Disturbo ossessivo-compulsivo

Salve, sono un ragazzo di 28 anni un po timido e ansioso da sempre con autostima traballante. Da qualche mese sono donvinto che tutti compresi i miei parenti mi dicono che sono gay, anche se non esplicitamente, questo per via di un disguido che si è venuto a creare tra mio cugino e un suo amico omosessuale che gli ha detto che io avevo avuto un rapporto sessuale con lui, frustato dal fatto che dopo averci provo diverse volte io ho sempre rifiutato. questa è diventata una cosa fastidiosa dopo che la notizia si è diffusa (causa mio cugino) a tutto il paese (sappiamo le dinamiche dei piccoli paesini) la gente e anche i miei parenti mi guardano con occhio diverso e fanno test e battutine noiosissime e che io recepisco, si crea una situazione a specchio dalla quale non so come comportarmi e non so come uscirne perchè mi sembra di comportarmi come se lo fossi. Sono consapevole di non aver fatto nulla quindi di cosa preoccuparsi? il mio rapporto con amici è cambiato molto e mi danno molto fastidio le falsità e di consegenza sto cercando di far capire alla gente la verità, cosa impossibile, una volta che hanno un'idea in testa cercano in tutto giustificazioni alla loro idea. Premetto di non avere attualmente una ragazza (ultima ragazza due anni fa, storia durata un anno, ultimo rapporto un anno fa) e che pochi mesi fa ho avuto una delusione perchè non ho saputo cogliere l'unica occasione che mi ha aveva dato una ragazza che mi piaceva molto, per mancanza di autostima/ansia. Questa cosa mi ha buttato molto giù (mi dicevo non sono capace di portare a letto una ragazza). Attualmente sono confuso, tutti mi fanno capire, non esplicitamente, che sono gay. Sto vivendo male e ho chiesto un consulto da una psicologa che mi da detto di avere dei dubbi sulla sessualità (cosa che non pensavo prima). In realtà i dubbi mi stanno venendo realmente e piu passano i giorni e più cerco di capirmi, non ho provato mai emozioni, eccitazioni per gli uomini, mai provato a masturbarmi su gay o stimolarmi sull'ano, ho amici e mai un pensiero sessuale. Ora sono confuso e ossessionato sono sempre sovrappensiero e ho il sentore che la gente mi dica sempre bugie, anche mia sorella, addirittura sento formicolii all'ano, forse lo sono e non me ne sono mai accorto?a tratti penso "forse sono gay, ma io mi innamoro delle ragazze, però non riesco a portarle a letto perchè sono gay!?Allora ho deciso di mettermi alla prova con una prostituta, fallimento totale e depressione. Attualmente non so cosa pensare, sono gay perchè mi da fastidio che gli altri me lo dicono? lo sono davvero? non riesco ad andare in fondo con le ragazze per la forte ansia o perchè non mi piacciono le ragazze? Ho ansia, tachicardia e cerco di uscire il meno possibile per paura di incrociare e vedere persone del mio stesso sesso e farmi pensieri. So che capire la propria sessualità è una cosa personale e non posso avere risposta dall'esterno se non da me stesso ma sapere se si tratta almeno di DOC. Ringrazio in anticipo
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Gentile Utente,

la situazione che si è creata è sicuramente molto sgradevole e lo sarebbe sia se lei fosse gay, sia se non lo fosse.

Se non ha mai provato attrazione per altri maschi ed è stato fidanzato e poi ancora attratto dalle donne non ha motivo di pensare di essere omosessuale, ma la sua ansia gliene sta facendo dubitare perchè forse è una persona suggestionabile e incline al dubbio eccessivo sul proprio conto.

Com'è andata la sua ultima relazione sentimentale?
Ha avuto difficoltà sul piano sessuale?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

secondo il modello della psicoterapia cognitivo-comportamentale, nelle persone ansiose basta un evento altrimenti neutro o di poco conto per innescare un meccanismo di rimuginazione che alimenta sempre più il dubbio ossessivo.

Se Lei invece non fosse una persona ansiosa, probabilmente sarebbe in grado di sdrammatizzare su quanto è accaduto e di essere molto sicuro di sè e della Sua sessualità.

Ecco che allora, un rifiuto da parte di una ragazza, la storia che si chiude male, una relazione che non gira come vorrebbe, contribuiscono ad alimentare nella Sua mente e nella Sua narrazione il dubbio "E se fossi gay?"

