Disturbo ossessivo-compulsivo autodiagnosticato

Egregio Dottore/ Gentile Dottoressa,
sono una studentessa universitaria e nei periodi di stress acuto soffro del disturbo ossessivo-compulsivo (ammesso e non concesso ch'io lo possa chiamare così..."mania" può essere una valido sinonimo?) della simmetria dei capelli. Questo mi ha portata a tenere sempre lo stesso taglio corto per 2 anni (un banalissimo caschetto scalato), nonostante io desideri ardentemente farli crescere e anche il mio partner non abbia fatto mistero di preferirli lunghi. Mi capita il periodo stressante ed io...zac! aggiusto le punte che a mia detta non sono simmetriche e così quando riesco a fermarmi (perchè a volte mi sento a posto, poi il giorno dopo magari ho una piega un pò diversa ed ecco che mi sembra più lunga quella ciocca là...poi la sera ricontrollo allo specchio e noto quell'altro punto là...) sono tornata indietro di almeno 3 mesi di ricrescita. Si direbbe che così risparmio sulla parrucchiera, ma la cosa non mi fa ridere granchè, soprattutto vista la sensazione di irrimediabilità e pentimento che ne consegue (il che accresce il mio status quo ansioso del momento anzichè placarlo). Come posso fare per dominare l'impulso? Esiste una tecnica di rilassamento, un mantra che distragga, qualcosa da usare nell'immediato...? Ammetto di avere un problema, ma non posso permettermi sedute a pagamento e insomma, voglio "farcela" da sola. Lo psicologo non può esserci sempre, il mio autocontrollo sì.
Vi ringrazio infinitamente per la Vostra pazienza e attenzione, e attendo risposta.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
"Come posso fare per dominare l'impulso? Esiste una tecnica di rilassamento, un mantra che distragga, qualcosa da usare nell'immediato...? "

Gentile ragazza,

il primo step è proprio la diagnosi presso uno psicologo (presso ASL) che il tuo stesso medico di base potrà suggeririti.

Solo in seconda battuta sarà possibile impostare un trattamento terapeutico. Da qui non possiamo sbilanciarci nè sulla diagnosi, nè sulle terapie.

Però mi incuriosisce una cosa che scrivi: che vuoi farcela da sola. Se così fosse avresti già risolto il problema, non credi?

L'ansia che probabilmente genera e mantiene il problema deve essere diagnosticata e trattata dal professionista.

Un cordiale saluto,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Cara Utente,

la sua necessità di riportare ordine e simmetria sulla sua testa è forse lo specchio esteriore del desiderio di riportare ordine fra i suoi pensieri, e cioè "dentro" la sua testa.

Cosa non va nella sua vita?

Le tecniche di rilassamento come il Training Autogeno possono essere utili in casi come il suo, ma prima di pensare ad un possibile intervento è necessario che lei si sottoponga ad una valutazione specialistica che chiarisca la diagnosi - che ovviamente non è possibile porre da soli, nemmeno quando la materia è ben conosciuta.

Se sta pensando di contattare uno psicologo non è necessario che ne cerchi uno privato: ha pensato alla possibilità di rivolgersi ad una struttura pubblica?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#3]
dopo
Utente
Utente
Gentili Dottoresse,
Vi ringrazio per la tempestività delle risposte, anzitutto.

Dr.ssa Pileci, una premessa: mi rifiuto di risolvere la cosa farmaceuticamente; detto ciò, ho provato a dirlo ai miei (riscontrando non poche difficoltà, insomma, riconosco il problema con disinvoltura solo innanzi allo specchio, esternarlo ad altre persone mi dà la sensazione di "irrobustirlo" o "ufficializzarlo"...è la differenza tra il supporre che ci sia un mostro nel buio e il trovarselo davanti, insomma!) e loro non mi hanno proposto sedute psicologiche; l'ho confidato al mio ragazzo e il suo commento è stato pleonastico: <<Non è una cosa molto normale...>> (sostengo di avere un problema, ma è sottovalutato e a fasi alterne finisco per sottovalutarlo anch'io)

e Dr.ssa Massaro, a CHI mi dovrei rivolgere? insomma, devo cercare uno psicologo, uno psichiatra, uno psicoterapeuta o un terapista di gruppo? Oh sì, ho sentito parlare del Training Autogeno, ma troppo vagamente per poter dire di conoscerlo. Come colmare la mia lacuna?

