Problema nella relazione, lui assume psicofarmaci e lo nasconde

Buongiorno,ho 24anni e sto con il mio ragazzo(27)da 6mesi,prima lo conoscevo solo di vista.Nel complesso sono felice della nostra relazione,condividiamo molto,entrambi la viviamo con serietà e con le migliori intenzioni per il futuro,parliamo molto confrontandoci sui problemi.Sessualmente c’è ottima intesa.Lui è responsabile,generoso,molto sensibile,ma un po’ introverso, pigro/svogliato,molto riservato e insicuro su alcuni aspetti.Mi rivolgo a voi perché una questione importante mi turba,a giugno ho scoperto che assume farmaci contro depressione/attacchi di panico/ansia,li ho visti in camera insieme a una prescrizione di Anafranil(2 al gg),En 0,5(2 al gg+in caso di bisogno)e Topamax(prima di dormire).Una sera l’ho visto assumere una compressa di Topamax,chiedendogli cosa fosse mi ha risposto infastidito che serviva per dormire tranquillo.Ho scoperto inoltre che da un anno,non so se di più,va da uno psicologo una volta a sett.Non gli ho ancora detto di sapere queste cose perché temo si arrabbi e si chiuda,rompendo la fiducia ed escludendo la possibilità di poterne parlare in futuro.Soffro perchè non mi rende partecipe di questo,ho paura abbia seri problemi psicologi che rovineranno la nostra storia, può anche essere però che li assuma solo per ansie e attacchi di panico.Tutto ciò che sono riuscita a sapere da lui è che ha avuto anni fa questo problema e a volte ha forti ansie.Riassumo la situazione che lo circonda:è in tirocinio nella società del padre,ma sta tentando di finire l’università(triennale)da molti anni,è un grosso problema che gli procura ansia ma vuole laurearsi per non avere una“sconfitta”personale.In famiglia ci sono molte tensioni,vive con la madre che credo abbia problemi di esaurimento nervoso,il fratello(40anni)ha una sua famiglia,ma grossi problemi con la compagna,che fa ricadere sulla madre e indirettamente sul mio ragazzo che subisce le lamentele di lei.Il padre interviene solo economicamente,non affronta i problemi in modo pratico.Il mio ragazzo soffre molto per la situazione,in parte me ne ha parlato nel corso dei mesi,ma ancora non si apre del tutto.Non so come aiutarlo perché non ho il diritto di entrare in gravi questioni famigliari,cerco solo di sostenere lui e motivarlo a non perdersi d’animo nei momenti difficili.Lentamente capisco come sia difficile sopportare una situazione tale,perché spesso passo giornate intere da lui e assisto agli assilli della madre,piuttosto che alle pressioni del padre.Lui dice che lo aiuto molto e in me trova conforto,ma in realtà ho spesso l’impressione che non voglia condividere le sue preoccupazioni,forse perché non mi ritiene abbastanza importante.A volte si incupisce,diventa taciturno e se siamo fuori casa desidera tornarci al più presto,non lo dice apertamente ma i comportamenti lo dimostrano.Ora il mio dubbio più grande è quando affrontare la questione farmaci/psicologo con lui.Questa cosa inizia a pesare,a volte provo sfiducia nei suoi confronti e ansia per la situazione.Grazie
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Come mai ha sentito il bisogno di "indagare" sulla cura che il suo partner sta facendo? Sarebbe il caso di riuscire a trovare un modo per parlarne senza indagare di nascosto. La possibilità di aprirsi è legata alla relazione e alla fiducia, è qui che bisogna lavorare.

>>ho paura abbia seri problemi psicologi che rovineranno la nostra storia..<<
questo probabilmente è un suo personale bisogno di "controllo". E' preoccupata per come la questione possa riverberarsi su di lei e sulla vostra relazione?






Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

[#2]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Gentile ragazza,

il fatto che il suo fidanzato assume farmaci (ansiolitici?) e segua un percorso psicologico, dovrebbe farle comprendere che è persona coscienziosa e che ha motivazione a trovare un equilibrio nel suo quotidiano.

Non deve sentirsi ferita, perché potrebbe non essere riferito personalmente a lei questo suo "silenzio", ma ad una sorta di pudore, in quanto dal suo storico personale, che ci racconta, sembra non avere una situazione familiare idilliaca.

Provare a non indagare, ma soffermarsi sull'ascolto e sulla comprensione empatica, potrebbe permettergli un'apertura.

Si fidi e si affidi, con cautela....


Siamo in ascolto.

Un caro saluto
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Utente,
La vita provata di ogni partner, appartiene solo a lui.

Si tratta di tematiche delicate e soprattutto molto riservate, aspetti- se vorrà - il suo partner, dovrebbe essere lui a dirle di cosa si tratta, non lei ad investigare

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#4]
dopo
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Grazie mille per le risposte. Di seguito le mie considerazioni:
Dr.Del Signore ho indagato perché ho visto sul comodino diverse scatole di queste medicine non comuni affiancate dalla prescrizione dello psichiatra,sono stata mossa da curiosità ma soprattutto preoccupazione.In precedenza non avevo sospetti che li prendesse o che avesse un simile problema.Per rispondere alla seconda domanda,ho paura innanzitutto che lui non sia felice e non trovi il suo equilibrio e di conseguenza che questo si riversi su di me creandomi preoccupazione e che rovini la nostra relazione col passare del tempo.Tengo molto a lui e non voglio perderlo.
Dr.Albano:definisce i farmaci ansiolitici,ma rientrano nella categoria degli psicofarmaci?Non ho conoscenza in materia e vorrei capire se la cura del mio ragazzo è "pesante" e a cosa serve esattamente.Potrebbe diventare dipendente da questi farmaci o lo scopo è diminuire l'assunzione fino a sospenderli?
Dr.ssa Randone:concordo con lei, ma vorrei me ne parlasse per aiutarlo e sostenerlo, finora l'ho fatto e voglio continuare a farlo ma non conoscendo fino in fondo ciò che lo turba mi riesce difficile capirlo e consigliarlo.Grazie ancora
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Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Cara ragazza,

La mia era una domanda.. con il punto interrogativo!

Noi psicologi non trattiamo farmaci e questi vanno valutati solo dallo Psichiatra.

Solitamente l'assunzione del farmaco viene, nel tempo, scalata grazie al percorso di Psicoterapia, in quanto la persona inizia a stare meglio autonomamente.

Per il resto dovrebbe provare a dare fiducia a questo ragazzo e non "investigare", altrimenti sarà la sua "ansia" a diventare oggetto di attenzioni.

Siamo in ascolto, per qualsiasi dubbio...


Un caro saluto
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>ma rientrano nella categoria degli psicofarmaci?<<
quelli che lei ha citato sono psicofarmaci e rientrano nelle categorie degli ansiolitici e antidepressivi.

>>Potrebbe diventare dipendente da questi farmaci o lo scopo è diminuire l'assunzione fino a sospenderli?<<
perché si sta preoccupando di una "dipendenza"? Lo scopo dei farmaci è curare e non quello di rendere dipendenti chi li assume. Le sue domande denotano una certa apprensione, credo sia utile cercare di migliorare il vostro rapporto di coppia, perché solo in questo modo avrà l'opportunità di sentirsi più serena, lasciando modo e spazio all'altro per potersi raccontare.





[#7]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Ci sono delle aree private e riservate che non sempre devono passare al partner, sono zone d'ombra spesso non condivisibili.

Se il suo ragazzo non desidera parare con lei, dovrebbe rispettare il suo silenzio ed accettarlo.

Si piò stare accanto anche senza sapere e sapere e non stare accanto.

Si chieda se è curiosità o interesse o paura.

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