Figlio minore dopo separazione

Da un'anno mi sono separato da mia moglie e ho due figlio, uno di 20 e un minore di 16. Mia moglie non voleva la separazione e non l'ha mai accettata.
Ci siamo separati consensualmente e con l'affido condiviso e la prevalenza da lei.
Ovviamente lei mi aveva minacciato che me l'avrebbe fatta pagare.
Con sua madre mio figlio fino a 6 mesi fa aveva un normale rapporto, certo ha sofferto molto anche lui per la separazione ma poi si e' abituato alla nuova situazione.
Nel frattempo lui frequentando casa mia ha conosciuto la mia nuova compagna e ha accettato anche questa situazione, premesso che non conviviamo perche' lei e' separata e vive a casa sua con sua figlia ( noi da subito abbiamo messo in prima fila i nostri figli e dopo il nostro rapporto).
Mio figlio quando andava a casa da sua madre non aveva mai accennato che il papa' aveva un'altra donna, anche perche' lui ha sempre detto che erano problemi nostri e lui non voleva intromettersi. E' sempre stato muto come un pesce, anche perche' non voleva che sua madre si arabbiasse sentendo la notizia, dato che continuava in paese a criticarmi per quello che avevo fatto.
Anche l'altro mio figlio sapeva e dato che entrambi non andavano d'accordo, il grande facendo una vigliaccata ha spifferato a sua madre che il fratello sapeva di questa donna e non ha mai detto niente. Sua madre dopo un brutto litigio con il piccolo, anche a lui promise che l'avrebbe pagata come suo padre, perche' doveva dirlelo. Lui le rispose che non voleva immischiarsi delle nostre cose, da quel giorno mia moglie l'ha praticamente rifiutato. Lo trattava male e il rapporto tra loro si e' subito modificato. Io pensavo che fosse una cosa passeggera ma cosi non e' stato purtroppo. Ho dovuto fare la residenza di mio figlio da me e provvisoriamte mia moglie mi ha versato la cifra stabilita dal giudice, che prima le davo io a lei.
Ovviamente ho sempre cercato di coivolgere sua madre nel tenere suo figlio, abbiamo turni diversi e quindi quando io lavorava lo teneva lei e viceversa.
I rapporti tra loro sono esplosi da quando mia moglie ha trovato un altro compagno, da quel momento lei mi ha detto che se volevo mio figlio sempre potevo tenermelo. Io le ho risposto che mio figlio ha bisogno di entrambi anche perche' lui era molto legato a lei. Lei quando era con lui, lo lasciava solo a mangiare e lei andava dal suo amico nel frattempo andavo a prenderlo io finito il lavoro, ha comininciato sistemicamente ad abbandonarlo.
Due mesi fa c'e' stato un violento litigio tra loro, lei ha cercato di schiaffeggiarlo, lui per difendersi l'ha bloccata e le ha provocato dei lividi. Lei per accentuare la situazione ha presentato denuncia, con certificazione medica del pronto soccorso, per lesioni. Lei non vuole piu' suo figlio. Io con l'avvocato sto cercando di modificare l'atto di separazione ma voglio che sia anche lei coivolta nel tenere suo figlio, anche perche' lui soffrirebbe di un'altro abbandono dopo la separazione.
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Dr. Fernando Bellizzi Psicologo, Psicoterapeuta 1,1k 37 9
Gentile Utente,

quale è la richiesta del consulto? Mi scusi, ma non mi è chiara. Posso immaginarla, ma non sarebbe meglio se provasse ad essere esplicito sul modo in cui possiamo aiutarLa?
Personalmente non riesco a cogliere quale è la richiesta, e se immaginassi quale è la richiesta, sarebbe la mia visione del mondo, che non è detto che sia la Sua.
È comprensibile che una forte difficoltà davanti ad una situazione molto complicata che si compone di affetti, separazioni, abbandoni, ritiri, denuncie e querele ed avvocati, generi confusione ed incertezza.
E per questo che è importante che Lei renda esplicito il motivo per cui ha raccontato e condiviso questa parte emotivamente intensa della sua storia.

