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La mia ansia mi ha fatto buttare via una storia importante...

Vengo da un passato ansioso che in passato mi ha portato a ritirarmi in casa e a non vedere nessuno per mesi.

Al momento una psicoterapia da diversi anni e per qualche hanno ho affiancato anche una terapia farmacologica (seguito da uno psichiatra) che però ho sospeso a fine estate perchè dopo 2 anni non avevo ottenuto pressochè nessun beneficio.
Da qualche anno però credevo che il "peggio" era passato tant'è che trovo pure una ragazza che mi ama e capisce i miei problemi.
Ero veramente al settimo cielo e dicevo a me stesso "sono guarito!"
Purtroppo però in concomitanza con i primi conflitti all'interno della storia (litigi, incomprensioni, gelosie da parte sua) sono iniziati anche i primi accenni di ansia e attacco di panico.

La storia stava diventando più seria, ed io mi sono impaurito, ho temuto di peggiorare, di tornare a ritirarmi da tutto ed essere schiavo ed andare in crisi di fronte ad un rapporto più impegnativo.
Nel frattempo i problemi interni come i litigi diventavano sempre più frequenti e fastidiosi, insomma non era tutto rose e fiori e dopo un paio di settimane di incertezza decido di troncare la storia.

Il motivo "ufficiale" è stato quello, troppi conflitti, incomprensioni e il sentimento che non c'era più.
Ma io ho paura che il problema sia solo mio.
Quello di aver paura di impegnarsi e di non riuscire a combinare mai nulla per paura di andare in crisi essendo schiavo dell'ansia, di non riuscire ad innamorarmi mai completamente perchè sono sempre col freno a mano tirato nelle mie relazioni.

Lei era innamoratissima ed essere lasciata così all'improvviso l'ha fatta piombare in uno stato di disperazione per cui adesso mi sto sentendo una m... da giorni.
Le sue parole pesano come un macigno.
"Sei tu che hai un problema, non riesci ad innamorarti delle persone."
"Ti stai facendo sopraffare dall'ansia e stai scappando."
"Avevo paura di continuare la storia con te a causa di questo tuo problema. potevi andare in crisi di fronte all'ipotesi di una famiglia."

Ed in effetti credo che tutti i torti non li abbia, anche se di fronte a lei negavo e dicevo che la colpa non era di nessuno ma semplicemente le cose non andavano.
Certo i problemi c'erano e a volte sembravano insormontabili, ma anche la mia ansia è stata una grossa fetta perchè ad un certo punto mi ha fatto smettere di combattere per risolverli.

Non sò cosa fare. Al momento la cosa sarebbe recuperabile se io cambiassi idea, ma anche se ho preso coscienza del problema in se, non intendo comunque tornarci insieme per i motivi che ho scritto sopra.
Forse dovrei dirgli queste cose, lei pensa che l'ho lasciata per i conflitti e non che l'amavo abbastanza.
Ripeto, al momento non voglio tornarci insieme, ma forse dicendole la verità (TUTTA) la aiuterebbe a farmi odiare meno, e se un giorno riuscissi a risolvere questo mio problema, magari.. chissà
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.7k 495 46
Gentile Utente,

per quale ragione ha cominciato una psicoterapia? Per i problemi d'ansia o altro?

Che cosa intende con questa espressione: "La storia stava diventando più seria, ed io mi sono impaurito"?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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dopo
Utente
Utente
La ringrazio per l'intervento dottoressa,

Le racconto brevemente della mia scelta di iniziare una psicoterapia.

Più o meno 5 anni fa, ho iniziato questo percorso perchè provavo ansia e a volte attacchi di panico al pensiero di dover uscire il sabato sera con gli amici e per altri aspetti che per un ragazzo della mia età (allora 24-25 enne) non andavano, principalmente perchè non riuscivo ad iniziare a lavorare.
Inizialmente sembravo peggiorato perchè mi ero isolato completamente chiudendomi in casa e bloccando i contatti con i miei amici che quando venivano a cercarmi non rispondevo o gli facevo dire che ero fuori.
Sono stato così parecchi mesi, forse piu di un anno, ma poi piano piano ho riniziato a riprende i contatti con gli amici, ho aperto una piccola attività lavorativa e a fine estate ero persino impegnato in una storia sentimentale, che è finita come ho descritto sopra.

