Stati d'ansia e malessere fisico

Buonasera a tutti, sono una ragazza di 24 anni, e scrivo per avere un consiglio. Prima di chiederlo, è necessario fare un breve riassunto di cosa mi è accaduto negli ultimi tempi. Un anno fa mi hanno diagnosticato un tumore all'osso dell'anca, e nonostante il fatto che fortunatamente sia benigno, è da un anno ormai che faccio avanti e indietro dall'ospedale di Bologna, dove mi sono sottoposta a numerosi interventi. La ragione per cui scrivo qui, è che da quando ho scoperto di avere questa cosa, la mia vita è cambiata. Per camminare uso le stampelle, e cammino poco perchè sono sempre stanca e sento molto dolore. La mia vita si è fermata a un anno fa, non ho voglia di uscire, passo giorni e giorni in casa, ho perso quasi tutti gli amici che avevo, mi sento sempre stanca e spossata, dormo poco, ho spesso dei mal di testa assurdi, e non so più cosa fare. In questo lungo periodo ho fatto molte cose, sono riuscita a dare l'ultimo esame e a laurearmi con il massimo dei voti, mi sono iscritta alla magistrale, frequento un master e scrivo articoli per un giornale. Tuttavia, sento di non aver vissuto e di non vivere veramente queste cose, mi trovo in un perenne stato agitativo, come una bomba ad orologeria pronta ad esplodere, non riesco più a ridere e a scherzare come un tempo, e il mio grado di nervosismo e irrequietezza non è mai stato così alto. Cerco di nascondere e sopprimere il tutto concentrandomi nello studio, cosa che so fare meglio, però ci sono momenti in cui vorrei evadere dalla realtà. Ciò mi fa stare male, e sento sempre il bisogno di piangere o sfogarmi verbalmente( anche in modo aggressivo ) con qualcuno. Questo mio malessere è diventato un chiodo fisso, non so davvero cosa fare. Spero di ricevere al più presto un vostro consiglio perché mi sento molto male, non solo per il dolore fisico causato dal problema alla gamba, ma anche e soprattutto perché sento un malessere interiore che non mi vuole lasciare più, e che giorno dopo giorno mi soffoca, mi comprime il petto e lo stomaco e si nutre di me.
Cordiali saluti
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Purtroppo la sua condizione non può essere affrontata on-line, ma necessita di un contesto adeguato, un supporto psicologico che le possa permettere di elaborare la diagnosi ricevuta e lasciare quindi uno spazio all'espressione delle sue emozioni.

Come descriverebbe la sua vita affettiva?






Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

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dopo
Utente
Utente
Non saprei descrivere bene la mia vita affettiva. L'unica persona su cui posso contare è mia madre. Con lei condivido ogni cosa, e forse per questo il nostro è un rapporto di amore-odio. Per quanto riguarda mio padre, non c'è nulla da dire perché con lui non ho nessun tipo di rapporto, e questo non è a causa della separazione dei miei genitori, non ho mai avuto un rapporto con lui nemmeno da piccola. In campo sentimentale non c'è nessun tipo di legame affettivo perché non ho un ragazzo, anche se mi piacerebbe averlo. Tuttavia l'idea di una persona che entra nel mio territorio e che invade il mio spazio privato mi mette ansia, infatti quando mi sentivo con qualcuno, se quella persona mia mandava più di 6-7 messaggi al giorno mi creava uno stato di agitazione e di ansia, per cui ho interrotto ogni cosa. Come stanno le cose ora, sarebbe davvero difficile trovare qualcuno che mi capisca, e poi, la verità è che nessuno vuole stare con una persona malata, che è limitata in molte cose. Per quanto riguarda le amicizie, ho davvero pochissimi amici, sempre stato così, e a loro non confido nulla, non capirebbero. Per cui quando mi vedono irritata o agitata attribuisco la colpa al troppo studio o alla preoccupazione per la gamba, e loro ci credono. Il fatto è che ogni cosa mi crea uno stato di allerta e di agitazione, non solo le cose brutte, ma anche e soprattutto quelle belle, perciò anche una nuova persona che entra nella mia vita, per quanto possa farmi piacere, mi fa stare in ansia. Proprio per questo problema, non riesco a essere sincera e spontanea, non intendo dire che dico bugie,ma intendo dire che, passando molto tempo in casa, penso nella mia mente a ipotetici scenari e situazioni in cui potrei trovarmi insieme a qualcuno che conosco e do le ipotetiche risposte. Per cui, quando mi trovo fuori e accade qualcosa che non avevo previsto, vado in ansia e non so cosa dire. Lei ha perfettamente ragione, così su due piedi è impossibile ricevere un aiuto dandomi una terapia. Volevo solo un consiglio su cosa fare, a chi rivolgermi, perché sono stanca. Sono assuefatta agli antidolorifici, e alcune volte credo di sentire il dolore della gamba più forte perché so che sta passando l'effetto. Oltre a queste medicine, a volte prendo, quando mi trovo in momenti di particolare sconforto o mi trovo in una situazione di forte ansia, delle gocce per dormire. Tuttavia, anche dopo averle assunte, o non dormo proprio, oppure non riesco a dormire bene, mi addormento tardissimo e nell'arco della notte mi sveglio più volte e poi la mattina mi sento uno straccio. Mi scusi se sono stata molto prolissa, ma era necessario spiegare un pò il quadro generale.
Cordiali saluti
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Cara Ragazza,
innanzitutto complimenti per i traguardi raggiunti nello studio.

