Utente
Buongiorno,
ho 28 anni e da 20 soffro di emetofobia.Fino ai 18 anni ho sofferto di emetofobia correlata ad ansia, poi, a seguito di un altro evento traumatico, si son aggiunti attacchi di panico, agorafobia e fobia sociale che per mesi mi hanno invalidato quasi totalmente. Ho affrontato una terapia di circa 6 mesi presso una psicologa,senza assunzione di farmaci, che però ha avuto benefici minimi. Successivamente, a distanza di un paio d'anni, ho iniziato una terapia presso uno psichiatra/psicanalista, con assunzione di paroxetina (massimo 20mg al dì) e tavor al bisogno (3 pastiglie assunte in 2 anni) da cui ho tratto parecchi benefici, ho fatto molti passi avanti e la qualità della mia vita è migliorata notevolmente. Arrivati a un certo punto però non ho più avuto miglioramenti e ho lasciato la terapia. Oggi, a distanza di 2 anni, ho avuto un altro colloquio, con la prospettiva di ricominciare il percorso,ma sento che non c'è più empatia, non ho visto interesse e mi sento come se non ci fossi andata. Mi ha prescritto Amisulpride EG (25mg a colazione + 25mg a pranzo) poichè la paroxetina mi dava una forte sonnolenza e senso di torpore (che però ho realizzato solo cessata la terapia, mi sono sentita rinata a livello fisico). Premetto che conosco l'origine della fobia (trauma infantile) e sono in grado di affrontare e tenere sotto controllo gli attacchi di panico e gli stati d'ansia. Diciamo che conosco a fondo la fobia e tutti gli aspetti che ne derivano, ho imparato a conviverci, ma ora vorrei uscirne definitivamente per non dover rinunciare più alla quotidianità. Chiedo a voi, cortesemente, se sapreste indicarmi la terapia più adatta, in quanto non vorrei iniziare un percorso inefficace. Ho sentito parlare molto di terapia cognitivo-comportamentale come soluzione a molte fobie, potrebbe fare al caso mio?? Vi ringrazio anticipatamente, spero possiate chiarirmi le idee in quanto al momento, a causa di questa fobia, sto rinunciando a una convivenza e a un progetto lavorativo molto importante per me. Non voglio perdere altro tempo, ho già dovuto rinunciare a 20 anni della mia vita...

[#1]  
Dr.ssa Paola Scalco

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
ASTI (AT)
CASTELL'ALFERO (AT)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
Gentile Ragazza,
la terapia cognitivo-comportamentale è certamente indicata per i disturbi di tipo ansioso (tra cui rientra l'emetofobia).
Se non l'ha già letto, le consiglio il seguente utile articolo di approfondimento:
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/700-emetofobia-la-paura-del-vomito.html

Cordiali saluti.

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com

[#2]  
Dr.ssa Valeria Randone

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
16% attualità
20% socialità
CATANIA (CT)
ROMA (RM)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2010
Gentile Ragazza,
come ogni fobia, il trattamento combinato è la migliore strategia:
farmacoterapia e psicoterapia, scelga lei quale orientamento la fa sentire più a suo agio.
Orientamenti a parte, la scelta del clinico è importante e parte fondamentele del percorso di cura .
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#3] dopo  
Utente
Vi ringrazio molto per le celeri risposte, avevo già letto l'approfondimento che mi ha indicato la Dr.ssa Scalco.
Attendo altri consigli, intanto ne approfitto per chiedere se potete consigliarmi uno specialista in Piemonte orientale, Lombardia zona Milano oppure Emilia occidentale. Vi ringrazio molto

[#4]  
Dr.ssa Valeria Randone

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
16% attualità
20% socialità
CATANIA (CT)
ROMA (RM)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2010
Può inizare dal nostro portale, contiene professionisti validi e formati, metta la città e cerchi il clinico.
Il vantaggio è di vederlo, leggere i suoi pensieri, i suoi articoli, ecc..
cari auguri
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#5] dopo  
Utente
Giusto, mi rendo conto che non potete indicare dei nomi, vi ringrazio molto in ogni caso. Spero di ricevere altri consigli. Grazie ancora per quello che fate.

[#6]  
Dr.ssa Angela Pileci

56% attività
20% attualità
20% socialità
SESTO SAN GIOVANNI (MI)
MONZA (MB)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2009
"Premetto che conosco l'origine della fobia (trauma infantile) "

Gentile Utente,

questa consapevolezza è scaturita dal precedente percorso?
Posso chiederLe di quale trauma infantile si tratta?