A questo punto è il meccanismo ansioso che bisogna spezzare, attraverso l'aiuto di uno psicologo psicoterapeuta.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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dopo
Utente
Utente
Ringrazio per la celerità delle risposte
Sicuramente la mia ansia e la scarsa autostima non mi hanno fatto prendere alla leggera l'episodio sgradevole accaduto, ma piuttosto preoccuparmi di cosa la gente potesse pensare di me, ma soprattutto i miei parenti, che continuano a farlo. e che è una delle cause del mio dubbio. Ho preso consapevolezza che il primo passo è curarmi l'ansia la principale causa dei miei fallimenti ultimi con le ragazze. altra causa che ha creato in me il dubbio. La troppa ansia mi faceva scappare piuttosto che provare e fallire a letto. E ovviamente non ero capito e considerato asessuato o gay.
In generale non ho avuto molte storie con rapporti completi, la mia ultima relazione sentimentale con rapporti risale a due anni fa e sul piano sessuale ho avuto qualche problema d'ansia da prestazione nei primi tentativi con conseguente frustrazione ma dopo andava bene.
In questi ultimi anni ho avuto poche relazioni sessuali e questo ha causato un calo del desiderio e anche paura di fallire, ho provato a sbloccarmi con una prostituta ma penso che non era la situazione adatta a me e ho fallito. anche qui il dubbio "forse sono gay" ma mai un pensiero omosessuale.
Grazie per l'aiuto
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Il problema sembra tutto qui: "La troppa ansia mi faceva scappare piuttosto che provare e fallire a letto."
Se evita rafforza le Sue paure ed il dubbio riesce ad insinuarsi più facilmente.
L'autostima invece si rafforza partendo dal comportamento, perchè quando Lei fa delle cose aumentano la Sua padronanza e senso di autoefficacia.
Legga qui: https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4335-la-psicoterapia-cognitivo-comportamentale-non-rimuove-le-cause-del-problema.html

Cordiali saluti,
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dopo
Utente
Utente
Grazie per l'aiuto, ho trovato molto interessante l'articolo sulla psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Il mio problema ora sembra focalizzarsi sul fatto che evito di uscire con ragazze, forse per paura di riscoprirmi gay, di non avere piu un forte desiderio di fare sesso con le ragazze. I miei parenti mi mettono alla prova presentandomi ragazze e quasi costringendomi a uscire con loro. " Hai rifiutato di uscire con ... allora è proprio gay" A me queste situazioni non piacciono perchè non sono una macchina che deve essere testata ma scelgo io con chi uscire e frequentarmi. Oppure devo uscirci per rafforzare la mia autostima? comunque mi fanno sentire male e certamente non mi aiutano a capire chi sono veramente.
Mi capita in giro di guardarmi spesso intorno sentirmi spaesato e avere le attenzioni addosso, ansia e di non comportarmi normalmente, questo fa si che mi avvicinano ragazzi omosessuali che ci "provano" e vado nel panico totale.
Il mio dubbio piu forte in questi momenti è questo, mancanza di desiderio/erezione per una ragazza è sintomo di omosessualità. vado a spulciare nel passato e raffiorano storie passate ad esempio una situazione amorosa estiva con una ragazza, quando mi ero appena lasciato con la mia ex. Ero convinto e determinato con una gran voglia di fare sesso con lei, solo che dopo averci provato in un paio di occasioni e ottenere il rifiuto il rapporto si era stabilizzato senza la necessità del sesso e quasi mi era svanito il desiderio di farlo e l'erezione scarsa, ma ero innamoratissimo di lei. Il calo del desiderio può essere causato da una masturbazione eccessiva? o sono gay latente? Mi scuso per la confusione che ho e che vi trametto. Grazie di nuovo
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Come Le dicevo una sensazione o un pensiero altrimenti neutro diventano per l'ansioso un motivo d'ansia e il pz solitamente entra in una dinamica dalla quale rischia di non uscirne più: "Se ho rifiutato di uscire e non sento il desiderio di fare l'amore con una ragazza, allora sono certamente gay. Se sono gay, hanno ragione i miei parenti a dire che... ecc..."

Se ci pensa capita di non aver voglia di fare alcune cose nella vita, ma il pensiero si ferma qui. L'ansioso va oltre...

La strategia di evitamento, invece, è quella che contribuisce più di altre a mantenere in piedi il problema.

Il mio suggerimento è di sentire direttamente uno psicologo psicoterapeuta per affrontare il problema direttamente.