Non ho idea di come muovermi, non c'è una causa precisa in questo caso e scavare e scavare nella mia testa non so se porti in una direzione utile (mi è successo di fare sedute psicologiche per la mia fobia degli aghi che mi faceva vivere eventuali prelievi del sangue come esecuzioni patibolari, e scavando ho ipotizzato una causa arrivandoci da sola e be', l'ultimo prelievo l'ho fatto sulla mano e mi è bastato cambiare loco per trovarmi meglio...non dico che la figura dello psicologo non sia stata utile, ho massimo rispetto per il Vostro lavoro, ma mentirei se dicessi che è stata incisiva)

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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
"Come posso fare per dominare l'impulso? "

Gent.le ragazza,
l'idea che bisogna avere sempre il controllo di sé spesso induce le persone a censurare le proprie emozioni,privandosi della possibilità di accogliere il messaggio di cui sono portatrici, diventando così " sempre più lontani da sé stessi" e questo a sua volta non farà altro che aumentare il tuo disagio.
Il problema non è come resistere all'impulso ma cosa lo fa nascere, lo stress è una risposta dell'organismo quindi attenzione a non scambiare la causa con la sua conseguenza.
Puoi rivolgerti al Consultorio Familiare della tua ASL e chiedere un colloquio con uno Psicologo.


http://www.aslal.it/Sezione.jsp?idSezione=1414

Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
www.psicologaapescara.it

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
Gentile ragazza,

nessuno sta parlando di farmaci, anche perchè una eventuale terapia farmacologica sarà il medico ad impostarla e non lo psicologo che NON può prescrivere i farmaci.

Quello che ti abbiamo suggerito è di comprendere che cosa sia questo comportamento che pare ti faccia soffrire, ovvero arrivare ad una diagnosi da parte dello psicologo. Sarà il Collega che ti vedrà a dirti che cosa fare.

"non c'è una causa precisa in questo caso e scavare e scavare nella mia testa non so se porti in una direzione utile "

Sono perfettamente d'accordo. Non ha molto senso andare a ricercare le cause nè scavare per anni, ti farebbe solo perdere tempo, accentuando il problema senza risolverlo. La cosa più importante è eliminare la condotta che adesso ti fa soffrire.

Aggiornaci, se vuoi.

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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Ci può spiegare meglio in cosa è consistito l'intervento psicologico precedente?
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dopo
Utente
Utente
Gentile Dott.ssa Camplone,
La ringrazio per il link sul Consultorio.
<<Lo stress è una risposta dell'organismo quindi attenzione a non scambiare la causa con la sua conseguenza.>>; mi va benissimo essere stressata, ma NON se le azioni che ne conseguono sono lesive della mia immagine e tranquillità a lungo termine. E poi non ho ben compreso la sua frase: "non scambiare la causa con la sua conseguenza"; ho appurato che nei momenti no, quando le cose sembrano sfuggire al mio controllo (una discussione imprevista, problemi sentimentali, la perenne verità del "tempus fugit" soprattutto prima di un esame importante dove oltre alle "classiche" elucubrazioni tipo "ce la farò?non ce la farò?" si aggiungono i domandoni della serie "ma perchè non ho studiato prima?", i sensi di colpa per qualcosa di brutto che si è detto discutendo, il periodico "blocco dello scrittore" che a volte mi coglie se gli impegni si accavallano...insomma preoccupazioni NORMALI, in cui ogni essere vivente senziente e cosciente può potenzialmente incappare) io necessito di avere padronanza di qualcosa. Sono disordinatissima con gli oggetti (camera mia è un tripudio di libri, poesie che scrivo ormai da anni e vestiti) quindi PERCHè voglio ordine proprio sui capelli? Ma diamine, consciamente so perfettamente che le fasi stesse di crescita del capello NON sono uniformi, che nessun parrucchiere userà un'eventuale ipermetropia funzionale per farmi il taglio millimetricamente simmetrico...non so se affliggermi x i centimetri tagliati a scapito del desiderio (mio e del moroso) dei capelli lunghi o ridere di me stessa alla rilettura di questo messaggio e impiegare meglio il mio tempo, magari mettendomi a studiare per quell'esame lì che avrei in data "x"... Non so. Mi dica Lei.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Carissima, forse non ha letto la mia risposta: riportare ordine e simmetria SULLA testa può essere una maniera di manifestarsi dell'esigenza di riportare ordine DENTRO la testa.
In fondo i capelli, come i pensieri, non sono altro che quello che "esce" dalla testa.

