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Una delle tanti liti

Buona sera, vi scrivo sperando di ricevere qualche consiglio. Vi racconto la mia storia in breve. Sono una ragazza di 22 anni, appena nata mia madre ha sofferto di depressione e sono stata affidata ai miei nonni,sono cresciuta con loro e i miei genitori e fratelli li vedevo solo la domenica.Sono sempre stata una ragazza molto timida, insicura e ansiosa, ma quando ho conosciuto il mio ragazzo tutto è passato, lui è un angelo e mi fa sentire al sicuro, ma la paura per il futuro rimane.
Io non lavoro perche per via della mia insicurezza e timidezza non riesco ad affrontare dei colloqui, vivo con mia nonna, l'aiuto, le faccio la spesa, l'accudisco ma vista l'eta ed molti acciacchi e malanni è evidente che non vivrà per sempre, questo mi spaventa perchè lei e l'unico affetto che ho e sono sempre super protettiva con lei ma anche molto in ansia (a volte capita che la sera prima di andare a letto mi affacci in camera sua per sentire respira).Il futuro mi spaventa molto perchè so di non poter contare su nessuno. Mio padre da quando ha divorziato con mia madre si è trasferito lontano con la sua nuova compagna , i mie fratelli sono adolescenti, mentre con mia madre il rapporto è difficile. Io cerco di avvicinarmi a lei ma lei è sempre scostante e nervosa, ho sempre creduto che fosse per via della sua depressione, ma l'altro giorno durante una delle tanti liti con mia nonna (litigano spesso)l'ho sentita dire che per lei io non sono sua figlia e che non prova nulla per me. Io capisco che non avendomi cresciuta non provi affetto per me e non la biasimo, è umano,e capisco anche che la sua depressione la renda nervosa e apatica, ma mi sento molto sola nonostante abbia il mio ragazzo accanto e vorrei avvicinarmi a lei, nonostante il suo carattere complicato. Ho pensato che avvicinandomi a mia sorella potrei entrare un po piu in confidenza anche con mia madre, visto che loro sono molto unite, ma non saprei come fare visto che io sono molto timida e introversa mentre lei è una ragazza socievole e allegra, frequenta discoteche e locali alla moda e studia per diventare estetista, mentre io preferisco leggere,mi curo ma non mi intendo di moda o trucco, e frequento il coro della chiesa, quindi non abbiamo molto in comune e non saprei come creare complicità. Come faccio a superare l'ansia, la paura e la timidezza? E come posso creare un rapporto con mia mamma e mia sorella?Grazie in anticipo per l'eventuale risposta.
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Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1,3k 32 8
Cara ragazza,

leggo con un po' di tristezza la sua richiesta perché vorrei poterle dare una facile soluzione al problema ma, purtroppo, non è una situazione facile.

Mi sembra che lei abbia fatto dei passi per cercare un rapporto con sua mamma; sembra, tuttavia, che sia sua madre a non volere il rapporto che lei vorrebbe e che, addirittura lei cerchi di giustificarla in questo (<<Io capisco che non avendomi cresciuta non provi affetto per me e non la biasimo, è umano>>) come se sentisse di non poter meritare il suo affetto.

Ma non è così; non è "umano" come lei sostiene; l'amore di una madre per i propri figli dovrebbe essere incondizionato e, comunque, non è lei (che scrive) che ha deciso di lasciare la famiglia; anche questa responsabilità e di sua mamma e non sua.

Sua sorella è più grande o più piccola di lei?
Come mai lei è stata affidata alla nonna e sua sorella è rimasta in casa?

Credo che la sua ansia, timidezza e insicurezza possano essere frutto di questo rapporto ambivalente con sua madre e che andrebbero meglio indagate da un collega di persona per consentirle di acquisire la sicurezza necessaria per poter creare il futuro sereno che merita.

Un caro saluto

Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Specialista in psicoterapia dinamica - Milano
www.robertocallina.com

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dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la risposta Dottore.
Mia sorella è più piccola di me di cinque anni. Quando è nata mia sorella mia mamma è stata molto meglio grazie ad una terapia che aveva fatto per questo lei rimasta con mamma e papà.A volte sento di non meritare il suo affetto lo ammetto,ma è una cosa che provo anche nei confronti degli altri, nei rapporti di amicizia, nei rapporti sentimentali ecc per questo motivo tendo ad essere molto chiusa.Comunque seguirò il suo consiglio e ne parlerò con un terapeuta.La ringrazio ancora per la sua gentilezza, buona serata.
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Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1,3k 32 8
Cara ragazza,

sembra davvero molto premurosa nei confronti di tutti, anche miei... come se meritare l'affetto e l'attenzione altrui non debba essere nei suoi diritti.

Io credo che lei abbia tutto il diritto di essere arrabbiata con sua mamma per averla abbandonata e, forse, il fatto che lei cerchi di soffocare questo sentimento la porta a muoversi sempre in punta di piedi, come se ogni concessione che l'altro le fa non sia meritato.

Vorrei dirle, però, che lei merita tutto quanto meritano gli altri e forse anche di più per quanto ha subito nella sua infanzia.

Se quando aveva 5 anni sua madre era in grado di prendersi cura di sua sorella, forse avrebbe potuto prendersi cura anche di lei. Non crede?

Se non l'ha fatto non è certo colpa sua (di lei che scrive). Vorrei che le fosse chiaro che, da quanto scrive, sembra essere sua madre la vittima, non lei.

E invece non è così.

Credo che le farebbe davvero bene parlare con un collega di persona perchè sono convinto che lei abbia molte potenzialità che soffoca per il timore di non essere all'altezza, per l'inconsapevole paura di non meritarsi quanto sarebbe invece giusto avere.

Le auguro davvero che possa presto trovare un nuovo equilibrio, più maturo, più consapevole, abbandonando i timori che la preoccupano.
Se lo merita.

Un caro saluto
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Dr.ssa Serena Rizzo Psicologo 202 9
Carissima ragazza,
immagino dalle sue parole quanto sia stato difficile per lei affrontare la vita, avvertendo il peso di non sentirsi pienamente accettata e riconosciuta.
Ognuno di noi è meritevole di amore, di stima, di affetto. E la pratica terapeutica ci insegna che ciò si può raggiungere anche da adulti, laddove siano mancante o siano state carenti delle "basi sicure" durante l'infanzia.
Ritengo che lei si meriti pienamente questa possibilità, affinchè possa affrontare la vita con una nuova consapevolezza e con sicurezza, aspetti essenziali per riuscire a vivere in maniere autonoma e realizzata.
Come le ha consigliato il collega, non aspetti oltre, inizi il prima possibile un percorso di psicoterapia, non è solo importante ma fondamentale.
La saluto caramente, augurandole il meglio e tutto ciò che si merita!
Dott.ssa Serena Rizzo psicologo/psicoterapeuta Benevento
www.psicoterapiacognitivacampania.it
www.psicologiabenevento.it

Dr.ssa serena rizzo

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