Dr. Fernando Bellizzi
Albo Psicologi Lazio matr. 10492
http://www.ericksoniano.it/medicitalia/

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dopo
Utente
Utente
Certamente il mio dramma e' capire se la legge e' dalla mia parte, certo e' inusuale
vedere che una madre non vuole piu' suo figlio ma sentendo il mio avvocato lui mi ha comunicato che se una madre rifiuta il proprio figlio, il giudice puo' togliere la patria potesta'....... il mio problema e' come affrontare la cosa in modo non in tribunale ma psicologica ........ perche' una madre arriva a questo? Perche' rifiuta un figlio per farmela pagare a me? Io dopo 24 anni la conosco e so che usa mio figlio per farmi soffrire, per quello che ho fatto..... psicologicamente si riuscirebbe ad intervenire? Chi sarebbe deputato a questo? Il consultorio familiare? Io mi metterei a disposizione pur di non far perdere a mio figlio sua madre......
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Dr. Fernando Bellizzi Psicologo, Psicoterapeuta 1,1k 37 9
Gentile Utente,

ora è tutto più chiaro. E posso scrivere qualcosa di più articolato, ma per quanto articolato sia ciò che è possibile scrivere, parlarne di persona con un terapeuta esperto in sistemico relazione o in terapia familiare è la cosa migliore, anche perchè solleva questioni sulle quali sono state scritte tante parole. E man mano che aumenteranno i contributi di altri colleghi, si renderà contro della complessità della cosa.

Una premessa fondamentale è che Lei qui sta esponendo il suo punto di vista, e che le mie riflessioni sono ovviamente di parte, nel senso che conoscendo solo il suo punto di vista, non è detto siano condivisibili da Suo figlio minore, dal figlio maggiore e dalla madre. Per avere un quadro completo ed una visione di come ciascuno percepisce i fatti raccontati, c'è bisogno di conoscere il punto di vista di ciascuno.
E questo è possibile in un contesto di terapia famigliare.

Delle volte le madri ideali sono esempi molto lontani, e non è detto che tutte le donne siano in grado di eguagliare o superare il modello di riferimento e soddisfare le aspettative sociali riguardo al ruolo. Poi ci sono le differenze culturali, per cui alcuni si aspettano che una brava madre italiana si prenda cura dei figli fino all'ultimo respiro e che invece una brava madre anglosassone ai sedici anni indichi la porta di casa al pargolo.
Lo stesso dicasi per il matrimonio o per la famiglia: si parte tutti entusiasti, ma pochi arrivano alla meta.
Sa, è come se fosse una rappresentazione teatrale, dove a parità di copione, la differenza la fanno gli attori.
Ed ogni attore ha la sua individualità ed il proprio stile nel recitare la parte, anche su un copione unico.

Perchè è così importante per Lei che un figlio stia con la madre (copione standard) e come Suo figlio e la madre stanno insieme (rappresentazione teatrale con gli attori X e Y)?

Forse le sembrerà banale come domanda, ma è la base di partenza, a mio avviso, della comprensione di parte delle difficoltà e dei tormenti della vicenda.
Però Le ribadisco, che è più una domanda retorica, che serve per invitarLa appunto a trovare uno specilista di terapia familiare, proprio per la complessità della questione, sia a livello personale dei *singoli attori* che come base per la nuova famiglia allargata che i due figli avranno.
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dopo
Utente
Utente
Sono grato della sua risposta.
Capisco che io espongo le cose secondo la mia visione, per specificare il tutto
con precisione ci vorrebbe molto piu' tempo e io in quanto padre sono d'accordissimo
sulla terapia familiare, almeno per non traumatizzare ancor di piu' mio figlio.
Certamente la base di tutto e' stato il fallimento del nostro matrimonio durato 24
anni, io mi assumo tutte le mie responsabilita' anche perche' ho sempre gestito
la famiglia in modo forse troppo accentrato sulla mia persona, io dicevo sempre che avevo tre figli e non due, ma in questo momento per me e' cercare di non creare ancor di piu' problemi a mio figlio di 16 anni e cercare in questo momento di coinvolgere sua madre. Certo mia moglie immagino che, trovando un'altra persona che magari le da quello che io non ho mai dato in questi anni in termini affettivi, puo'
pensare di rifarsi una vita senza figli e quindi impegni importanti. Certo io posso
capire che ci si puo' rifare una vita, pero' in primis ai figli non deve essere fatto mancare l'affetto materno o paterno.... questo mi spiace ma non lo accetto....
Loro, se noi non siamo stati all'altezza, non hanno colpe e non e' giusto penalizzarli.
Il suo legale ha rinunciato a qualsiasi trattativa visto che lei rifiuta completamente suo figlio. L'unica speranza e' l'aiuto che mi possono dare i servizi sociali ed iniziare
un percorso per salvaguardare il figlio minore.
Ovviamente se lei non accettasse nemmeno questo passaggio, saro' costretto a fare
una denuncia per mancanza degli obblighi minimi stabiliti dalla sentenza di un'anno fa. Certo e' una vittoria di Pirro in quanto nessun giudice ti obbliga ad amare tuo figlio ma almeno una condanna morale, in quanto madre snaturata, per me sarebbe una soddisfazione di poco conto, ma altro non potrei fare.
distinti saluti
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Dr. Fernando Bellizzi Psicologo, Psicoterapeuta 1,1k 37 9
Gentile Utente,