Ovviamente però non conoscendo nè lei nè la sua storia non possiamo dirle perchè in questo momento ha proprio questo tipo di problema.
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
"ho appurato che nei momenti no, quando le cose sembrano sfuggire al mio controllo io necessito di avere padronanza di qualcosa"

Gent.le ragazza,
il punto è proprio questo: è disposta ad accettare la possibilità che le cose possano sfuggire al suo controllo?
[#10]
dopo
Utente
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Gentile Dott.ssa Massaro,
ho tentato di capire le cause logiche e razionali che mi portavano ad avere la fobia degli aghi che tuttora non ho risolto del tutto, tant'è che per timore di un episiotomia, un'epidurale fatta per pavidità ma anche per la mia giovanissima età (ho 21 anni) non contemplo figli nel futuro (se cambiassi idea opterei per il cesareo programmato con anestesia spinale e chiederei di avere gli aghi della flebo sulla mano anzichè nel posto usuale...ma questo è un altro discorso...) e l'unica cosa che mi ha fatto notare la specialista DIRETTAMENTE è stata la mia capacità di autocostringermi a farlo in caso di volontà o necessità (mi disse: <<nota: non sei la paziente che non lo fa e scappa, tu ti porti dietro una persona che ti "costringa" a farlo>> ed era vero, mia madre lavora in clinica e ho fatto lì il prelievo così che se non mi fossi presentata lo sarebbe di sicuro venuta a sapere, cosa inutile perchè le chiesi di accompagnarmi di modo da sollecitarmi a entrare nell'angusta saletta bianca). Ho notato che se lo voglio davvero, lo posso fare (volevo i buchi alle orecchie? li ho fatti. volevo il secondo buco all'orecchio? fatto. cambiando partner, mi è stato chiesto (dall'attuale partner) di fare un esame del sangue per una sessualità più sicura, nonostante i metodi protettivi usati siano meccanici? fatto.) Attualmente so solo che IRRAZIONALMENTE la vedo così: 1)percepisco l'intrusione dell'ago come "invasione della privacy; 2)il prelievo del sangue, mio, lo vedo come un'ingiusta privazione; 3)il buco, un'invasione dell'ago che sta dove non dovrebbe stare, un buco che crea dove non dovrebbe essere. Ciò nonostante, se dovessi fare domani un prelievo di 5 fiale lo farei, a patto di scegliere io il posto (e sarebbe la mano, dato che il prelievo può farsi quasi dappertutto e citando l'infermiera "ho delle vene stupende")
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Utente
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Gentile Dott.ssa Massaro,
E' ESATTAMENTE COSì come ha supposto lei: <<riportare ordine e simmetria SULLA testa può essere una maniera di manifestarsi dell'esigenza di riportare ordine DENTRO la testa.>>

e Gentile Dott.ssa Camplone,
onestamente sono conscia di doverlo accettare quanto lo sono della spiacevole sensazione che me ne deriva, uno status quo ansioso che mi porta a desiderare di mettere ordine nel posto sbagliato, nel modo sbagliato.
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Gentile Dott.ssa Massaro,
rileggendo la mia risposta dove Le racconto la mia esperienza di sedute psicologiche legate alla fobia degli aghi mi rendo conto 1) di un errore ortografico, il mancato apostrofo tra "un" ed "epidurale"; 2) del periodo arzigogolato che ho scritto, e a tale proposito: i timori dell'episiotomia, dell'epidurale etc sono paranoie dovuti al fatto di essere una donna fertile e come tale una potenziale mamma futura. Ci tenevo a specificare che NON ho figli (il punto in cui dico <<epidurale fatta per pavidità>> era scritto in maniera equivoca; io so solo teoricamente che cosa sia un'epidurale, non ho ancora avuto il dispiacere di provarla).
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Questo ulteriore post evidenzia la presenza di una certa componente ossessiva, che peraltro emergeva già anche in precedenza.
Che ne dice di parlarne di persona con un nostro collega?
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Ragazza,
Che rapporto ha con la sua fisicita' e sessualita' ?
Le capita soltanto con i capelli o con altro di se' ?

