Incertezze del partner

Buongiorno.
Sono un ragazzo di 18 anni. Quest'estate conobbi un ragazzo (che abita a 300km da me) del quale mi innamorai, ricambiato. Ci vedemmo altre volte prima dell'inizio dell'ultimo anno scolastico, tutto era perfetto.

Premetto che lui è una persona piena di complessi: sul suo fisico, sulle sue capacità, nei miei confronti (mi ritiene migliore di lui). Purtroppo sbaglia, poiché assicuro che non ha alcun motivo di credere a nessuna di queste cose.

Frequentiamo l'ultimo anno di liceo. Lui vive un rapporto leggermente insano con la scuola: studia tantissimo, prende voti altissimi, ma non sono mai abbastanza. Del 9.5 è contento, ma non lo soddisfa perché poteva prendere 10; questo è il senso. Per di più, non sopporta la classe e i professori. Con l'inizio della scuola sono cominciate le sue crisi di incertezza: ci siamo visti la settimana prima che cominciasse e tutto era perfetto, dopo due settimane cominciò ad avere dubbi sulla nostra relazione. Andai da lui e risolvemmo tutto. Ma dopo qualche settimana, un'altra crisi. Insistetti affinché venisse da me, e risolvemmo di nuovo. Adesso siamo di nuovo in crisi. Sono andato da lui a sorpresa due giorni fa ma sono tornato il giorno stesso, poiché stava troppo male e non sarebbe stato bello passare dei momenti insieme. Inoltre le sue incertezze erano diventate immense per lui. Dice di avere solo un punto interrogativo enorme nella testa. Riferito a me, non sa se vuole stare con me perché la distanza fa male, ma allo stesso tempo non riesce a staccarsi da me, poiché mi vuole troppo bene (o forse semplicemente perché ha paura?).

L'ansia della scuola lo tiene sotto pressione, così comincia ad essere più schivo e ad assumere atteggiamenti più freddi con chi ha intorno. E io, i genitori, gli amici e i professori premiamo affinché torni come prima, affinché prenda delle decisioni, ma ciò non fa altro che farlo sentire ancora più sotto pressione e la situazione peggiora. Di conseguenza chi gli sta vicino sta male e lui sta doppiamente male poiché si sente in colpa per il dolore che involontariamente arreca. Alla fine è solo lui, preda delle incertezze, che piange e si dispera, senza prendere una decisione su nulla.

Io non so che fare. I mille discorsi non sono mai serviti a nulla. Le promesse non ne parliamo. Il vederci ogni tanto è servito solo per periodi determinati di tempo.

Due giorni fa ci siamo presi una pausa, che lui non ha rispettato poiché si sentiva in colpa per avermi concesso di tornare a casa due giorni fa, difatti mi ha scritto sia ieri che oggi. Oggi gli ho detto che se ha preso una decisione, me la facesse sapere. Altrimenti che rispettasse la pausa.

Io sono follemente innamorato di lui e l'ho dimostrato spesso, ma lui non si espone, rimane sempre nel limbo. Adesso, almeno. In questo momento di crisi.

Cosa fare? Stargli vicino sperando che gli passi (nonostante la situazione mi stia logorando da settimane)? Oppure otterrò qualcosa con una pausa? Non vuole un consulto psicologico.
[#1]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Caro ragazzo, nelle relazioni di coppia è necessario che entrambi i partner mattano impegno e desiderio. Nel vostro caso mi sembra di comprendere che l'impegno sta solo dalla sua parte, mentre l'altro sia aspetta di essere "rincorso".

Sarebbe utile cercare un equilibrio, uscendo dall'ottica del dover "salvare" o recuperare questo ragazzo.





Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

[#2]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Forse Lei che scrive potrebbe cercare di immaginare uno scenario futuro in cui, a seguito dei Suoi moltissimi tentativi di aggiustare le cose, di stare vicino a questo ragazzo ansioso e dalla bassa autostima, ecc..., , potrà uscirne solo svuotato.
Ci ha mai pensato?
Ne vale la pena?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#3]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Caro ragazzo,

nel momento in cui non c'è motivazione e non si riconosce il disagio, diventa difficile riuscire a recuperare un "rapporto".

Questo ragazzo vive sicuramente un disagio di carattere personale che, immancabilmente, si ripercuote sulla vita di coppia... ma come agire?

A questa domanda può rispondere solo lei... Lei che vive la storia, lei che lo conosce e lei che, attraverso l'ascolto dei suoi bisogni, può "incanalare" la strada giusta!


Provi ad ascoltarsi e a prendersi cura di se'!



In bocca al lupo.
[#4]
dopo
Utente
Utente
Grazie per le risposte!

Purtroppo sono consapevole di non essere io a poterlo salvare. Sono seguito da una psicologa, la quale me l'ha detto chiaro e tondo. Si può salvare esclusivamente da solo. Sto solo cercando di stimolarlo a reagire, ma obiettivamente è un po' come salvarlo.

Sono consapevole anche che la relazione, così come sta andando, mi stia solamente portando all'esaurimento (e forse mi ci ha portato). Così, non potrà durare.

