque a portare a termine gli studi ed a cominciare entusiasticamente un percorso universitario in cui mi pare di capire, crede molto.
Probabilmente nel suo caso si tratta di un senso di ansia che partendo dalla scuola si è dilagato a macchia di olio agli altri settori della propria vita, limitandoli.
Credo che potrebbe rivolgersi ad uno specialista per approfondire meglio queste dinamiche.
Mi permetto di consigliarle anche delle tecniche di rilassamento e di gestione dell'ansia che potrebbero aiutarla a ritrovare il proprio benessere psico-fisico e lavorare sulla propria autostima.
Spero di essere stata di qualche aiuto.
A presto
Dr.ssa Viviana Berardinetti
v.berardinetti@gmail.com
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[#2] dopo  
Utente 230XXX

Salve,

grazie mille per la Sua celere risposta. Cercherò di lavorare su me stesso.

Grazie ancora :)

[#3]  
Dr.ssa Viviana Berardinetti

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Prego, si figuri!
A presto
Dr.ssa Viviana Berardinetti
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[#4]  
Dr.ssa Simona Muzzetta

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Gentile utente,
molte sono le persone che soffrono di problemi legati all'ansia e altrettante soffrono per le conseguenze che questi problemi hanno sulla qualità della vita.
Prendere consapevolezza con il disturbo è il primo passo.
Io le consiglio, comunque, di rivolgersi ad uno psicologo che, di certo, potrà dare il giusto nome ai sintomi da lei descritti e che, inoltre, potrà consigliarle il giusto percorso da affrontare insieme.
Ricordi che l'ansia non si può (e non si deve) eliminare del tutto.
Essa è, infatti, il campanello d'allarme che il nostro corpo ha per dire alla nostra mente di riprendere in mano la situazione, di ritrovare noi stessi, di prendersi cura di sè.
Concordo con la collega, le tecniche di rilassamento e di gestione dell'ansia possono contribuire ad aumentare il suo senso di efficacia nelle situazioni e a ridurre le preoccupazioni.
Le faccio i miei migliori auguri.
Dr.ssa Simona Muzzetta
Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Riceve a Milano e Sesto San Giovanni

[#5] dopo  
Utente 230XXX

Salve,

grazie per aver risposto anche Lei. Purtroppo oggi mi è ricapitata la stessa cosa: avevo una lezione , ma ho creato una scusa verso me stesso per non andarci...

C'é da dire che la lezione in questione è un po' più particolare delle altre, il prof. mi mette in soggezione e non so perché...

Di preciso, mi sono svegliato con le migliori intenzioni, utilizzando pensieri del tipo "puoi gestire questa cosa, non c'é nulla di cui aver così tanta paura da farti rinunciare". Poi purtroppo si sono accavallate preoccupazioni del tipo "e se non trovo il posto auto? e se sbaglio aula?e se la lezione non si tiene a quest'orario?", che mi hanno fatto desistere...

[#6]  
Dr.ssa Angela Bianco

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Perchè la mette in soggezione il prof?

Inoltre, i soui genitori manifestano preoccupazione per i suoi spostamenti? Cosa le dicono?


Dr.ssa Angela Bianco, Psicologa, Ipnoterapeuta.

[#7] dopo  
Utente 230XXX

Questo prof. é solito chiamare qualcuno alla lavagna per fare esercizi e cose del genere...Lei capisce che purtroppo è una situazione ansiogena per i miei gusti.

I miei genitori sono più che altro preoccupati dal fatto che appunto spesso non vado a seguire la lezione di turno, e dal fatto che mi vedono pche volte studiare...Ci tengo a precisare che non mi mettono pressione o "fretta", però è ovvio che diciamo in maniera indiretta mi mettono una certa preoccupazione riguardo l'intera cosa

[#8]  
Dr.ssa Viviana Berardinetti

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LESIGNANO DE'BAGNI (PR)

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Indubbiamente tutta questa situazione rischia di diventare come " il gatto che si morde la coda" innescando un ciclo di stati di ansia doloroso e faticoso da reggere.
Come giustamente Le sottolineava la collega l'ansia è spesso un modo che il corpo ha di dirci che qualcosa nella connessione mente-corpo non sta funzionando e va riequilibrata.
Circa il rapporto con i suoi genitori, mi pare di aver capito che, nonostante loro in modo diretto ed esplicito non Le dicano nulla al riguardo, a Lei arriva comunque una certa tensione, sente comunque che questa situazione li allarma in un qualche modo.

Credo che rivolgersi ad un professionista in grado di aiutarla a gestire meglio questi momenti ansiogeni potrebbe essere un modo per cominciare ad affrontare la situazione.
Come la collega, anche io credo che ammettere di avere un problema sia già il primo passo verso la possibilità di uscirne.
Per qualunque cosa, mi contatti pure
A presto
Dr.ssa Viviana Berardinetti
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[#9]  
Dr.ssa Angela Bianco

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Le consiglio di rivolgersi ad uno Psicoterapeuta per affrontare questi suoi timori. Le suggerisco che il modo migliore per liberarsi dalle proprie paure è affrontarle...In terapia potrebbe sperimentare gradualmente queste situazioni fino a "liberarsene".
La vita va vissuta, e per tutti ci sono i successi come i non successi.
L'importante è non crearsi aspettative troppo alte ed accettare le sfide quotidiane.





Dr.ssa Angela Bianco, Psicologa, Ipnoterapeuta.

[#10] dopo  
Utente 230XXX

Salve,

innanzitutto volevo ringraziare tutti i professionisti che sono intervenuti...grazie dei suggerimenti e opinioni :)

In secondo luogo, ho cercato di affrontare le mie paure: ho seguito lezioni in un'unica giornata per circa una decina di ore (era una giornata abbastanza lunga, che prevedeva anche una pausa pranzo con compagni di corso...) e devo dire che solo aver seguito, dopo che il giorno prima avevo lasciato perdere, mi ha ridato fiducia. Cercherò di continuare così :)

Grazie mille ancora!