I suoi problemi di salute avrebbero avuto bisogno di un adeguato supporto psicologico, lei si è fatta forza, ha puntato sullo studio e sulla sua realizzazione, ma dentro di lei c'è un dolore che andrebbe elaborato, non solo per quanto ha sofferto e soffre per i problemi fisici, ma anche per la vita famigliare travagliata che ha descritto.
Sta portando una corazza nei rapporti con gli altri che costa fatica ed energie oltre al peso della sofferenza fisica.

Sarebbe opportuno evitare il fai da te per dormire (se così è stato), per i farmaci lo specialista competente è lo psichiatra, ma si rivolga anche a un nostro collega per essere accompagnata in questo diffcile momento della sua vita e per quanto ci ha esposto in merito alle relazioni familiari e altre.

Ora da quali specialisti è seguita? Quali cure dovrà ancora affrontare?

I miei migliori auguri

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

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Dr.ssa Valentina Sciubba Psicologo, Psicoterapeuta 1,5k 29 9
Gentile ragazza,
mi associo ai colleghi nel consigliarle di non rimandare oltre una terapia psicologica che sappia affrontare sia i sintomi di agitazione che lamenta, sia le problematiche di rapporto con i genitori cui accenna.
I rapporti con i genitori sembrano piuttosto squilibrati: dall'assenza completa al probabile eccessivo coinvolgimento ed è assolutamente opportuno o necessario che uno psicologo psicoterapeuta la aiuti a riportarli su binari più corretti e soddisfacenti.

Potrebbe tuttavia essere necessaria una terapia familiare, ma nell'immediato si rechi almeno lei dal professionista.

Cordiali saluti

Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
Terapia Breve strategico-gestaltica
www.valentinasciubba.it - Roma

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dopo
Utente
Utente
Buonasera, ringrazio tutti per avermi dedicato un pò del vostro tempo e per aver letto il riassunto della mia attuale situazione.
Al momento, sono seguita da un ortopedico dell'osso a indirizzo oncologico, da un ortopedico, da un fisioterapista e dal medico curante. Purtroppo, dopo tutti gli interventi in cui ho perso molto sangue, ho le difese immunitarie davvero basse e mi ammalo spesso.
Per quanto riguarda i consigli delle dottoresse, sono d'accordo con voi, avete perfettamente ragione. In alcuni momenti, quando mi sento più positiva, sento di dover affrontare il problema e di parlarne con qualcuno. Tuttavia, il solo pensiero di dover parlare faccia a faccia con qualcuno, un estraneo, guardarlo negli occhi, mi spaventa molto, perché per me è molto difficile esprimere ciò che provo. Tengo tutto dentro, e l'ansia repressa, arrivata a un certo punto, deve pur uscire da qualche parte, sfogarsi su qualcosa. Ed è per questo che mi viene la gastrite (ormai cronica, anche se dalla gastroscopia non è risultato nulla di "patologico"), i mal di testa allucinanti, e le chiazze rosse sulla pelle, come se avessi la rosolia. Faccio spesso brutti sogni, e mia madre mi dice che parlo nel sonno,e a volte piango e urlo. L'ultima volta che ho fatto così, mi ha detto che gridavo "ti odio" e mi agitavo con le braccia.
A questo punto credo proprio di dover seguire per forza i vostri consigli, e di rivolgermi a qualcuno. Tra 3 mesi ho la prossima visita di controllo per la gamba, e se continuo con questo malessere, non so proprio come ci arriverò. Vorrei poter chiudere questo brutto, bruttissimo capitolo della mia vita e passare oltre, vivere serenamente con chi mi sta intorno e farmi accettare per come sono.
Ringrazio ancora tutti voi, siete stati davvero premurosi e gentili,
cordiali saluti

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