Acne e autolesionismo

Salve
Sono un ragazzo di 21 anni. Ho sofferto di disturbi alimentari (bulimia nervosa) e percio sono in cura da circa 2 anni presso il CPDA della mia città. Sono seguito da un dietista, da un endocrinologo e da uno psicologo e psichiatra. Con quest'ultimo ci siamo resi conto del fatto che avessi una depressione di media entità. Da sei mesi faccio sedute di psicoterapia del tipo sistemico-relazionale. Come indicato nel titolo, soffro di acne, da ca un mese ho iniziato una cura con roaccutan (isotretinoina). Il problema si da quando ero ragazzino è il fatto che mi "distruggo" letteralmente il viso. Causando l'aggravarsi delle condizioni generali. Cio' mi capita se sono stressato o nervoso, sotto pressione.Le ferite che porto sul mio viso mi creano un forte disagio. L'acne non è di tipo grave. Credo in qualche modo di somatizzare con questo mio comportamento un disagio celato. Perciò mi chiedevo se è il caso di intraprendere una terapia del tipo cognitivo-comportamentale per capire i motivi del mio autolesionismo e di poter modificare questo dannosissimo, dannatissimo comportamento.
Grazie
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,7k 292 182
Andrebbe prima capito di che natura è questo suo comportamento. Potrebbe trattarsi di autolesionismo, ma anche di una cattiva abitudine. A seconda del caso possono essere necessari interventi e percorsi diversi.

Che cosa le dicono in proposito lo psicologo e lo psichiatra?

Altra osservazione: se ora è andato in primo piano questo comportamento, per importanza, è perché disturbo alimentare e depressione sono già stati sbloccati/risolti, o per qualche altro motivo?

Cordiali saluti

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

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dopo
Utente
Utente
Il disturbo alimentare è stato risolto, la depressione è stata sbloccata, e curata a ancora oggi (zoloft 150mg e depakin chrono 500mg). Ho parlato un po' meglio del mio autolesionismo alla psichiatra ma non so cosa ne pensa. Con la psicoterapeuta (sistemico-relazionale) invece poco e niente. Dovrei ribadire il fatto che per me è un problema serio.
E' una cattiva abitudine senza ombra di dubbio. Però credo sotto ci sia qualcos'altro. La noia o una qualche paranoia. E' una fissazione la mia, quasi morbosa. Di guardarmi allo specchio. E graffiarmi/spremere. Mi capita anche di farmi dei tagli sul viso, con delle forbicine o un coltello. In genere per placare un certo senso di impotenza.
Oggi ad esempio non sono andato a lavoro e due settimane fa mi son preso 3 giorni di malattia per lo stesso motivo. E' un po' un circolo vizioso. Il fatto che magari mi stia stancando del lavoro e della vita che faccio. Ho il viso "tumefatto" su alcuni punti.
Inoltre visto che ho iniziato la cura con isotretinoina vorrei affiancarvi un percorso di psicoterapia valido se necessario (per modificare questo comportamento e capirne le cause). Quello che sto facendo adesso non mi convince affatto. La prego mi aiuti a capire.
Cordiali saluti
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Il fatto che tu non abbia parlato alla psicoterapeuta che ti segue da 6 mesi di questo tuo disagio la dice piuttosto lunga sul fatto che non ti fidi a sufficienza e che probabilmente non ti senti nemmeno ascoltato come vorresti.
In caso contrario ne avresti parlato con lei prima di chiedere un consulto a noi e sarebbe emerso chiaramente il disagio che questa abitudine ti provoca.

Alla luce di tutto ciò penso che ti si possa consigliare di cambiare terapia, indipendentemente dal tipo di percorso che stai svolgendo adesso e da quello che intraprenderai, perchè parrebbero mancare i presupposti necessari al raggiungimento degli obiettivi terapeutici.

Attualmente sei in psicoterapia presso il centro pubblico che ti aveva in carico per la bulimia?
Visto che parli di psicoterapia sistemica immagino che siano coinvolti anche i tuoi familiari: è così?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Utente,
se il percorso non la convince, ci saranno delle motivazioni ad esso correlate, credo che la cosa migliore da fare, sia discuterne con la sua terapeuta, sia per facilitare l'allenaza terapeutica, che per dipanare gli eventuali dubbi.
Saluti

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Utente
Utente
@ # Dr. Flavia Massaro
sono ancora in cura presso il centro per i disturbi alimentari. Parallelamente ho iniziato un percorso di psicoterapia sistemico-relazionale, presso uno studio privato, che appunto prevede anche sedute familiari, esterno dunque al CPDA. Mia madre non apprezza molto queste sedute. In parte perchè si sente giudicata. Condividere il mio disagio mi ha aiutato e mi aiuta. Anche se è da un paio di mesi ca che ho interrotto bruscamente la psicoterapia (non mi riferisco a quella farmacologica). Ho intenzione di intraprendere un nuovo percorso.
Cordiali saluti.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
Gentile ragazzo, in che termini non ti convince la terapia che stai seguendo adesso?
Puoi dirci qualcosa di più?