Cosa intendo con l'espressione "La storia stava diventando più seria, ed io mi sono impaurito"?

La nostra era una storia a distanza (mi scuso ma non l'ho scritto prima), ci vedevamo saltuariamente ogni 2-3 settimane e per farlo dovevamo farci circa 5 ore di treno, almeno 100 euro tra biglietti e spese varie, trambusto per il viaggio e dormire fuori che mi creava disagi tempo fa, così come l'uscire, ma che credevo di aver superato.
Ad un certo punto lei mi parla di un possibile trasferimento da parte sua, cambio di lavoro, di casa per avvicinarsi a me.
Per questo motivo, vedendola motivata e molto piu innamorata di me, mi sono impaurito.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.7k 495 46
Sembrerebbe da quanto scrive, ma lo dico con i limiti di un consulto on line e senza conoscerLa, che le distanze personali nelle relazioni siano un po' critiche. E non mi sto riferendo alle distanze fisiche/oggettive in termini di Km, quanto al timore che qualcuno possa avvicinarsi a Lei e che la relazione possa essere più intima.

Dico bene?

Se così, che cosa potrebbe accadere?

Quanto alla psicoterapia che orientamento aveva scelto?
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17.4k 317 683
Gentile Utente,
comprendere quanto il suo disagio pregresso abbia velocizzato la fine del suo rapporto e quanto l'innamoramento abbia slatentizzato il suo disagio, non è affatto semplice.
Per poter iniziare e mantenere nel tempo un legame d'amore, diventa indispensabile prima averne uno saldo con se stessi, avere sviluppato la capacità di amarsi, capacità propedeutica alla capacità di amare e lasciarsi amare.
Forse riprendere con la psicoterapia, o iniziarne un'altra, magari con un altro clinico, potrebbe aiutarla a ricomunicaiare, ma questa volta da se stesso!
Cari saluti

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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dopo
Utente
Utente
Direi che dice benissimo...

Difatti nel primo periodo e cioè quando eravamo sempre nella fase "di prova" ci volevamo bene, dormivamo insieme, uscivamo insieme e avevamo anche rapporti sessuali più che soddisfacenti.
Le cose andavano alla grande.
Con il passare del tempo però, quando notai che lei si stava affezionando molto a me iniziai a ricomparire le mie ansie e pensavo spesso se veramente valesse la pena o se fossi in grado di mantenere "l'impegno" che unite ai litigi e alle incomprensioni hanno fatto il resto.

Non so cosa potrebbe accadere ma mi viene da pensare che ho io qualcosa che non va, di fronte all'impegno "obbligo" di una cosa nel tempo reagisco male, cercando di scappare.
Questo mi ha creato (e credo mi crei tutt'ora) problemi nell'ambito lavorativo, per questo ho deciso, facendomi aiutare, di aprire un'attività dove sono io il titolare e non invece un lavoro dipendente.

Per quanto riguarda la psicoterapia, se devo essere onesto io abito in un paesino e non ci sono molti professionisti in zona, dato che io non me ne intendo, sono andato sotto consiglio del mio medico di famiglia, dove tutto sommato mi trovo bene.
Come già detto, non me ne intendo, ma nel biglietto da visita c'è scritto "psicologa clinica, specialista in psicodiagnostica", lei crede che può andare bene per me ?
Il mio psichiatra, quando ero in cura, mi disse che la più adatta per me sarebbe la psicoterapia "cognitivo-comportamentale"

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.7k 495 46
La paura dell'intimità è piuttosto comune, perchè le distanze diminuiscono e diventiamo estremamente vulnerabili. Capita a tutti gli esseri umani e impariamo a gestire le relazioni.

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1087-le-abilita-sociali.html


Il problema non si risolve nel momento in cui lo sa e basta (questo potrebbe essere il primo passo), ma quando comincia a lavorare sulle difficoltà che incontra avvicinandosi e lasciandosi avvicinare dagli altri, cioè quando comincia a lavorare sui timori, le ansie e a vedere in uno scenario futuro che cosa potrebbe accadere se permette agli altri di avvicinarsi.

A tal proposito la psicoterapia cognitivo-comportamentale è davvero indicata ed efficace, lo psichiatra Le ha dato un' ottima indicazione. Legga qui:

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/1384-e-davvero-psicoterapia-cognitivo-comportamentale.html

Cordiali saluti,
[#7]
dopo
Utente
Utente
Davvero non so come ringraziarla...

