La mia ex si è fidanzata

Salve.
Sono un ragazzo di 25 anni. Sto male,per diversi motivi. Non ho la vita che vorrei, ma penso che questo sia un problema comune. Io non riesco ad essere come vorrei essere, o forse non so neppure come vorrei essere. Mi manca la mia ex, mi manca. Mi ha lasciato ad Ottobre del 2012, circa un anno e mezzo fa. Penso che ora si sia fidanzata,forse, non ne ho la certezza. Passano i giorni, i mesi ed ancora sto quì a pensare a lei, ed ora questa notizia di lei con un altro mi distrugge. Quando mi lasciò cercai inizialmente di mantenere dei rapporti, ma pochi mesi dopo mi resi conto che non era possibile, e interruppi ogni contatto spinto dall'orgoglio e dalla rabbia, nonostante lei stessa insistesse per vederci ancora. E' passato 1 anno e 4 mesi dall'ultima volta che la vidi e da quella volta non l'ho più sentita. Non riesco ad andare avanti, mi sento bloccato. Ho spesso voglia di ricontattarla ma l'orgoglio me lo impedisce. E' come se fossi in stallo ma non so cosa stia aspettando ancora. La sogno spesso; capita ancora, come ai primi tempi, di svegliarmi dopo un bel o brutto sogno con la voglia di piangere. Non so come andare avanti. Cercando su internet pochi mesi dopo l'abbandono, trovai diversi articoli a riguardo che dicevano di chiudere ogni contatto. E' quel che ho fatto, ma forse ho sbagliato a non sbagliare. Ho fatto tutto quel che si dovrebbe fare. Ho portato avanti tutto questo, ma forse è rimasta ancora qualche speranza residua che avrei dovuto spegnere inizialmente. Non so che fare, non so come dimenticarla. Mi sento diverso, sono diverso. Non riesco mai a parlarne con nessuno, mi sento isolato dal resto del mondo, è come se tutto intorno a me andasse a mille all'ora. Io invece sono sempre indietro e spesso faccio retromarcia. Rincorro sempre la normalità, rincorro la felicità che ho vissuto solamente con lei. Non riesco a trovare il mio spazio in questo mondo, un minimo di serenità. Ho sempre lottato contro la vita, contro gli altri e contro me stesso. Io capisco i motivi per cui sono quel che sono,insomma i miei genitori non sono stati molto affettuosi quando ero piccolo, per indole presumo. Mio padre quand'ero piccolo spesso si ubriacava e terrorizzava me,mia sorella e mia madre in macchina, quindi sento ancora una rabbia nei suoi confronti. Non sono mai stato stimolato, nella scuola,nella vita, ho sempre dovuto spronarmi. Sono stati educati in questo modo,li capisco per molti aspetti.Non erano pronti ad avere dei figli, ma chi lo è?! Tutto questo mi fa mancare oggi la sicurezza e la fiducia nel prossimo, io questo lo capisco, ma questo non mi aiuta a superare i problemi attuali. Dalle elementari alle superiori, sono stato vittima di bullismo, quindi vivo sempre con questo senso di inferiorità. Studio,sono al 5°anno di Farmacia, non perché sia uno che ama così tanto studiare, ma la società di oggi è questo che ci offre, o studi o lavi i piatti a vita, quando ti va bene. Sono stanco di tutto. Grazie per l'ascolto.
[#1]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

se dopo un anno e mezzo dalla chiusura di questa storia d'amore non riesce ad attribuire un significato diverso alla relazione e a chiuderla davvero, potrebbe chiedere aiuto ad uno psicologo di persona.

Da qui non so dirle come mai Lei faccia così fatica; forse per Lei il lutto e la perdita sono temi particolarmente delicati e Lei è ipersensibile alla perdita, ma in ogni caso è doveroso farsi aiutare.