Ma allo stesso tempo io non voglio lasciarlo. Io ho conosciuto il "lui" fuori dalla scuola: era un ragazzo maturo, premuroso, che mi cercava spesso, con cui parlavo di tanti argomenti. Un ragazzo che, nonostante i suoi complessi molto forti, si è spogliato con me (e non lo fa nemmeno con i suoi amici). Un ragazzo che mi ha cambiato in positivo la vita, che mi ha fatto uscire dall'apatia in cui mi trovavo, che ha colorato il mio mondo, che mi ha fatto provare emozioni incredibili. Ci siamo aperti l'uno con l'altro come non avevamo mai fatto con altra anima viva! Io ho detto a lui cose che non ho detto nemmeno al mio migliore amico. Stessa cosa lui.

In momenti più sereni, nonostante io sia sempre stato un po' più forte, è stato capace di prendere decisioni e compiere azioni anche rilevanti, come il presentarmi ai suoi genitori.

E' adesso che è di nuovo in balia delle sue incertezze. Di nuovo. Lui mi ha pregato di vivere, di non aspettarlo, perché sa che mi sta distruggendo.

Ma, dottori, io lo amo. Io ne sono follemente innamorato. Io spero fino all'ultimo che tornerà come prima. E purtroppo so che avrà sicuramente altri crolli. Forse devo solo sbatterci la testa altre volte prima di toccare il fondo. Ma io lo amo. Lo amo...

Quello che sto facendo ora è l'opposto di quello che ho sempre fatto: l'ho sempre consolato, ho sempre agito, insistito, spinto. Anche sbagliando, quindi alimentando le sue paure. Adesso sto facendo il contrario: voglio che provi come sarebbe la vita senza di me. Voglio che capisca davvero cos'è la sua vita senza di me. Quella dovrebbe essere la prova del nove: se riuscirà ad agire per riavermi, sarò disposto a sopportare qualche altra crisi, perché avrò avuto la dimostrazione che mi in fondo mi vuole. Altrimenti, sarà forse il caso di chiudere. E lo dico piangendo e straziandomi...

Le mie sono solo vane speranze?
[#5]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Gentilissimo,

comprendo lo strazio dell'amore, il senso di "impotenza" e il desiderio di una "bacchetta magica", per l'idillio passato...

Ora il dolore della perdita è troppo forte, senza razio....

Proviamo a stare un po' con noi stessi e lasciare all'altro il suo spazio vitale senza "invasione", anche se amorevole .... e. .. chissà... Non lo potremo mai sapere a priori.

Segua il suo cuore, forse è il bisogno più urgente, che ha in questo momento!


Di cuore

[#6]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>Le mie sono solo vane speranze?<<
devi essere semplicemente consapevole, perché stai gestendo una forte ambivalenza e la dinamica che descrivi è molto comune, però nelle relazioni che non funzionano.

Se stai facendo un percorso psicologico è utile parlare con il professionista che ti segue e non cercare conferme on-line.

>>Sono seguito da una psicologa, la quale me l'ha detto chiaro e tondo. Si può salvare esclusivamente da solo.<<
anche se come vedi, diciamo le stesse cose, ma di certo non possiamo scegliere per te.

Devi prendere in considerazione una variabile importante, esistono relazioni (relazioni che potresti costruire) molto più gratificanti di quella che stai vivendo. Ci avevi pensato?





[#7]
dopo
Utente
Utente
E le relazioni che non funzionano, sono destinate a non funzionare per sempre? Possibile che non esistono relazioni che sono state recuperate?

E ancora: razionalmente so che potrei instaurare altre relazioni più gratificanti. Purtroppo, però, non riesco nemmeno ad immaginarmi la relazione con un'altra persona in questo momento.

La mia speranza è solo che ci possa essere un miglioramento.

Me lo auguro, con tutto me stesso, perché l'amore è davvero forte.

Non so se riceverò altre risposte, in ogni caso ringrazio ancora.
[#8]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Non è detto...
Le motivazioni e le situazioni sono diverse, come le motivazioni di entrambi i componenti della coppia.

Ora, però, il focus sembra essere questa sua idea fissa di volere a tutti i costi "recuperare"...

Proverei a continuare il confronto nel setting terapeutico, dove posso avere tutto lo spazio di espressione e di emozioni da esperire e dove, immancabilmente, posso trovare "luce" su questo momento buio!


Si affidi con serenità e senza fretta.

Si dia il tempo debito per ascoltarsi!


Un caro saluto
[#9]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>Possibile che non esistono relazioni che sono state recuperate?<<
certo che esistono, ma con una "clausola": entrambi i membri della coppia devono essere motivati a recuperare il rapporto, perché se è solo lei a farlo significa che ha "bisogno" della relazione, mi riferisco a qualcosa di più personale e individuale.





[#10]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
"Ma, dottori, io lo amo. Io ne sono follemente innamorato. Io spero fino all'ultimo che tornerà come prima. E purtroppo so che avrà sicuramente altri crolli. Forse devo solo sbatterci la testa altre volte prima di toccare il fondo. Ma io lo amo. Lo amo"

Mi sembra un grido di dolore.....atroce ed ad alta voce.

Le allego due letture che potrebbero aiutarla a riflettere.
Non si può curare o aiutare, chi non vuol essere aiutato......e tantomeno si può amare per due.

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/5038-le-menzogne-del-cuore-eros-e-ferite-d-amore.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/5169-come-dirsi-addio-senza-morire-di-dolore.html

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2175-quando-finisce-un-amore.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2959-amore-bugiardo.html

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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