Però vorrei chiederle se può farmi un ultimo favore e darmi un consiglio più specifico nella mia situazione attuale.

Al momento sto molto male e sono molto triste per aver perso la mia ragazza, e sto male anche al pensiero di come possa stare al momento dopo essere stata lasciata così.
Mi manca... e sarebbe anche pronta a riaccogliermi, ma al momento quello che voglio è stare da solo.

E il fatto che non si faccia più sentire non aiuta.

Al momento crede di essere stata lasciata perchè è una rompiscatole che mi opprimeva e che non l'amavo, ma non è del tutto cosi.

Crede che comunicandole queste cose, (cioè il fatto dell'ansia, che era anche un mio problema) che il sentimento era sincero, possa in qualche modo favorire un rapporto di amicizia futuro ?
Oppure finirei solo per illuderla e farmi aspettare magari inutilmente ?

Perderla definitivamente sopratutto pensando che prima di metterci insieme siamo stati quasi migliori amici per anni è decisamente troppo.
Lo sò, il piede in 2 staffe non si può tenere e magari devo arrangiarmi :(

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.7k 495 46
"Al momento crede di essere stata lasciata perchè è una rompiscatole che mi opprimeva e che non l'amavo, ma non è del tutto cosi"

Questo è il problemone di chi fatica nelle relazioni, cioè spesso -solo per gestire le proprie difficoltà- potrebbe venire frainteso ed essere etichettato come quello "snob" che maltratta gli altri e crede che gli altri siano un po' rompiscatole... niente di più sbagliato nella valutazione degli altri!

La Sua idea potrebbe essere una bella condivisione da fare con la Sua ex, in segno d'amicizia. Cioè senza essere drammatici, magari provando a dirlo con molta semplicità. Oppure, se Lei riesce più semplice può scriverle...

Io però non La conosco nè conosco la Sua ex, quindi non sono nelle condizioni di poterLe offrire alcuna soluzione. Pensi a cosa La farà stare bene e come potrebbe reagire la Sua ex.

Un cordiale saluto,
[#9]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio dottoressa,

Abbiamo finito di parlare da pochissimo e gli ho spiegato "l'altra faccia" della mia decisione.
Lei ha gradito moltissimo, e io mi sono sentito in un certo senso sollevato e più in pace con me stesso.

L'unica nota dolente è che forse l'ha inteso come "sono ancora innamorato di te, appena risolvo il problema ansia torniamo insieme" e si è detta pronta ad aspettarmi e comprendermi.

Ho avuto cura di ripetere più di una volta i concetti:
-Non voglio illuderti o darti false speranze
-Al momento (e per chissà quanto ancora) non voglio impegnarmi in una relazione
-Voglio che rimaniamo al massimo amici
-Al momento sto talmente male che mi è impossibile organizzare un'incontro
-Consideriamoci Single

speriamo abbia capito, in caso glielo ripeterò ancora
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.7k 495 46
Sì, speriamo che abbia capito.

Ma Lei (che scrive), piuttosto, come stava mentre condivideva questa "inaspettata" parte di Lei?
Vale la pena abituarsi a giocare con le distanze interpersonali nelle relazioni, non trova?

La saluto cordialmente.
[#11]
dopo
Utente
Utente
Beh.. io mi sono sentito in un certo senso più sollevato perchè era da un paio di giorni che pensavo di dirglielo dato che a mio avviso l'avevo lasciata in un brutto modo.
Lei ha capito, un po' perchè sapeva dei miei problemi ansiosi, un po perchè la sua dottoressa le aveva detto che il motivo della fine del rapporto poteva essere 50% problemi materiali, 50% problemi di ansia mia. (va anche lei da una psicologa)

Sono cmq contento di aver ripristinato un dialogo piacevole, perchè come gia detto siamo stati amici per molto tempo e non sentirla proprio più era una grossa perdita.

Speriamo davvero che non si illuda però :)
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.7k 495 46
Molto bene. Se ci sono novità ci faccia sapere.

Ancora cordiali saluti,

Cos'è l'ansia? Tipologie dei disturbi d'ansia, sintomi fisici, cognitivi e comportamentali, prevenzione, diagnosi e cure possibili con psicoterapia o farmaci.

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