Come mai è finita quella relazione?
Attualmente non riesce a frequentare altre ragazze?
E' certo di non aver idealizzato quella ragazza?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2]
dopo
Attivo dal 2010 al 2014
Ex utente
Prima di tutto la ringrazio per la celere risposta.

Mi piacerebbe parlare con una psicologa, ma purtroppo non posso permettermelo economicamente. Ho già usufruito della psicologa dell'asl del mio paese, le sedute purtroppo erano limitate. Sono arrivato a capire molte cose riguardo ai miei comportamenti grazie a lei, però i problemi permangono.

La relazione è terminata per molti motivi, per cause esterne dovute a pressioni da parte dei suoi genitori, e per colpa mia e della mia gelosia, decisamente eccessiva.

No, non riesco a frequentare altre ragazze, per diversi motivi:

-penso ancora a lei e non avrebbe senso iniziare un'altra relazione;
-ho una bassissima autostima e non penso di poter "interessare" ;
-sono timido;
-non esco mai, se non per andare in biblioteca e all'università, quindi non ho molte occasioni di incontrare delle ragazze.

E' un circolo vizioso da cui ho paura di non riuscire ad uscire.

Si, probabilmente l'ho idealizzata, probabilmente non la ricontatto perché quell'idea si frantumerebbe in mille pezzi, non tanto per orgoglio. Ho paura forse di scoprire che lei mi abbia davvero scordato. Ma allora cosa dovrei fare? contattarla? E' difficile..

La perdita di cui parla, che potrebbe avermi condizionato e quindi provocato questa 'sindrome dell'abbandono', a che età può essere tale da condizionare in quel modo? Perché di perdite ne ho avute nella mia vita, ma avevo già una decina d'anni.
[#3]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
"E' un circolo vizioso da cui ho paura di non riuscire ad uscire."

Infatti mi pare che Lei debba fare delle cose per poter cambiare lo stato delle cose, piuttosto che rimuginarci sopra.
E il focus non deve essere su questa ragazza, ma su di Lei e sulle difficoltà che incontra, tra cui soprattutto la Sua bassa autostima.
Chiaramente se pensa di non interessare a nessuno, comprendo che dal Suo punto di vista la perdita di questa persona potrebbe significare l'unica opportunità per Lei...ormai andata.
Razionalmente però sa bene che le cose non stanno in questi termini, quindi potrebbe essere utile partire da qui, iniziando a mettere in pratica comportamenti diversi. Tuttavia queste sono prescrizioni che vengono date all'interno della psicoterapia.
Lei ha ricevuto indicazioni del genere dalla psicologa?

"La perdita di cui parla, che potrebbe avermi condizionato e quindi provocato questa 'sindrome dell'abbandono', a che età può essere tale da condizionare in quel modo? Perché di perdite ne ho avute nella mia vita, ma avevo già una decina d'anni. "
E' probabile che la perdita possa riferirsi alla perdita della stima che ha di sè e dell'amabilità personale e non ad una perdita di qualcuno.
Tutto questo rende le relazioni più complicate e difficili.

Cordiali saluti,
[#4]
dopo
Attivo dal 2010 al 2014
Ex utente
Si, dovrei smettere di pensarci, ma non è semplice.

Durante la psicoterapia abbiamo affrontato soprattutto il problema della mia gelosia, che è stato il motivo per cui sono andato in terapia. Quindi cercavamo di capire i motivi ed i ragionamenti che provocavano lo scaturirsi di quelle manifestazioni di gelosia. Poi lei mi ha lasciato per questo motivo.

Comunque, due giorni dopo aver chiesto questo consulto,per coincidenza lei mi ha ricontattato, dopo un anno e 4 mesi. Ora stiamo parlando del più e del meno, e da un lato sento una sensazione di sollievo. Però, non è un contatto disinteressato da parte mia, sento di essere ancora coinvolto, quindi non so se sia una cosa positiva questo contatto. Sono in uno stato confusionale. La ringrazio per i consigli!

Saluti.

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