Utente 217XXX
Gentile dottore, sono una mamma disperata. Il mio bimbo di 6 anni e mezzo, ha iniziato quest'anno la prima elementare, con non pochi problemi. Effettivamente dovevo aspettarmeli visto che tutti e tre gli anni di scuola materna la mattina puntualmente era una tragedia lasciarlo, pensavo però che crescendo tutto si sarebbe risolto. Non è stato così. Da premettere che il bambino si sta sottoponendo a sedute di logoterapia (anche qui tante lacrime) per una leggera balbuzie dovuta al suo stato d'ansia, una questione emotiva dice il neuro-psichiatra.
Hanno cercato di rassicurarmi dicendo che comunque tutta l'ansia e la vivacità che lui dimostra sono solo segni che nascondono la sua fragilità e la sua insicurezza, ma mi creda dottore, ogni mattina mi alzo col mal di testa pensando a quello che Ci aspetta all'entrata di scuola. Conosce già le maestre, visto che sono state quelle del fratello + grande che ha iniziato la scuola media e non capisco perchè prenda così male tutto ciò che fa. Non vuole staccarsi da me, piange e sbraita, però una volta entrato tutto finisce anzi la maestra dice che è volenteroso e propositivo. Vorrei però rendere le sue mattine + serene, può darmi qualche consiglio, dottore? La ringrazio anticipatamente.

[#1]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Dovrebbe fare attenzione se per caso con il suo comportamento ("vorrei rendere le sue mattine più serene") non stia alimentando lei stessa il problema. Intendo dire che se il bambino percepisce che la madre è in ansia, farà di tutto per sfruttare tale ansia, e ottenere i propri obiettivi (restare attaccato alla mamma se è un po' insicuro). Se la preoccupazione è del bambino, prendersela addosso su di sé può solo peggiorare le cose.

Se questo fosse il caso, inconsapevolmente potrebbe essere lei, animata dalle migliori intenzioni, a far sì che il bambino si "accanisca" ancor più con le sue proteste.

Ma per consigliarvi su cosa fare e come farlo dovreste chiedere eventualmente una consulenza di persona. Voi genitori, ritengo, più che il bambino.

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#2]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Signora,
suo figlio ha incontrato il neuropsichiatra per il problema di balbuzie o per altro?
Si è trattata di una vostra iniziativa o è stata un'indicazione delle insegnanti della materna?
Da quanto scrive, se ho ben compreso, il "problema" del distacco da Lei non è limitato solo all'ingresso a scuola, ma esteso anche ad altre situazioni della sua vita quotidiana.
Capita anche se ad accompagnarlo è un'altra persona?


Saluti.

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
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[#3]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Hanno cercato di rassicurarmi dicendo che comunque tutta l'ansia e la vivacità che lui dimostra sono solo segni che nascondono la sua fragilità e la sua insicurezza>

Gentile Signora,
questi termini nulla descrivono né approfondiscono negli aspetti specifici .

In effetti da cosa dipenderebbero fragilità e insicurezza , se così fosse, e semmai come aiutare il bambino e anche voi genitori a superare i problemi esposti?

Da quanto riferisce, le difficoltà del bimbo a separarsi da lei e quelle che le avrebbe riferito il neuropsichiatra potrebbero non essere indipendenti tra loro e, da un punto di vista sistemico-relazionale, andrebbero meglio comprese alla luce delle dinamiche familiari, suscettibili di sostenerle e/o amplificarle involontariamente.

A questo proposito un consulto diretto potrebbe esservi di aiuto, anche per fornire a voi genitori strategie adeguate per affrontare la situazione.

Cordialmente

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#4] dopo  
Utente 217XXX

Gentile dottoressa, il bambino ha incontratto il neuro-psichiatra solo per la balbuzie, dagli altri test con psicologi e assistenti sociali tutto è a posto. Inoltre quando viene accompagnato dai nonni o dal papà (poco perchè lavora fuori città), non fa tutti questi capricci.

[#5]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Signora,
come già suggerito dai Colleghi, credo che potrebbe esservi di grande aiuto un consulto psicologico di persona, diretto a voi genitori.
Meglio sarebbe se vi rivolgeste insieme ad uno psicologo, ma se suo marito fosse impossibilitato ad unirsi a Lei per motivi di lavoro, potrebbe comunque andarci da sola.
Si può informare tramite le maestre se nella scuola di suo figlio è prevista la possibilità di incontrare uno psicologo scolastico (se c'è, è un servizio gratuito per i genitori) che le indicherà come muoversi.
In alternativa, sempre gratuitamente. può recarsi al Consultorio Familiare, dove sono previsti interventi di sostegno alla genitorialità. Al seguente link può trovare i recapiti dei Consultori presenti nella sua Regione:
http://www.paginesanitarie.com/consultori_puglia.htm

Cordiali saluti.
Se le può far piacere, ci aggiorni sulla situazione.

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
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[#6] dopo  
Utente 217XXX

Grazie mille, seguirò sicuramente il Vs. consiglio. Se ci fossero novità Vi aggiornerò sulla situazione. Cordiali saluti.

[#7]  
Dr.ssa Roberta Cacioppo

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Gentile mamma,
prenderei in considerazione l'opportunità che voi genitori vi rivolgiate a uno psicologo dell'età evolutiva per fare qualche colloquio preliminare e valutare come aiutare vostro figlio.

Il neuropsichiatra infantile ha già rilevato una certa fragilità del bambino, che si manifesta nel sintomo della balbuzie. Il solo trattamento del sintomo, tuttavia, evidentemente non aiuta vostro figlio ad affrontare le vicende emotive collegate alla separazione da lei, dalla mamma.

Potrebbe quindi essere utile consultare un professionista che vi aiuti ad affrontare la situazione in maniera più approfondita.

Cordialità,
Roberta Cacioppo - Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa clinica -
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