Dipendenza affettiva e terapia psicologa

Salve,
La mia ragazza ha 25 anni ed è in cura da diversi mesi da una psicologa perché ha iniziato, con il cambio di stagione, ad avere un calo del tono dell'umore, pianto, pensieri negativi e io, avendo esperienza di depressione con mio padre, l'ho convinta ad andare da una psicologa.
Lei è stata sei anni con un ragazzo che ha tradito con me nel loro ultimo mese di storia, lei lo ha lasciato ma pare si fosse sviluppato un discorso di dipendenza affettiva con il suo ex per il quale lei non si sente liberissima di stare con me, anche se ha avuto una repulsione fisica ed è convinta al 100% che questa persona non faccia per lei e che lui la faccia solo star male essendo lui una personalità dominante e narcisista. Lei continua ad avere sensi di colpa ecc...
La psicologa dalla quale va le ha detto che deve tornare a stare con lui per uscire da questo problema, esprime sempre pareri su cosa sia giusto fare e cosa no, quando la mia ragazza le parla di scelte che ha preso ecc lei fa commenti ed emette giudizi del tipo "hai fatto bene, hai sbagliato" ecc. inoltre la psicologa si è permessa di dirle che tanto con me perde tempo, che "poco ma sicuro" lei non mi ama, che quello che crede sentimenti sono solo logiche conseguenze perché riempio le mancanze del suo ex
La domanda è: ma può uno psicologo dire cose del genere? Emettere giudizi di questo tipo? Dirle che l'unica cosa da fare è tornare con il suo ex per stare ancora peggio? Che poi, essendo logicamente lei molto confusa, praticamente senza autostima ecc, è molto influenzabile da queste cose se dette dalla psicologa. Addirittura la mia ragazza ha il timore di andarle a dire quando decide una cosa perché lei fa le facce o esprime il suo disappunto su scelte sue, come quella di stare con me ad esempio. Vorrei sapere fino a che punto è corretto e fino a che punto no, perché a me non sembra regolare e vorrei capire quindi, precisamente, come dovrebbe operare uno psicologo in caso simili. Grazie
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Caro ragazzo,
Lei sembra molto sicuro che quanto Le riferisce la Sua ragazza sia davvero stato detto dalla terapeuta.
Io fossi in Lei avrei dei dubbi perche' si tratta di un passaggio di parole che potrebbe non essere quello che arriva a Lei.
Inoltre, sarebbe necessario e terapeutico, non solo opportuno, che la ragazza non riferisse o confidasse a Lei cio' di cui parla in terapia. Questo, se avvenisse, vanificherebbe completamente il lavoro terapeutico che sta facendo.
Sarebbe anche necessario e corretto che Lei non cerchi di informarsi o di scambiare commenti.
Sono le regole rigidissime di qualunque setting terapeutico.
I migliori saluti

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Condivido le osservazioni della Collega ma è anche vero che la sua ragazza può aver equivocato una volta ma sembrerebbe che ci sia una sorta di consuetudine da parte della psicologa ad esprimere giudizi, se è così, è bene che sapere che lo psicologo che ha un'adeguata formazione professionale, non esprime giudizi o peggio, si sostituisce alla persona nelle sue scelte suggerendo questo o quel comportamento.


"Addirittura la mia ragazza ha il timore di andarle a dire quando decide una cosa perché lei fa le facce o esprime il suo disappunto su scelte sue, come quella di stare con me ad esempio."

Talle timore interferisce con il rapporto di fiducia e l'alleanza terapeutica tra lo psicologo e la persona, creando le condizioni favorevoli per una sorta di soggezione che non aiuta certo quest'ultima.
Questi aspetti andrebbero però affrontati in seduta dalla sua ragazza per verificare se ci sono le condizioni per proseguire un percorso terapeutico, altrimenti si crea una situazione ambigua che è controproducente a qualsiasi processo di cambiamento e di recupero del potere personale.

Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
www.psicologaapescara.it

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dopo
Utente
Utente
Vi ringrazio anzitutto per le risposte ma volevo specificare alcuni aspetti: sono sicuro che la mia ragazza abbia riportato testualmente certe affermazioni poiché in alcuni casi ne è rimasta particolarmente colpita, come ad esempio quando ha affermato cose come "non lo lasciare proprio perché ti può servire",riferendosi ad amiche "usale solo per uscire e conoscere gente". Inoltre lei disse alla mia ragazza che poteva condividere quello che voleva con chi voleva e lei spontaneamente, perché in alcuni caso confusa, mi ha riferito ciò che si dicono in seduta. Per farvi capire la situazione vi dico che, per esempio, la nostra situazione era in bilico e, dopo alcuni avvenimenti, la mia ragazza mi fosse che voleva stare con me e che non aveva più intenzione di vedere il suo ex, cosa che le fu prospettata dalla dottoressa come unica soluzione per uscire dalla dipendenza; quando lo disse alla psicologa lei commento dicendo "hai sbagliato a dare queste certezze perché tu ora non sei in grado di decidere niente! Tanto te lo dico subito che non è lui la persona giusta e quindi inutile che perdi tempo, te lo dico io". Logicamente la ragazza, che si sente dire così da chi dovrebbe aiutarla, da essere sicura di una scelta si è sentita incapace di decidere qualsiasi cosa e quindi come se non avesse altra via che affidarsi a quello che dice lei.
Non sto condividendo queste cose mia sponte per capriccio personale, ma perché la mia ragazza non sa a cosa pensare e mi ha chiesto di scrivere per lei.
Cosa si intende per affrontare la cosa con la dottoressa? Lei addirittura mi ha detto che non vuole farle presente sta situazione perché teme che la dottoressa la giudichi anche in questo frangente. Ora le ha detto che l'unica via è tornare con l'ex perché devo starci insieme e stare male ancora di più e che se non lo fa non può isocre dalla situazion...diciamo che pare una terapia un po' forte e lei si sente obbligata a fare sta cosa che non vorrebbe fare. Vorrei aiuto grazie.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Io sono sinceramente perplessa. Quali sarebbero le finalità dello star male per rimettersi con l'ex?
In che senso non se ne può uscire se non così?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Se la persona non si sente completamente libera di condividere il proprio vissuto con lo psicologo non cisono le premesse per costruire una relazione d'aiuto in cui ci si senta accettati, compresi e non giudicati.
La sua ragazza non si sente aiutata e la psicologa dovrebbe saperlo in modo che possa ridefinire queati aspetti della relazione terapeutica, se persiste negli stessi atteggiamenti non credo abbia senso proseguire il percorso.
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dopo
Utente
Utente
A suo dire, la finalità sarebbe farle toccare il fondo per avere la convinzione e la spinta a risalire e a liberarsi definitivamente da questo rapporto per il quale lei nutre ancora dei sensi di colpa per averlo tradito, e che le crea un blocco nel vivere liberamente la storia con me. Dice che finché non "sbatterà la testa e toccherà il fondo" non c'è altro modo per uscirne. Lei sono diverse settimane che rifiuta di fare sta cosa e ieri le ha detto che solo così può uscirne. Io vorrei sapere se è un metodo tradizionale e condiviso...grazie
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Caro ragazzo,
A meno che non decidiate di effettuare
una terapia di coppia sarebbe corretto che Lei si astenesse dal chiedere informazioni circa quanto viene detto in terapia.
Come Le dicevo in questo modo vanifica il lavoro terapeutico. Si tratta di un "riferire' e non di un "partecipare" anche Lei alla terapia direttamente.
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Non si tratta di metodo ma solo di fare pressione subuna persona confusa e sofferente.
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dopo
Utente
Utente
Il mio "riferire" è si richiesta di colei che fa la terapia che espressamente mi ha chiesto di scrivere e informarmi per suo conto solo perché io sono già iscritto al forum. Detto questo, ho capito che informarmi vanifica la terapia ma ci sarebbe da capire la terapia in cosa consiste, se è la norma che uno psicologo dica certe cose, indichi come unica strada percorribile una scelta così particolare come quella di tornare con una persona affinché si stia peggio, se facci affermazioni come "poco ma sicuro non sei innamorata", "stai sicura che non è la persona giusta", "hai sbagliato a dirgli che vuoi stare con lui perché non sei in grado di prendere decisioni", "non è che te lo impongo, ma se vuoi stare meglio l'unica cosa da fare è questa". Purtroppo non esiste un certo feedback riscontrabile perché il più delle volte, chi ha avuto bisogno di uno psicologo, lo nasconde o non lo sbandiera e quindi difficilmente hai standard o modelli a cui riferirti per capire se le cose vanno come dovrebbero o meno. Voleva solo cercare di capire se si dovesse affidare a questi metodi e fidarsi di queste affermazioni perché normali in una terapia, o se fosse il caso di rivedere qualcosa dato che si sente fortemente influenzata dalle cose dette dalla psicologa, alla quale pensa di doversi affidare completamente, anche se non proprio in linea con i suoi desideri, pur di stare meglio. Grazie
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Caro ragazzo,
La prima cosa anomala, molto, e' che sia Lei a scriverci e non la sua ragazza. E Lei questo lo ha capito!
Iscriversi al nostro forum e parlare in prima persona sarebbe il minimo oltre che una cosa semplice per la Sua ragazza.
Rifletta su questo.
Non fa il bene ne' Suo ne' della Sua ragazza intromettendosi e tentando di manipolare cosi' la terapia!
I migliori saluti
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dopo
Utente
Utente
Cara dottoressa, non so dove sia il mio tentativo di manipolare la terapia, piuttosto vedo semplicemente la preoccupazione per una persona che si sente costretta a fare certe scelte a fine terapeutico, notando che sono ormai diversi mesi di terapia e alcun miglioramento nemmeno minimo, questa sensazione è riferita dalla ragazza che si sente di "perdere tempo" e anche mia benché mai espressa. In ogni caso le domande da me post erano altre e continuano ad aver avuto risposte parziali...grazie
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