i figli durante la separazione diventano altro (simbolicamente) da ciò che erano all'inizio, quando, anche se brutto dirlo, sono *stati fatti*. Se quando due persone fanno un figlio questo è il simbolo dell'unione, quando poi le cose vanno male, ed avere qualcosa di nostro, un legame, può diventare difficile.

Poi sulla maternità biologica e sulla maternità affettiva. Non sempre questi due aspetti della maternità sono presenti nella stessa persona ed uno non prescinde l'altro. Non ci sarebbe il fenomeno dell'abbandono dei figli e dell'adozione, se fossero strettamente legati come si crede. E delle volte due individui perdono il controllo della situazione e nasce una vita.

Fatti di cronoca a risonanza nazionale ci portano esempi di come delle volte il disagio di un genitore sfoga sui figli, delle volte con conseguenze tragiche per i figli.

A 16 anni si è grandi abbastanza per uscire di casa negli Stati Uniti, per cui si va al college. Questo per dirle che *l'attore sedicenne* può dire la sua e va ascoltato e rispettato. E, sempre dalla lettura delle sue parola, sembrerebbe essere quello nella situazione più complicata, dato che deve gestire, non solo il rapporto *legale* con la madre, ma anche il rapporto con il fratello, che, come lei ha scritto <facendo una vigliaccata>, lo ha tradito.

Delle volte la vita porta a delle situazioni paradossali per cui se era quello che <ha sempre detto che erano problemi nostri e lui non voleva intromettersi>, alla fine è diventato il fulcro di tutta la vicenda.

Tutto questo per esortarla ad ascoltare il ragazzo di 16 anni che è diventato il fulcro della vicenda, ed a rispettare il suo pensiero.
L'importante è comunicare ed ascoltarsi, se non a vicenda, almeno lui.
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dopo
Utente
Utente
Egr. dott. Belizzi,

mio figlio parla poco del fatto che sua madre non lo vuole e lo ha praticamente estromesso dall'abitazione dove ha vissuto per 16 anni, dove ha tutte le sue cose,
il suo cane, la sua vita. Lui mi dice solo che la mamma non lo vuole, certo uscire
a 16 anni per andare al college e sapere che hai sempre vicini comunque nel momento del bisogno, un padre e una madre psicologicamente e' molto importante.
A lui andava bene stare un po' con me e un po' con sua madre, dato che con lei era molto legato, sua madre mi ha detto chiaramente che posso tenermelo con una freddezza innaudita. Onestamente possiamo dire tutto e di piu', ma il figlio a quel
tempo l'abbiamo voluto entrambi e probabilmente in mia moglie non era mai stata
presente la " maternita' affettiva "...... questo secondo me e' molto importante per il proseguo della relazione tra lei e suo figlio, il lavoro di un terapista secondo me se in lei non esiste maternita' affettiva sara' molto difficile.
Grazie per le sue risposte... mi fanno molto riflettere sulla situazione mia attuale...
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Dr. Fernando Bellizzi Psicologo, Psicoterapeuta 1,1k 37 9
Gentile Utente,

ma se un figlio perde uno dei genitori, resta l'altro.

Se una madre rifiuta un figlio, più esponiamo il figlio alla madre più essa lo rifiuterà, e più il figlio si sentirà rifiutato.

È possibile *amare per forza una persona*?

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