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Gentile Dott.ssa Camplone,
onestamente sono conscia di doverlo accettare quanto lo sono della spiacevole sensazione che me ne deriva, uno status quo ansioso che mi porta a desiderare di mettere ordine nel posto sbagliato, nel modo sbagliato.
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Gentile Dott.ssa Randone,
ho molta autostima di me e un bellissimo rapporto con lo specchio e la mia sessualità la vivo senza problemi, sono eterosessuale ed ho un partner fisso. Mi capita di cercare la simmetria nel maquillage, ma questo credo sia "normale" insomma, chi uscirebbe di casa con un occhio viola e uno verde o col fard solo su una guancia? ;-)
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Utente
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Gentile Dott.ssa Massaro,
mi ha stupita. Lei trova che ci sia una componente ossessiva più nella paura degli aghi che nell'attuale mania di simmetria del taglio di capelli? Non è il contrario? Ho sempre avuto paura degli aghi e credo che sempre ne avrò, mai mi alzerò la mattina dicendo "uh che bello, oggi vado a fare il prelievo!" né mai vivrò serenamente eventuali intrusioni mediche (che so, rimozione di un nevo, un punto di sutura, l'anestesia dal dentista...) Avrei potuto nascere con un'altra paura? A volte mi dico "ma magari! Magari avessi paura dei piccioni come una ragazza che conoscevo, mi basterebbe evitare di andare in vacanza in Piazza San Marco con le molliche di pane..." ma poi penso che avendo una paura diversa, sarei stata una persona diversa, e questo pensiero me la fa piacere un pò di più (o dispiacere un pò di meno, insomma...) Un risultato un pò rassegnato, forse, ma pur sempre un risultato.
[#18]
dopo
Utente
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Dott.ssa Massaro,
per errore ho inviato il messaggio prima di aver finito.
Come dicevo, la paura degli aghi ce l'ho da quando ho memoria; questo "scarico" di stress sulla capigliatura no. E' questo che mi spinge a pensare che sia più semplice debellare totalmente il secondo disturbo e convivere il meno fastidiosamente possibile col primo. Insomma, che cos'è il mio, un delirio di onnipotenza, che credo di saper fare meglio del parrucchiere? non direi, il fatto che non si noti che il mio taglio è un fai-da-te non mi appaga affatto. Non capisco, non MI capisco e questo mi irrita.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
I disturbi osseessivi, cosi' come l' attitidine al controllo , addirittura di quanto potra' avvenire in futuro( gravidanza, possibile episiotomia, ecc...) , non sono disgiunti, ma fanno tutti parte di un quadro di disagio psichico , che non andrebbe auto- diagnosticato, ma affidato a mani esperte, come quelle di uno psicologo, psicoterapeuta, al fine di recuperare in qualita' di vita, oltre che di lunghezza di capelli.
[#20]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Ravviso una certa componente ossessiva nella necessità che ha sentito di puntualizzare determinate cose scritte nei post precedenti - non ultimo l'errore di ortografia, che era evidentemente un errore.

Per quanto riguarda le sue paure, lei non è "nata così": derivano dalle sue esperienze di vita combinate alle caratteristiche psicologiche che ha sviluppato negli anni.
Non sono nemmeno paure rare, perchè rientrano in una delle categorie più "frequentate" dai soggetti fobici.

Tutto considerato il mio consiglio resta sempre quello: approfondisca di persona la questione di persona con l'aiuto di uno psicologo, perchè non può pensare di sbrogliare da sola questo tipo di matassa.
[#21]
dopo
Utente
Utente
Gentili Dottoresse,
(perdonatemi il commento un pò sciocco, un pò ovvio), ma lo sapete che siete state ILLUMINANTI? Non avevo mai pensato di ricollegare il tutto all'attitudine al controllo.
Dott.ssa Randone, il suo "addirittura" nella frase: <<attitudine al controllo , addirittura di quanto potra' avvenire in futuro( gravidanza, possibile episiotomia, ecc...) , non sono disgiunti, ma fanno tutti parte di un quadro di disagio psichico>> non poteva essere più azzeccato: io non penso al presente, io programmo "l'addirittura" (...per poi scontentarmene pensando a una bellissima massima che dice che "la strada già scritta è quella dei mediocri")
e Dott.ssa Massaro, mi ha confortata leggere <<Per quanto riguarda le sue paure, lei non è "nata così": derivano dalle sue esperienze di vita>>, ciò toglie il senso di irrimediabilità alla paura degli aghi e mi suggerisce una domanda: dovrei andare "all'indietro" alla ricerca dell'esperienza scatenante o in entrambi i casi (li chiamerò genericamente "caso aghi" e "caso capelli") è meglio agire diversamente cioè "in avanti" verso una svolta (come precedentemente suggeriva la Dott.ssa Pileci, se non ho letto erroneamente)? e se sì, come dovrei agire "in avanti" (premettendo che qui dovrei rivolgermi a uno psicologo, a tu per tu.)? Quando penso al "guardare avanti" io penso al futuro, non mi viene in mente un'altra interpretazione.
[#22]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Lei non "deve" fare niente da sola, perchè non potrebbe risolvere da sola il problema.
Anche la ricerca della cause del suo problema (che probabilmente in realtà è uno solo, con più manifestazioni) deve essere condotta nel contesto appropriato, e cioè in sede di colloquio psicologico nell'ambito di un percorso psicoterapeutico che le consenta di lavorare sulla sua necessità di ordine e controllo per attenuarla.
[#23]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dott.ssa Massaro,
qual è la differenza tra uno psicologo e uno psicoterapeuta?
So a grandi linee che dopo la laurea magistrale in psicologia lo psicoterapeuta ha ottenuto un riconoscimento in più sostenendo ulteriori esami. A me chi "servirebbe" dei due?
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Visto il quadro che descrive le consiglio di rivolgersi ad un collega che sia anche psicoterapeuta: lo psicologo psicoterapeuta infatti è uno psicologo che dopo l'iscrizione all'Albo ha frequentato un corso di specializzazione in psicoterapia per occuparsi di persone che presentano sintomi rilevanti o vere e proprie psicopatologie.