Concordo pienamente con la dott.ssa Scalco sull'indicazione di una psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale.
Da un punto di vista della terapia cognitivo-comportamentale, le fobie sono apprese e non vi è alcun nesso con traumi infantili.
L'intervento terapeutico è quindi un intervento che vuole desensibilizzare il pz dalla fobia. Infatti non è detto che ci siano cause o nessi con il passato, nè che ci siano significati in una fobia.
Infine, tenga presente che le fobie e i disturbi d'ansia sono i disturbi più semplici e veloci da trattare in psicoterapia.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#7] dopo  
Utente
Dr.ssa Pileci la ringrazio molto.
Ho ricollegato personalmente, dopo molti anni, la fobia al trauma infantile, cosa che mi è stata confermata dallo psicoterapeuta da cui sono stata in cura.
L'avvenimento, per ciò che ricordo: all'oratorio un bimbo aveva vomitato, la maestra l'aveva sgridato in malomodo per aver sporcato, mio fratello più piccolo aveva iniziato a piangere e correre disperato per lo "spavento". Io non riuscendo a calmarlo telefonai ai miei genitori che minimizzarono la cosa e dissero di star tranquilla che sarebbero venuti a prenderci a fine giornata . L'analisi del terapeuta: sono stata caricata di una responsabilità troppo grossa per me (avevo 7-8 anni circa) e sono stata"abbandonata" da chi poteva aiutarmi.
In ogni caso al momento l'unico mio obiettivo è guarire, non importa come, ma uscire da questo tunnel senza fine. Spesso mi chiedo se sia davvero possibile guarire con una fobia cosi radicata..

[#8]  
Dr.ssa Angela Pileci

56% attività
20% attualità
20% socialità
SESTO SAN GIOVANNI (MI)
MONZA (MB)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2009
"L'analisi del terapeuta: sono stata caricata di una responsabilità troppo grossa per me (avevo 7-8 anni circa) e sono stata"abbandonata" da chi poteva aiutarmi."

Ho capito l'episodio, ma che cosa c'entra con una fobia tutto ciò?
E' una Sua congettura o del terapeuta?

Dice di ricordare poco dell'evento, o comunque di avere ricordi un po' sfuocati ("L'avvenimento, per ciò che ricordo...")....
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#9]  
Dr.ssa Roberta Fuga

16% attività
4% attualità
0% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 20
Iscritto dal 2012
Gentile utente,
il punto centrale, a mio avviso, non è tentare di capire perché il problema si è sviluppato, ma come è strutturato e come si autoalimenta. Ossia come la sua paura è mantenuta. Quali sono i suoi pensieri ad essa collegata.
Inerente la sua domanda su quale tipo di approccio: la terapia cognitivo-comportamentale risulta effiace nel trattamento dei disturbi di ansia e delle fobie.

In bocca al lupo

Dr.ssa Roberta Fuga Psicologa - Psicoterapeuta cognitivo - comportamentale e Grafologa Roma
www.psicoterapeutadiroma.it
Via San Roberto Bellarmin

[#10] dopo  
Utente

"Ho capito l'episodio, ma che cosa c'entra con una fobia tutto ciò?
E' una Sua congettura o del terapeuta?

-- Gentilissima Dr.ssa Pileci tutto ciò nasce dal fatto che la causa di questo trauma è stata il vomito del bimbo che è stato male. Se lui non fosse stato male non sarebbe nata quella situazione. E' una riflessione che io e il terapeuta abbiamo sviluppato insieme. Io, raccontando del trauma, e il Dottore analizzando ciò che quell'avvenimento ha portato.

Gentilissima Dr.ssa Fuga, il suo pensiero è anche il mio. Al momento l'unica cosa che mi interessa è uscire da questa fobia e poter condurre una vita normale al 100%, tutto il resto credo sia superfluo. A tal proposito, documentandomi, ho deciso di iniziare una terapia breve strategica.

Posso chiederLe qual'è la Sua opinione a riguardo? Credo che sia la soluzione più diretta ed efficace per la risoluzione del probema.