"mi chiedevo se è il caso di intraprendere una terapia del tipo cognitivo-comportamentale per capire i motivi del mio autolesionismo e di poter modificare questo dannosissimo, dannatissimo comportamento"

La terapia cognitivo-comportamentale può aiutarti a comprendere i motivi nel senso di intercettare quali schemi si attivano nel momento in cui accade qualcosa e il comportamento finale messo in atto e disfunzionale è autolesivo. Ad esempio provo rabbia oppure noia, ecc... e anzichè avere delle strategie funzionali per gestire quello che sta accadendo il comportamento è autolesivo (che sia la bulimia in passato o le lesioni sul viso ora).

Fondamentalmente, una volta riconosciuti questi meccanismi vengono sostituiti con strategie più funzionali. Cioè che cosa posso fare anzichè provocare le lesioni quando sto male? Questa scena, che qui sto schematizzando, va vista con calma in terapia, come se la guardassi alla moviola per comprendere il pezzo automatico e disfunzionale e di cui non sei consapevole.

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Immagino che tua madre non fosse particolarmente felice di sentirsi messa in discussione, ma nella cura dei disturbi del comportamento alimentare è spesso contemplato questo tipo di approccio perchè il problema non inizia e finisce "dentro" chi si trova ad essere il portatore dei sintomi, ma riguarda tutta la famiglia.

Ad ogni modo visto che è già stata presa la decisione di interrompere quel percorso è sicuramente opportuno che tu inizi una psicoterapia per lavorare sulla parte di disagio che non è ancora stata risolta.
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Utente
Utente
@ #Dr. Angela Pileci
Non mi sento a mio agio. Vorrei la psicoterapeuta mi desse delle "dritte". Mi aiutasse a modificare questi comportamenti sbagliati. Io gliene ho accennato con imbarazzo e probabilmente non vi ha dato molta importanza. Vorrei che alla domanda "cosa fare per eliminare questa cattiva abitudine" mi rispondesse "Proviamo insieme a..." Ciò di cui parlavamo principalmente era la mia solitudine, la paura/incapacità di legarmi agli altri. Situazioni venutesi a creare da una storia familiare difficile dopo il divorzio dei miei genitori.
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Dr. Giordano Bertolazzi Psicologo 5
Salve, oltre alle indicazioni importanti dei miei colleghi mi verrebbe da dire che sembra che Lei voglia trovare un momento ed uno spazio dove essere accolto veramente per quello che è e non solo per quello che sono i suoi sintomi, i suoi disturbi o la sua rete familiare. Credo che la scelta di interrompere la precedente psicoterapia sia un chiaro segnale di questo suo bisogno. Quindi il mio invito e di procedere in questo senso provando a trovare un professionista che le dia quello che stà cercando, magari condividendolo anche con la sua attuale psicoterapeuta, cioè motivando la sua necessità di essere accolto in altro modo.
Cordiali saluti

Dr. Giordano Bertolazzi
Psicologo

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Utente
@ # Dr. Bertolazzi

Lei voglia trovare un momento ed uno spazio dove essere accolto veramente per quello che è e non solo per quello che sono i suoi sintomi, i suoi disturbi o la sua rete familiare.

In sostanza è cosi.

Se possibile vorrei commentasse il problema relativo all'acne e all'impulsività/compulsività del mio comportamento.

Grazie
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,7k 292 182
Ogni terapeuta può curare in teoria ogni disturbo a carattere psicologico, ma pazienti diversi possono aver bisogno o trovarsi più a proprio agio con terapeuti/terapie diverse.

Se lei sente di aver bisogno di ricevere indicazioni precise su cosa fare, potrebbe rivolgersi a un terapeuta che utilizzi una forma di terapia attiva e focalizzata, come la breve strategica o la comportamentale, che sono più direttive. Ciò non dovrebbe pregiudicare il lavoro terapeutico attuale, e potrà contribuire magari allo sblocco anche di questo comportamento fastidioso.

Potrebbe trattarsi effettivamente di autolesionismo, se utilizzasse il dolore come anestetico per mettere a tacere un dolore emotivo di altro tipo. Legga qui:

http://www.giuseppesantonocito.it/news.htm?m=274

Cordiali saluti
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Dr. Giordano Bertolazzi Psicologo 5
Gent.le utente rispondere alla sua richiesta significherebbe avere la ricetta per "guarirla" dal suo disturbo, cosa che nessun professionista potrà mai darle e soprattutto soltanto dopo aver letto qualche indicazione in una mail, senza prima fatto almeno una serie di colloqui con lei. In generale i comportamenti autolesivi possono essere dei modi per affermare la propria identità, per sentirsi più vivi rispetto ad un periodo della propria vita in cui non si riesce a farlo in altro modo e dove si sente il pericolo di perdere qualche pezzo di questa identità.
Quanto le dico è solo un' ipotesi e le ribadisco la necessità di trovare una persona che le possa permettere di fare un percorso più adeguato alle sue esigenze, e magari di approfondire questi temi laddove le risultino famigliari.
Un cordiale saluto.
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Utente
Utente
Ringrazio tutti Voi, gent.mi dottori, per la Vs professionalità e per le vostre risposte, che mi hanno permesso un primo approccio al problema e chiarito le idee sul da farsi.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
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