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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
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dopo
Utente
Utente
Gentile Dott.ssa Camplone,
lo leggerò sicuramente! Se avessi domande, potrò scriverLe qui?
[#27]
dopo
Utente
Utente
Una riflessione (chiamiamolo monologo interiore, o flusso di pensiero...) in merito a quanto maturato questo pomeriggio: l'idea di un'attitudine al controllo (o chiamiamola pure mania, che è poco più) va rafforzandosi dopo aver pensato a due episodi: la mia arrabbiatura al ritardo del bus, manco ci fossi io al volante, e l'essermi sentita "accusare" di qualcosa che non potevo controllare: la mancata erogazione di una ricarica telefonica al tabacchino automatico serale. Una stupidata. Mi è stato chiesto <<ma non è che forse eri tu a non essere tanto capace?>> e mi sono proprio offesa: dovevo avere il controllo pure di quella stupida macchinetta? <<E' ancora una volta colpa mia?>> questa è stata la domanda che mi ha attraversato il cervello. Forse la tendenza al controllo porta all'autocritica, al colpevolizzarsi. Tuttavia oggi ho parlato anche di fobia degli aghi, e non vedo il nesso tra essa e il "controllo" (anzi, di più, neanche so se "controllo" è il termine giusto, perchè dal punto di vista caratteriale sono una persona che il controllo lo perde facilmente e pure assai volentieri, che sia per manifestare emozioni positive o negative. Non sono affatto una "persona-cofanetto" che si tiene tutto dentro, le mie emozioni non hanno briglie e questo è infinitamente puro e liberatorio, io trovo. Non è questo un controsenso? Emotività, spontaneità assoluta eppure desiderio di avere in pugno le situazioni. Sono tutti e tre elementi che io vedo come indici di una vita da protagonista e non semplice comparsa, forse il nesso è questo.)
[#28]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
La fobia degli aghi in una persona che presenta problematiche legate al controllo può dipendere dal fatto che subire un prelievo (o un'iniezione) rappresenta un evento in cui si subisce passivamente, senza poterne avere il controllo, una sorta di "aggressione" ai propri confini fisici.

