Utente
buonasera, sono mamma di una bimba di tre mesi molto vivace, vispa, attenta sin dai primi giorni agli sguardi e alle voci intorno a lei. Il problema, o meglio la paura che ultimamente mi preme riguarda il suo rapporto con le persone. Mi spiego meglio...io e mio marito viviamo (per motivi di lavoro) in una città lontana 1000km dal nostro paese d'origine dove sono le nostre famiglie, in pratica qui, tranne pochi conoscenti, siamo SOLI, non abbiamo grande vita sociale (quasi nulla) e la bambina è, anche se usciamo spesso per portarla in giro, solo con me e il papà. La molla che ha fatto scattare la mia paura riguarda un episodio di un paio di settimane fa: siamo andati dalle nostre famiglie per una settimana di licenza-vacanza dopo un mese che non li vedevamo e lei appena i nonni si sono avvicinati per giocare e prenderla in braccio è scoppiata in lacrime, è diventata inconsolabile e questo atteggiamento è durato per tutta la settimana con gran parte delle persone...magari sorrideva o si lasciava prendere da chi vedeva sempre tutti i giorni mentre quando un estraneo le si avvicinava per vezzeggiarla con sorrisi e carezze lei piangeva e smetteva solo quando questa persona si allontanava.
Questa situazione mi preoccupa molto perchè temo che col passare del tempo possa solo peggiorare la sua paura e non riuscire a instaurare un rapporto sereno addirittura con i parenti che per lei, ogni volta che torneremo a casa, saranno degli estranei. Io ho cercato di ignorare questo atteggiamento e anzi ad ogni occasione la facevo prendere in braccio da tutti e le sorridevo per darle fiducia ma a 3 mesi è piccolina ancora per avere ricordo delle persone.
So che tante coppie lontane dalle famiglie possono avere questo problema, io dovrò affrontarlo ma sono assalita dai senso di colpa, perchè le nego un'infanzia circondata dall'amore di nonni zii e cugini che la adorano e che lei vedrà ogni volta come estranei. Come posso cambiare le cose (non potendo purtroppo fare un trasloco e tornare a casa)?
Scusate se mi sono dilungata, probabilmente ho approfittato per sfogarmi..
Ringrazio già da ora se qualcuno mi darà il suo parere sulla mia situazione.
Saluto cordialmente.

[#1]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile Signora,
mi sento di rassicurarla, non sia così preoccupata e non si crei un problema per episodi del genere.

Il trambusto, la confusione,persone nuove, le modalità di avvicinarsi e tenere la bimba, l'ambiente diverso, magari i cambi di abitudini, orari, magari un po' di ansia, in lei...tutto può incidere, ma stia attenta a non creare un problema dal nulla.

Tenga presente che poi i bimbi, attraversano un periodo "dell'angoscia dell' estraneo", del tutto fisiologico, solitamente il periodo sensibile va dai sei a quindici mesi...per cui si attrezzi.

Forse le crea difficoltà la distanza dalla famiglia? Sembra che più che altro sia questa la sua preoccupazione, alimentata dalla difficoltà di non avere una rete di conoscenti e amici, oltre che di parenti, sui quali fare affidamento.

Che occasioni ha di conoscere persone nel luogo in cui si trova?
Ad esempio mamme con bimbi piccoli che fanno passeggiate o frequentano parchi e giardini.
Suo marito è preoccupato quanto lei? E riguardo il posto in cui vivete cosa ne pensa?

Dr.ssa Laura Rinella
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[#2]  
Dr. Francesco Mori

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Gentile utente,
concordo con quanto scrive la mia collega, dott.ssa Rinella.
I bambini attraversano una fase in cui persone diverse dai genitori, sono mal tollerate. Inoltre, se decidete di costruirvi una vita in un paese straniero, paradossalmente, più piccolo è il bambino minori i problemi di adattamento. L'assenza di una rete di relazioni, che probabilmente è solo temporanea, può essere facilmente costruita proprio intorno alle diverse tappe evolutive del piccolo. L'ingresso al nido, scuola materna, primaria, ecc. sono occasioni importanti di costruzione di vita sociale per il bambino ma anche per i genitori.
Ho l'impressione che il timore che "attribuisce" al neonato sia in realtà molto "suo".

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Dr. Francesco Mori
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[#3]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Gentile Signora,
Tre mesi sono veramente pochi per valutare un eventuale disagio della piccola....

Nel tempo, si valuterà la crescita e le svariate tappe dello sviluppo neuro/ psico/ motorio della bambina, me da mamma e da clinico, le suggerisco di evitare di medicalizzare le naturali reazioni di adattamento della bambina all' ambiente circostante.

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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[#4] dopo  
Utente
Gentili Dottori, ringrazio per la celerità con cui mi sono giunte le vostre risposte.
Dunque devo ammettere che il problema di essere soli senza una grande rete di amicizie è in realtà abbastanza "mio" nella misura in cui essendo qui da poco tempo e un pò a causa del nostro carattere, siamo rimasti abbastanza chiusi nel nostro nido aspettando di tornare a casa ogni tot di tempo dove c'erano ad aspettarci i nostri parenti, amici e conoscenti.
Sinceramente anche se ci penso con rammarico a questa situazione non ha mai costituito un grande problema...è ora che c'è la bambina che sento di DOVER permettere a lei di fare esperienza di contatto con persone diverse da noi.
Mio marito, nonostante pensa sia normale che la bambina reagisca cosi alle persone sconosciute perchè sta sempre solo con noi due, comunque mi sprona ad uscire e creare nuove occasioni ( ad esempio penso di portarla al corso di acquaticità in piscina), ma se ogni volta che qualcuno le si avvicina piange diventa anche abbastanza difficile insomma...
In genere a quest'età i bambini rispondono ai vezzeggiamenti degli adulti dispensando sorrisi e sono attratti dai volti umani anche se estranei...la fase fisiologica della "paura dell'estraneo" inizia intorno, appunto, ai 6 mesi... ecco la mia difficoltà a interpretare il suo comportamento.
Cosa devo fare? assecondare la sua voglia di stare solo tra le mie braccia e aspettare che passi?

[#5]  
Dr. Francesco Mori

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Gentile utente,
quello che lei afferma relativamente alla "paura dell'estraneo" è vero. I manuali di psicologia sono concordi nell'asserire che questa inizia intorno al sesto mese. Tuttavia non è che questi dati siano standard, rappresentano solo una media....
Allo stesso tempo i bambini sono molto abili ad assorbire i timori dei genitori, provarne le emozioni.
Continui a provare, le paure si superano affrontandole. Consiglio per entrambi.

Restiamo in ascolto
Dr. Francesco Mori
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[#6]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Il famigerato timore verso l'estraneo si organizza decisamente più avanti intorno al settimo/ottavo mese, come giustamente sottolineato dal Collega.

E' probabile che la bambina viva le sue paure...ed ansie.

Cosa fare?

Non esistono strategie attuabili per tutti i bambini, ma amore, buon senso e perché no...divertimento...crescere un figlio senza ansie è possibile, poi i figli ci "guidano" verso i loro desideri
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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