Separazione
Le separazioni non sono mai indolore e spesso i figli divantano la moneta di scambio, oltre che il sintomo offerto di tanto dolore della coppia/ famiglia.
La fine della coniugalità non determina la fine della genitorialità, che andrebbe sempre favorita e mantenuta, per il bene e la salute psichica dei figli.
Per evitare questa maniche a spartizione dei ruoli, lei educatrice ed il padre complice ed accomodante, potreste chiedere una consulenza psicologica ad un collega, in modo da farvi seguire durante questa dolorosa e destabilizzante fase di fine del rapporto.,
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it
ribadisco anch'io l'importanza di farvi aiutare in questo delicato passaggio della vostra vita: per voi stessi certamente, ma soprattutto in funzione della vostra piccola.
Potreste rivolgervi, a mio avviso, ad uno psicologo che sia anche mediatore familiare, oppure uno psicologo psicoterapeuta ad orientamento sistemico.
Saluti.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicoterapia Cognitiva e Sessuologia Clinica
ASTI - Cell. 331 5246947
https://whatsapp.com/channel/0029Va982SIIN9ipi00hwO2i
uffy!!!
La bambina è piccola, ha diffcioltà ad avere una visione d' insieme dell ' accaduto, tenderà ad effettuare la caccia alle streghe, cioè la ricerca spasmodica del possibile colpevole.
Pazienza, empatia, calma, gentilezza, fermezza e soprattutto chiarezza.....sono gli ingredienti giusti per aiutarla a metabilizzare l ' accaduto.
La bambina dovrebbe interiorizzare la " coppia genitoriale" , in ogni caso....
Le allego una lettura
http://www.valeriarandone.it/articoli/106-identita-complesse-per-figli-dei-genitori-separati
come avete spiegato la separazione a vostra figlia?
Come avete gestito tra voi come coppia la separazione?
Quali accordi al di là di quelli stabiliti dalla legge?
Una separazione ben gestita per quanto riguarda il prima, il durante e il dopo giungendo ad accordi condivisi - da mantenere -soprattutto per quanto riguarda la genitorialità, è importantissima per una crescita equilibrata dei figli.
Quello che purtroppo accade, e purtroppo non raramente, è che i coniugi trascinino la loro conflittualità anche oltre la separazione e che la agiscano attraverso i figli, condizione che non salvaguarda il loro benessere ma che li pone in una condizione di potenziale rischio.
Il benessere dei minori dovrebbe essere messo al primo posto quando ci si separa, ma a volte il malessere relazionale che malgrado la separazione coinvolge ancora la coppia, impedisce di dare ai figli un significato non drammatico sulla separazione e di arrivare ad una buona co-genitorialità.
Per questo anch'io vi suggerisco di ricorrere a un aiuto specialistico esterno come ad esempio ad un nostro collega di approccio sistemico-relazionale (e tempestivamente) dato quanto sta accadendo.
La separazione è un processo di disunione per quanto riguarda la coppia coniugale, ma di unione per quanto riguarda l'essere genitori.
Cari saluti
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it
Lui non prende posizione con la bimba e la lascia sempre con mezze verità: resti a dormire qui? si...e poi va via!
comprendo la difficoltà della situazione, ma è davvero necessario che arriviate a gestire questa separazione in modo diverso.
Soprattutto per quanto concerne i rapporti con la bambina in modo da aiutarla a transitare attraverso il processo separativo nel migliore dei modi e a creare le condizioni necessarie ad un suo sviluppo psicoaffettivo equilibrato.
Importantissimo evitare di denigrare o squalificare l'altro genitore, benissimo quello che lei fa, suo marito dovrebbe essere dello stesso avviso (anche se non sappiamo cosa in realtà possa dire alla bimba).
Un aiuto esterno pare proprio necessario, provi a parlarne con suo marito oppure si rivolga lei in prima persona allo specialista suggerito nella precedente replica per un parere diretto e per ottenere indicazioni su come coinvolgere suo marito in un consulto.
Ci faccia sapere se crede.
Cari auguri
Un caro saluto
Questa situazione che Lei descrive è piuttosto diffusa nelle separazioni. L'affido è sì congiunto, ma chi se ne prende carico - in senso positivo di forza di rapporto e negativo di pesantezza della responsabilità - è per gran parte la madre. Analogamente accade quando uno dei due, o ambedue, "si rifanno una vita".
Che fare?
Non so se nella Sua città, i servizi pubblici mettono a disposizione il / la mediatore famigliare. E' una figura terza che facilita la assunzione di decisioni adeguate per i figli e la loro messa in atto. Come nei casi che Lei presenta.
Altrimenti uno/a psicologo esperto è la persona a cui rivolgersi congiuntamente.
In ultima istanza - direi - ci sono i servizi sociali.
Lei dirà: ma noi due da soli non possiamo fare nulla?
Spesso la situazione si è talmente incancrenita nel pre-separazione che modificarla in senso dinamico è difficile. Provarci è possibile.
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
sembra di capire che questa separazione stia complicando i suoi rapporti con sua figlia.
Capisco che il fallimento di precedenti consulenze o terapie psicologiche non sia un dato incoraggiante, ma in considerazione delle difficoltà portate dalla separazione stessa, forse vi converrebbe ritentare con altri professionisti che siano comunque esperti nel trattamento di problemi relazionali e familiari.
Le nomino alcuni indirizzi terapeutici che trattano le famiglie: Sistemico-relazionale, Gestalt, Terapia Strategica Breve.
Cordiali saluti
Valentina Sciubba Psicoterapeuta
Terapia Breve strategico-gestaltica
Colloqui a distanza
www.valentinasciubba.it
3381762781
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