Utente
Gentili dottori vi voglio oggi esporre un quesito niente meno che sicuramente ai vostri occhi strano. Ho quasi 20 anni e sono studente di medicina e chirurgia. Finora, per quanto stressante, il piano di studi è poco pertinente alla carriera ma mi pare ovvio per la costituzione delle basi essenziali ad essa inerenti. Ad ogni modo lo scorso 5 Settembre sono stato colto da un attacco d'ansiapanico notturno! Distacco dalla realtà, fortissima nausea, tachicardia, sensazione di lingua ed arti freddi e tanta tanta paura. La corsa in ospedale, 3 flebo di plasil, consulto con una squisita psichiatra e psicoterapeuta e somministrazione alla sera (oltre che per quasi 30 giorni consecutivi) di Xanax → 20 gocce i primi 5 giorni, 15 dal 10° al 15°, 7 dal 15° al 20° e poi 1 goccia in meno fino all'interruzione della terapia. La psicoterapeuta ha diagnosticato rabbia repressa che mi ha reso temporaneamente ansio-reattivo. Ad oggi, per quanto, ogni tanto, causa stress mi si presenti un po di tachicardia e mal di stomaco, sopporto tutto e controllando lo stato la cosa è molto leggera, sopportabile e veramente sporadica. Però, ho paura di avere, in un futuro, una brutta esperienza durante la specializzazione. Io voglio poter diventare cardiochirurgo, se non mi riesce in Italia troverò sicuramente strada in Francia od Inghilterra, costi quel che costi ma la mia vocazione voglio e debbo rispettarla. Però ho paura del mio stato e, per quanto preventivo, chiedo aiuto a voi su come eventualmente potrei governare nausea e tachicardia qualora si presentassero in una situazione come predescritta. E' ovvio che situazioni di pari stress possano capitare anche prima e che il consiglio, quindi, mi serve sia a breve che a lungo termine. Adoro la chirurgia, passo giornate a studiare e poi studio per conto mio testi di specializzazione e guardo attentamente videoriprese di manovre chirurgiche come d'interi interventi con grande meraviglia. Non provo disgusto ma emozione! Gli organi sono la parte più intima del paziente al solo medico concesso d'esplorarli per ripristinarli. Anche la pelle, gli occhi ecc sono organi perchè quindi rammaricarsi per quelli convenzionalmente poco visibili? Il corpo umano è tutto bellissimo, uno spettacolo meraviglioso che si chiama vita e poterne salvare è indescrivibile. Prima dell'inconveniente di Settembre credevo d'essere perfetto per questo compito ora ne sono ancora più convinto ma timoroso allo stesso tempo.....Potreste darmi qualche confortevole consiglio da preservare pure per più prossime occasioni? Spero di si,
nel ringraziarvi....Si spera un Vostro futuro collega.

[#1]  
Attivo dal 2011 al 2011
Gentilissimo,

Essere "perfetti" per qualcosa non è una condizione propria dell'essere umano: anche il migliore chirurgo può essere perfetto in alcuni giorni, per alcune operazioni, con alcuni pazienti, ma la perfezione di lungo termine non esiste.

Il consiglio è quello di non pensare al ruolo di cardiochirurgo come a quello di un supereroe, che lavora sul corpo umano senza ansia e senza paura: anche il tecnico più esperto, quando ha raggiunto il massimo delle sue competenze (che poi questo "massimo" in realtà non esiste, visto che non si finisce mai di imparare...) resta un essere umano, con le sue ansie, le sue incertezze, le sue debolezze.

Si impegni dunque con umiltà nei suoi studi ed accetti i suoi limiti, cercando ogni giorno di superarli e di superarsi, perché questo è quello che la farà diventare (davvero) un grande chirurgo. Auguri.

[#2]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Ragazzo,
lo stress spesso deriva, oltre che da un sovraccarico di impegni, proprio dal non riuscire a vivere il presente e i compiti che ci spettano ora, ma proiettarsi mentalmente nel futuro più o meno prossimo ed anticipare (magari con una non indifferente quota di ansia) ciò che dovremo fare in seguito.
Non può pensare di avere il controllo totale di ciò che le capiterà da qui a 10 anni: chiunque andrebbe in panico con una prospettiva del genere!
Questo non significa che si debba vivere alla giornata, ovviamente è necessaria una certa programmazione e pianificazione della propria esistenza, ma pensando al domani con flessibilità senza pretendere che tutto necessariamente debba svolgersi come lo abbiamo pensato, pena la catastrofe.
Vivere con consapevolezza e impegno l'hic et nunc le consentirà di porre solide basi per affrontare con serenità ciò che la vita le presenterà.

Cari auguri.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com

[#3]  
Attivo dal 2011 al 2013
Gentile studente,

forse, insieme agli utili suggerimenti delle colleghe, può essere interessante capire cosa sia successo il 5 di settembre, in quali circostanze si è verificato questo episodio di ansia, "che momento era" quello per lei. Questo per comprendere meglio a che cosa, in particolare, sia associata la sua ansia, e poterla vedere dunque come una risposta della sua mente e del suo corpo ad una situazione, reale, o immaginata, che forse per alcuni aspetti la spaventa.

Cordialmente

[#4]  
Dr.ssa Michela Rizzo Pinna

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Gentile Utente,
al di là della rassicurazione che cerca per il suo futuro professionale mi sambra doveroso invitarla a riflettere sulla sua serenità attuale.
L'ansia, a volte, è un segnale di allarme che il nostro corpo ci invia per far sì che ci fermiamo ad ascoltarlo.

Si prenda cura oggi della sua ansia, magari chiedendo un consulto ad uno psicologo psicoterapeuta e si ricordi che per "proteggere" il suo futuro professionale deve prepararsi nell'oggi al fine di evitare che la sua ansia si possa cronicizzare e prendere il sopravvento.

Cordialmente


Dr.ssa Michela Rizzo Pinna
Psicologo Psicoterapeuta
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[#5] dopo  
Utente
Cari dottori grazie per le tempestive, numerose nonchè tutte utili risposte. Sono a conoscenza di quello che ha causato la mia ansia e con il giusto aiuto ho quasi rimediato su questo fronte ma purtroppo si aggiungono spesso tanti altri problemi. Oggi ad esempio sono stato truffato di 120 euro e mi arrabbio tanto e sommato alla rabbia repressa di certo non sono contento se pur non ho un attacco di ansia, cosa molto confortante. Sto guarendo e lo sento, non mi sento più distaccato ed ho riacquistato memoria ed allegria, ho dei sogni e mi sento sereno e felice solo a saperli di poterli realizzare ma sono contento anche per quello che ho ora, una famiglia unità, serenità comunque sufficiente, lo studio per me importante...Insomma è una dura lotta e se la vincerò spero solo di non dovervi di nuovo incappare in futuro,,,,

[#6]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Caro ragazzo,

fai bene a preoccuparti perchè l'ansia non curata si ripresenta e non svanisce nel nulla.
Di conseguenza sarebbe opportuno che tu pensassi a risolvere il problema proprio in un'ottica preventiva, per poter individuare davvero le cause di quelllo che è successo e lavorare per disinnescarle.

A parte la visita al p.s. (se non ho capito male) non sei stato più seguito da nessuno, giusto?

Non condivido l'idea che sia necessario "sopportare" e tirare avanti tentando di controllarsi: non lo faresti se avessi avuto un attacco di angina o di epilessia, perchè mai dovresti farlo avendo avuto un attacco d'ansia?
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it