Il prelievo suscita fantasie differenti dall'iniezione: nel primo caso viene tirato fuori qualcosa che prima era dentro la persona, ma che questa sapeva solo di avere senza poter controllare (lo stesso tipo di angoscia può riguardare la visita ginecologica, proctologica o gli esami endoscopici, quando un'altra persona - il medico - può letteralmente mettere le mani in punti del corpo in cui la persona non esercita un controllo, che non può vedere pur sapendo di avere); nel caso dell'iniezione viene inserito nel corpo un elemento estraneo, il prodotto iniettato, e possono sorgere le medesime paure - anche se di solito per chi è a disagio in queste situazioni la cosa peggiore è vedere il proprio sangue (cioè il proprio "contenuto").
[#29]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dott.ssa Massaro,
l'idea di un'iniezione mi disturba più che l'idea di una visita ginecologica, perchè (mi perdoni la motivazione stupida ma non so come altro render l'idea) "lì il buco c'è già e l'ingresso di qualcosa è previsto in natura". L'ago è invece un'intrusione, e il prelievo del sangue è anche peggio perchè non solo si inserisce un corpo estraneo in me, ma fa pure male e mi si priva di qualcosa. Questo mi scoccia. Quando cucio e mi pungo con l'ago (o se affettando la frutta o maneggiando la carta mi taglio) mi fa un pò schifo ma ci metto un cerotto e la pianto lì. E' solo l'idea di un prelievo, di una flebo (casi in cui l'ago deve rimanere sotto la pelle per un pò) o l'idea di un "taglia-e-cuci" epiteliale a disturbarmi.
[#30]
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le ragazza,
se ha delle domande può scriverle qui, oppure in alternative utilizzarle come spunti da approfondire all'interno del colloquio con lo Psicologo.
La consulenza on line anche se approfondita, come in questo caso, non sostituisce il colloquio diretto con lo specialista.
[#31]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dott.ssa Camplone,
ringrazio Lei e le Sue colleghe per le risposte esaustive, gratuite, stimolanti. Spero di trovare qualcuno di valido nella mia città attraverso la mutua (dipendo economicamente dai miei genitori perchè continuo gli studi e non intendo gravare troppo.)
[#32]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Può iniziare a prendere contatto con una struttura pubblica e sentire cosa possono offrirle:

http://www.aslal.it/Sezione.jsp?titolo=Dipartimento+di+Salute+Mentale&idSezione=300

http://www.aslal.it/Sezione.jsp?idSezione=1263
[#33]
dopo
Utente
Utente
Gnetile Dott.ssa Massaro,
La ringrazio per i 2 link qui sopra.
Ma il mio problema non è un pò "una sciocchezza" in confronto ai problemi che può avere, ad esempio, una ragazza madre straniera che si rivolge a un consultorio familiare? E presentarmi invece a un centro di igiene mentale non equivale ad auto-classificarmi come pazza? Mi ritengo un pò insolita, ma proprio pazza...spero di no! Qual è la differenza tra un consultorio e un centro di salute?
[#34]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Il CSM si occupa di tutti i disturbi psicologici e psichiatrici, dai quadri clinici ansiosi come il suo fino ovviamente a patologie psichiatriche di tutt'altro tipo.
Il consultorio invece si occupa di altre situazioni ma offre anche la possibilità di accedere a colloqui psicologici attinenti a situazioni di generico disagio o a problematiche ben delineate come quelle che ha trovato al link che ho postato.

In ambito pubblico le possibilità sono queste, e per accedervi non importa quanto sia grave o meno il suo problema.
[#35]
Dr.ssa Serena Rizzo Psicologo 202 9
Gentile utente,
capisco la voglia di tentare di risolvere la situazione da sola e la ritrosia ad iniziare un percorso psicoterapico,non è semplice mettersi in discussione ed affrontare le nostre paure, ma sicuramente l'aiuto di un professionista potrebbe aiutarla concretamente, andando a comprendere l'origine della sua tendenza al controllo ( l'intolleranza rispetto gli imprevisti "la mia arrabbiatura al ritardo del bus", ne è una conferma) in modo tale da aumentare la sua qualità di vita.
Intanto provi almeno ad iniziare a contattare un collega per un incontro preliminare.
La saluto con cordialità,
Dott.ssa Serena Rizzo,
www.psicologiabenevento.it
www.psicoterapiacognitivacampania.it

Dr.ssa serena rizzo

[#36]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dott.ssa Rizzo,
subentra qui un altro problema: credo che i miei non approverebbero: 1)il motivo per cui intendo rivolgermi a uno specialista; 2)il centro che sceglierei. Se io dicessi "sono stressata e mi serve aiuto" certo non mi negherebbero una serie di incontri con lo psicologo, ma assai probabilmente mi proporrebbero di andare dalla psicologa della clinica dove lavora uno di loro (la quale ovviamente visita a pagamento, niente mutua). Credo non varrebbe granchè la mia argomentazione "ma se vado lì spendete meno!" perchè (ne sono io stessa una prova x quanto ho scritto prima) simili strutture nella mentalità collettiva sono "riservate ai matti".
[#37]
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le ragazza,
se è maggiorenne non ha bisogno dell'autorizzazione dei suoi genitori, credo che la cosa migliore sia provare a prendere contatti, il Consultorio non si occupa solo di problemi legati alla maternità ma ha anche lo Spazio Giovani dedicato ad altre forme di disagio più o meno grave.

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