Cordiali saluti,
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dopo
Utente
Utente
salve di nuovo
volevo esprimere altre mie preoccupazioni per avere un vostro parere e se è coincidente con il mio.
Ho sempre pensato, o penso che mi a sorella pensa che io sia davvero un gay latente, ho come l'impressione che ne parla alle sue amiche e sul social network scrive frasi che io interpreto sempre come riferite a me, e ne ho la certezza, oppure mi lascia a bella vista un libro dal titolo, orgoglio e pregiudizio, come asottolineare che io non accetterò mai di essere un gay latente ecc.. questa cosa mi manda in bestia, e glie l'ho detto, lei mi dice che se avese pensato che io fossi gay me l'avrebbe detto in faccia, cosa che io non credo. Per me lei è falsa e credo che non crede a quello che gli dico. In questo momento mi ritrovo a lottare con i miei dubbi e contro il parere della gente (esclusi i miei genitori) che mi vivono intorno ai quali do troppa importanza ma non riesco a far altrimenti. (come avevo scritto nel primo consulto, si è sparsa la voce che io sia gay per un disguido che c'è stato e chi si è divertito a rafforzare quest'idea di me). Allora le domande dentro di me sono, mia sorella pensa questo di me perchè? forse io non me ne accorgo? mi sembra assurdo però rafforza i miei dubbi.
Un'altro aspetto che analizzo nei miei dubbi è quello di avere un amico con il quale mi ci sento un po piu spesso rispetto agli altri amici, parliamo di tutto, calcio, politica e stronzate varie. io studio fuori e lui sta al paese, e quando tornavo al paese ci si ritrovava anche con altri amici, a me sembra una normale storia di amicizia, però delle volte la interpreto come un segnale dell'omosessualità latente cioè qualcosa di normale ma inconsciamente mi piacebbe stare con lui. Però non ho MAI assolutamente fatto pensieri sessuali anche quando eravamo solo noi due. In questi giorni mi sto accorgendo che quest'amico, forse, sia gay e si sia innamorato di me, cosa da appurare. Se fosse davvero cosi mi metterebbe davvero in difficoltà nell'affrontare la questione e fargli capire che io non ho mai provato niente oltre l'amicizia per lui. E Se lui fosse omosessuale e io gli sono stato molto amico non è che lo sono anche io e ancora non me ne accorgo. premetto che questa situazione la conosce anche mia sorella.
Un'altra cosa è che da un annetto a questa parte l'eccitazione sessuale con le ragazze non è forte, ma non il desiderio di starecon una ragazza, addirittura nulla con una prostituta. questa è la cosa che mi fa pensare davvero a un'omosessualità latente.
Delle volte penso anche che la mia mente sta cercando di aggrapparsi a tutto ciò per cercarsi un'alibieterosessuale e scappare da questa omosessualità latente.
Una domanda. in questo periodo sono in cura da una psichiatra, faccio bene ad andare da lei o cercare una psicoterapeuta?!
grazie in anticipo
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Caro Utente,

mi sembra che lei tenda a interpretare molte cose alla luce del dubbio che la sta assalendo e che stia cercando di trovare elementi di conferma o smentita in ogni dettaglio di quello che la circonda, ma questa affannosa ricerca non può che incrementare la sua confusione perchè molti elementi possono essere interpretati in un modo e anche nel suo opposto.

Intorno a sè può insomma trovare indifferentemente conferme e smentite ai suoi dubbi in base a come interpreta ciò che vede e che sente.

Come mai è in cura presso un medico psichiatra?
Assume dei farmaci?
Se sì, quali?
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dopo
Utente
Utente
Salve
il mio disturbo si evoluto in questo periodo, in peggio. Ansia aumentata, evitamento sociale (cerco di non stare a contatto con le persone, anche amici) molto spesso evito di uscire di casa perchè mi sento quasi sempre stanco e in questo modo evito il rapportarmi con le persone.
Quando mi trovo in mezzo alla gente, conoscenti e non, penso sempre a cosa pensano, e mi autoconvinco che parlano male di me.
(per me tutti pensano che io sia gay e che ne parlano di continuo) questo mi provoca un comportamento, visibile agli altri, anomalo, non mi comporto con naturalezza ma penso troppo a come agire, muovermi ecc anche se devo fare dei semplici movimenti (rigidità fisica). molto spesso mi capita di alienarmi e perdermi nei pensieri, delle volte pensieri vuoti, cioè pensieri non specifici, assentarmi.
La psicoterapeuta, dalla quale sono in cura (5 sedute in tutto) ha chiesto un consulto alla psichiatra, un aiuto farmacologico, e mi ha prescritto un farmaco antipsicotico, il risperidone sandoz gmbh 1 mg/ml.
il mio problema è che la psicoterapeta mi ha detto che ancora mi vuole conoscere, cioè capire la mia personalità, e non mi ha detto che cosa ho secondo lei, ma io vorrei invece capire che cosa ho dato che mi è stato somministrato un farmaco.
Io penso di avere problemi di personalità oppure bipolarismo che non centrano nulla col fatto di essere gay, ma era soltanto la causa scatenante del problema psicologico.
vorrei sapere cosa ne pensate.
grazie per la disponibilità

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