Posso chiedere se avete verificato che tale curante sia regolarmente iscritta all' ordine degli psicologi?
Può verificare qui www.pst.it

Io non credo proprio che uno psicologo possa dire e nemmeno suggerire al pz con quale ragazzo stare: non solo non è una strategia ma non è neppure il nostro ruolo.

Inoltre se la ragazza si sente a disagio a parlare con la psicologa e non vede alcun miglioramento come mai continua ad andarci? Mi pare un controsenso.

Quindi potreste verificare le credenziali del professionista ed eventualmente chiarire sulle procedure. Qui però mi permetta una chiosa: è vero che alcuni terapeuti prescrivono alcuni comportamenti da tenere ad esempio per superare una fobia ma tutto viene spiegato al pz e non riguarda le scelte personali e morali del pz. Le faccio un esempio. Un pz può ricevere la prescrizione precisa per superare la fobia di utilizzare la metropolitana e che ha la finalità di spezzare proprio le paure e tutti i comportamenti di evitamento che il pz attua. Ma se la sua ragazza soffre di depressione o di dipendenza nelle relazioni l ' idea balzana di riavvicinarsi ad un ragazzo m altrattante per toccare il fondo è fuori dal mondo anche perché è intuibile che non è terapeutico. Dopo aver toccato il fondo in che modo una persona potrebbe stare bene?
In ogni caso la diagnosi posta qual è?

Dopo aver chiarito dal momento che non ci sono miglioramenti potrebbe esser una buona idea cambiare.
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dopo
Utente
Utente
La ragazza continua ad andarci perché vede come un fallimento l'idea di smettere e ha il timore di ricominciare con un'altra persona e rap riarso nel raccontare le sue cose. La diagnosi una depressione profonda e una dipendenza affettiva. L'idea di toccare il fondo sarebbe quella di farla convincere e rassegnare al fatto che questa persona non va bene per lei oltre ogni dubbio, cosa che lei è convinta di aver capito ma non riesce a perdonarsi l'idea di averlo tradito e non riesce a non iniziare per paura di fallire nuovamente perché non sta bene. La ringrazio.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
L ' idea del fallimento è qualcosa di cui discutere però perché se per la ragazza occuparsi della propria salute è prioritario, allora cambiare se non si hanno risultati mi pare l ' unica strada sensata per cambiare.

Inoltre nel trattare la dipendenza il primo passo è semmai allontanarsi da che cosa genera la dipendenza e diventare consapevole dei propri meccanismi psichici per riconoscerli e cambiarli se patologici e NON toccare il fondo!

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