[#11]  
Dr.ssa Angela Pileci

56% attività
20% attualità
20% socialità
SESTO SAN GIOVANNI (MI)
MONZA (MB)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2009
" tutto ciò nasce dal fatto che la causa di questo trauma è stata il vomito del bimbo che è stato male. Se lui non fosse stato male non sarebbe nata quella situazione. E' una riflessione che io e il terapeuta abbiamo sviluppato insieme. Io, raccontando del trauma, e il Dottore analizzando ciò che quell'avvenimento ha portato. "

Gentile utente,

dal punto di vista della psicoterapia cognitivo-comportamentale, tutto ciò ha poco senso. Sia perchè il trauma è un'altra cosa rispetto quello che Lei descrive ( https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1210-trauma-psicologico-che-cosa-accade-nella-mente-di-chi-ha-subito-un-trauma.html ), sia perchè nessuno può sapere "Se lui non fosse stato male non sarebbe nata quella situazione.".

Le faccio un esempio. Se una persona ha un primo attacco di panico in banca, eviterà in futuro di frequentare le banche perchè per associazione avrà appreso che quel determinato luogo può essere pericoloso.

E' molto probabile che sia nata un'associazione di questo tipo.

Molto importante è questa Sua affermazione:

" Io, raccontando del trauma, e il Dottore analizzando ciò che quell'avvenimento ha portato. "

Nella psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale questo è un errore! Il senso e il significato deve cercarlo e costruirlo, eventualmente, il paziente. Non esistono eventi che sono interpretati in qualche maniera dal terapeuta, ma sarà il pz. a dire che cosa può significare quell'evento per lui. Ruolo del terapeuta non è quello di cercare significati al posto del pz e quindi "analizzare" ma formulare le domande corrette e utili al pz in maniera tale da mostrare, guidare e, nelle terapie attive, permettere di fare esperienza.

Inoltre è evidente che non potremo mai avere la certezza di un'affermazione del genere: "Se lui non fosse stato male non sarebbe nata quella situazione". Chi può dirlo?

Lei nella prima richiesta dice: "Diciamo che conosco a fondo la fobia e tutti gli aspetti che ne derivano, ho imparato a conviverci, ma ora vorrei uscirne definitivamente per non dover rinunciare più alla quotidianità."
Forse ha imparato a evitare bene certe situazioni da Lei ritenute critiche inerenti la fobia e quindi, tutto sommato, ci convive bene.

Infine concordo con la Collega dott.ssa Fuga per quanto riguarda la priorità in questo momento: eliminare il problema!

Le faccio tanti auguri per il Suo futuro.
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#12] dopo  
Utente
La ringrazio molto per la Sua analisi, anche se sinceramente non ho capito dove vuole arrivare. Nel senso che ormai ciò che è stato è stato, devo essere sincera, la terapia con questo Dottore mi ha permesso di fare molti passi avanti (mangiare fuori casa, viaggiare lontano da casa, uscire un pò più tranquilla, bere alcoolici, non vivere con la nausea perenne). Ovviamente il mio "convivere" con la fobia significava proprio ciò che intende lei, vivo un pò meglio di prima, ma non come una persona normale: evito comunque alcune situazioni (ad es. viaggiare con i mezzi e in automobile da passeggera). So gestire l'ansia e il panico, riesco a tenerli sotto controllo e sporadicamente ho attacchi di panico "completi" (due volte l'anno). Per questo non mi sento di spendere altro tempo (e soldi) per analizzare la situazione o le sue origini e sono orientata verso la terapia breve strategica.
Ringrazio molto per gli auguri, spero che questa TPS mi porti alla completa guarigione

Dimenticavo, ciò che dice riguardo il primo attacco di panico non è del tutto vero, in quanto il mio primo attacco di panico è avvenuto in casa, mentre guardavo la tv, eppure casa mia è l'unico posto al mondo che reputo sicuro.

[#13]  
Dr.ssa Angela Pileci

56% attività
20% attualità
20% socialità
SESTO SAN GIOVANNI (MI)
MONZA (MB)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2009
Gentile Utente,

voglio arrivare alle Sue stesse parole: " Per questo non mi sento di spendere altro tempo (e soldi) per analizzare la situazione o le sue origini".

In altre parole, come già detto, non è necessario da un punto di vista psicoterapico analizzare il passato per curare una fobia.

E' invece indispensabile evitare di evitare nel Suo caso.

Io non conosco bene la TBS e spero risponderanno i colleghi TBS alle Sue domande, ma Le auguro di arrivare presto alla completa guarigione e a vivere pienamente la Sua vita.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#14] dopo  
Utente
E' stata chiarissima, mi scusi se non avevo colto subito il senso della risposta.
La ringrazio ancora molto per la Sua disponibilità!